Rock My Life presenta la Prima edizione del Rock in Park Open Air – resi ufficiali tutti i dettagli del festival

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Sulla scia del successo delle passate nove edizioni e delle date itineranti il Rock In Park si presenta in una nuovissima inedita versione OPEN AIR.

L’ormai famoso festival milanese – arrivato alla sua decima edizione che si terrà, come d’abitudine, presso il Legend Club Milano, dall’11 Maggio al 17 Giugno – presenta, in collaborazione con Rock My Life e con il patrocinio della Pro Loco Grosseto, il Rock In Park Open Air nella suggestiva cornice della Cava di Roselle, a Grosseto, i prossimi 13, 14 e 15 Luglio.

A calcare il palco del nuovissimo festival arriverà il meglio della scena attuale rock e metal italiana:

Venerdì 13 Luglio vede come headliner i Destrage, reduci dal tour europeo con i Periphery e pronti per un nuovo tour americano accanto ai Protest The Hero. Sul palco anche i Wolf Theory, nuovissimo progetto milanese industrial rock nato dalle menti di ex Exilia e Mellowtoy.

Sabato 14 Luglio toccherà ai Finley scaldare l’atmosfera, la band proporrà i singoli di maggior successo assieme ai brani del loro ultimo album titolato “Armstrong” uscito ad Ottobre 2017. A precederli saranno i The Bastard Sons Of Dioniso i quali porteranno sul palco una scaletta che vanta, tra gli altri, anche pezzi dell’ultima fatica in studio “Cambogia” ed i RHumornero band nata nel 2005 dall’incontro di musicisti provenienti da diverse esperienze (Super B, Prozac+ e altri..) la quale ha fatto molto parlare di se negli ultimi anni.
Domenica 15 Luglio, a chiusura della kermesse musicale, ci saranno i livornesi Strana Officina, con il loro metal travolgente; promuoveranno le due uscite annunciate ad inizio 2018 assieme alla loro casa discografica: “The Faith” (2006) in versione totalmente remixata (una vera bomba!!!) e “Non Finirà Mai” Ep interamente in italiano, contenente brani inediti scritti nel 1994 assieme ad altri contenuti speciali. Sul palco saliranno anche i cremaschi Genus Ordinis Dei con all’attivo “Great Olden Dynasty”, album acclamato dagli addetti ai lavori, sia italiani che esteri, contenente il brano “Salem” featuring Cristina Scabbia, cantante dei Lacuna Coil. La band arriverà a Grosseto super carica dopo aver condiviso il palco con gli svedesi Dark Tranquillity, in Francia, ed i Suffocation, durante la data di chiusura della decima edizione del Rock In Park 2018 a Milano.

Specifiche e costi:
VEN 13.07.18 apertura porte ore 19 — prevendita € 10,00 — in cassa €12,00
DESTRAGE + WOLF THEORY
Let Them Fall
Hot Cherry
Moderntears
OAK

SAB 14.07.18 apertura porte ore 18 — prevendita € 12,00 — in cassa €15,00
FINLEY + THE BASTARD SONS OF DIONISO + RHUMORNERO
Junkie Dildoz
The Splitheads
Sick Boys Revue
Guglielmo Benz

DOM 15.07.18 apertura porte ore 18 — prevendita € 8,00 — in cassa €10,00
STRANA OFFICINA + GENUS ORDINIS DEI
Roots from Above
Diesanera
Coexistence
Crimson Thunder
Barbarossastrabe

ROCK IN PARK OPEN AIR 2018 – 3 days real rockers pass
Biglietto valido per i 3 gg + maglietta, sacca, portachiavi, pass laminato, adesivi, ingresso anticipato – prevendita €38,00

PREVENDITE DISPONIBILI A PARTIRE DALLE ORE 12.30 DI OGGI, 18 APRILE 2018, AL SEGUENTE LINK: http://www.mailticket.it/spettacolo/10373
Il Rock In Park Open Air si prospetta quindi un’esperienza a 360°!
Oltre a dell’ottima musica, i partecipanti, potranno godere di una rilassante area ristoro con griglia e birra fresca a volontà.
Il luogo è facilmente raggiungibile e vanta un ampio parcheggio.
Saranno presenti inoltre diversi stands con espositori locali e non.

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ROCK IN PARK 2018 – il decimo compleanno che tutti avremmo voluto!

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La direzione artistica del Rock In Park ama stupire e, anche quest’anno, proprio per la decima edizione del festival, si è prodigata nel mettere assieme una programmazione da urlo! Come ormai di consuetudine ci sarà una “data zero” che permetterà ai rockers frequentatori del Legend Club Milano di scaldare ugola e collo ond’evitare strappi per l’headbanging prolungato!!!
Le date dal respiro internazionale alle quali non potete assolutamente mancare sono quelle di Phil Rudd, Crazy Town e dei Suffocation, tra i massimi esponenti death metal assieme ai Cannibal Corpse. Per quanto riguarda le band tricolore vi invitiamo ai concerti degli Electrocution e degli Elvenking, saranno serate memorabili!
Segnate nelle vostre agende anche il Rock My Life Festival che presenterà il Rock In Park, per la prima volta, in versione Open Air, nella suggestiva cornice della Cava di Roselle, a Grosseto, i prossimi 13, 14 e 15 Luglio.
Quindi buttate le corna al cielo… il festival alternative più amato dell’hinterland milanese sta tornando!!!
SAB 05.05.18
►►► Waiting for Rock In Park ◄◄◄ → € 5,00
BREATH OF NIBIRU + MIRRORMAZE + ALTHEA + RICERCADOS
VEN 11.05.18 → € 7,00
MARIO RISO + THE STRIGAS + THE ELEMENTS + MARTIAN PATRIOTS
SAB 12.05.18 → € 25,00
PHIL RUDD + DOBERMANN + RUN CHICKEN RUN
DOM 13.05.18 → € 5,00
THE LAST BAND + UNDER STATIC MOVEMENT + BROWBEAT + THIS BROKEN MACHINE
GIO 17.05.18 → ingresso FREE
CELEB CAR CRASH + MADBOX + MEXICAN HEROES + VITREO
VEN 18.05.18 → € 15,00
CONFESS + GUEST
SAB 19.05.18 → € 10,00
PINO SCOTTO + SKW + HELL’S CROWS + ANOTHER FEEDBACK
DOM 20.05.18 → ingresso FREE
ELECTRIC BALLROOM + 7 IRIS + EXCENTRIC DISEASE
GIO 24.05.18 → ingresso FREE
DROPSHARD + WEISS BAND + FROZEN SAND + DIRAXY
VEN 25.05.18 → € 5,00
IRON MAIS + FARTY WAYNE + NO ONE’S PROJECT
SAB 26.05.18 → € 5,00
HELL IN THE CLUB + LUCKY BASTARDZ + SEVERAL UNION + BLACKHOLEDREAM
DOM 27.05.18 → € 15,00
CRAZY TOWN + HUMAN TORNADO + BREAK ME DOWN
MAR 29/05/18 → € 24,00
BOULEVARD + SOUL SELLER + MINDFEELS + AIRBOUND
GIO 31.05.18 → ingresso FREE
GAMBARDELLAS + NAGA + UN GIORNO DI ORDINARIA FOLLIA + ONDARETRÒ
VEN 01.06.18 → ingresso FREE
SYK + FOREDAWN + SOUL VIBES + ENDGAME
SAB 02.06.18 → € 5,00
SUPERHORROR + 17 CRASH + MY CITY ROOM + DELUDED BY LESBIANS
DOM 03.06.18 → ingresso FREE
REACTION + DEEP AS OCEAN + CRUENTATOR + DECLAPIDE
GIO 07.06.18 → ingresso FREE
DEATHLESS LEGACY + MECHANICAL GOD CREATION + KANTICA
VEN 08.06.18 → € 8,00
ELECTROCUTION + BLACK RAGE + INSIGHT + SINATRAS
SAB 09.06.18 → € 8,00
ELVENKING + TREWA + ATLAS PAIN
DOM 10.06.18 → ingresso FREE
PAOLO MARTELLA from QUARTIERE LATINO + AMORS + MR. KNOW IT ALL + NICE
GIO 14.06.18 → ingresso FREE
SHE WAS NOTHING + REBIRTH OF ENORA + CODENAME DELIRIOUS
VEN 15.06.18 → € 15,00
UNREAL CITY + IL BACIO DELLA MEDUSA + TRIO
SAB 16.06.18 → € 5,00
ANEWRAGE + GHOST MANTRA + MISANTROPHIA + CHECKMATE
DOM 17.06.18 → € 25,00
SUFFOCATION + GUEST

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L’importanza dei social per una band – spunti di riflessione per non perdersi tra le maglie della rete

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Oggi viviamo in un mondo innegabilmente social, in cui tutto, o quasi, è affidato a facebook, twitter, instagram… è la vetrina della nostra vita. Ma davvero pensiamo di sapere tutto su come funziona, su come ottimizzare i post, su come promuovere la nostra band?
In questo articolo tenteremo di fare chiarezza su alcuni aspetti e dare qualche spunto di riflessione a chi si affaccia per la prima volta sui social o a chi desifera migliorare la propria visibilità.
Basandoci su quello che spesso ci chiedono le bands e gli artisti, facciamo anzitutto una distinzione fondamentale: è più importante il sito web o la pagiana facebook? Sono due cose molto diverse, che hanno obiettivi diversi ma che sono ugualmente fondamentali.
Il sito web è la “casa” della band, il luogo nel quale è possibile comunicare in modo ufficiale notizie, informazioni, nuove uscite, ecc. È il posto dove, magari, vendere il proprio disco, integrando nel sito le funzionalità e-commerce. È la piattaforma giusta per far iscrivere i fan alla newsletter ed il biglietto da visita per i direttori artistici o i magazine del settore, la presentazione professionale ed aggiornata costantentemente del prodotto che state vendendo.
I social sono altrettanto importanti per motivi diversi. Sono utilissimi per ridurre la distanza tra la band e il pubblico in quanto permettono una comunicazione più diretta, veloce, semplice, informale. Sono il posto giusto per condividere fotografie, idee, spunti di riflessione; sono lo spazio dove chiedere consiglio al pubblico su qualcosa (titolo del nuovo album, titolo di una canzone, scaletta dei pezzi da suonare live, ecc.) coinvolgendolo nei processi decisionali della band. Per esempio, si possono condividere con la funzione live di Facebook anche momenti della vita di una band, come ad esempio le prove, avvicinando i fans e le persone che seguono la band.
Coinvolgere il pubblico con contenuti interessanti e di valore è infatti un fattore fondamentale per il successo di questo tipo di attività.
Quando pensiamo ad un musicista, pensiamo innanzitutto alla sua arte. Ed è giusto così, perché band e cantautori comunicano prima di tutto attraverso la loro musica, regalandoci emozioni. Però, è anche vero che, se un artista vuole emergere, deve curare la propria immagine e con essa la qualità della propria comunicazione.
Ma quali sono le tecniche che una band o un singolo musicista devono adottare per comunicare con efficacia sui media?
Il social media marketing serve per dare maggior visibilità agli artisti. Il musicista è un artista e quasi sempre non ha il tempo materiale per curare i propri account sui social network o per curare la produzione di contenuti sul sito e la loro ottimizzazione SEO (Search Engine Optimization, ovvero tutte quelle tecniche volte ad ottimizzare e migliorare la visibilità di un sito web sui motori di ricerca), ma questo è fondamentale per la crescita e lo sviluppo del proprio lavoro. Gli artisti non hanno bisogno di visibilità solo per vendere il disco, ma anche per farsi conoscere da nuovi fan e per avere un seguito ai concerti. Naturalmente, avere le proprie pagine social ben curate è anche un buon biglietto da visita per presentarsi a un’agenzia, a un’etichetta o ad un direttore artistico di un locale.
Parliamo ora dell’electronic press kit. Beh, la tecnologia va avanti e le bands devono adeguarsi. Una volta, per farti conoscere dalle case discografiche, inviavi per posta una copia del vinile o un nastro inciso (cioè le vecchie musicassette, quante canzoni abbiamo portato avanti con la matita?), una copia cartacea della biografia della band, le foto e i relativi riferimenti di contatto. Poi sono arrivate le e-mail, quindi tutto il vecchio “cartaceo” si è trasformato in allegato Word e JPG, e i pezzi su CD sono diventati allegati in formato mp3.
Ora siamo nel 2018 e già da un pò sono nati gli EPK. Il press kit elettronico è una pagina web. Aprendola, trovi tutto davanti a te: biografia del gruppo, foto, un teaser video, i pezzi ascoltabili direttamente dalla pagina e i link ai social network.
Tutto è più rapido: apri il tuo programma di posta elettronica, clicchi su nuova e-mail, fai copia e incolla del link al tuo EPK e premi il pulsante di invio. (Attenzione: per alcune case discografiche vale la norma di non affidarsi solo all’EPK, ma anche all’invio fisico del proprio materiale).
L’EPK è molto utile soprattutto per farsi conoscere nei locali, visto che la maggior parte di essi non ascolterà mai la copia del disco che gli si è regalato. Oppure l’EPK è anche utile per essere trasmesso a locali di altre regioni, cioè in posti in cui, altrimenti, sarebbe stato molto più difficile arrivare.
Siamo così arrivati ad un altro punto: il management. Qui la faccenda è sensibilmente più complessa e delicata da spiegare.
Partiamo da qui: probabilmente, non tutti sono a conoscenza che il mercato musicale, sopratutto per i generi come il rock, il punk, il metal e affini, è in uno stato di crisi nera. E ciò avviene soprattutto (tanto per cambiare) in Italia.
Il nostro Paese è vecchio e ignorante. L’Italiano medio ascolta tutto quello che le radio trasmettono, perciò tutto quello che va di moda in quel momento. Gli Italiani comprano tutte le compilation in voga con i tormentoni da spiaggia ecc… Poi magari non sanno che il vicino di casa è il bassista di una band metal italiana che è famosissima nel resto del globo e che suona date sold out ovunque, tranne che in Italia.
Il pubblico rockettaro nostrano predilige l’ascolto della musica di artisti Inglesi o Americani, perché se sono stranieri sono fighi, mentre l’artista italiano che suona rock o metal non è considerato. Come mai? Ce lo chiediamo da anni, e non sappiamo darci risposta.
Purtroppo, questo si ripercuote sullo scenario dei locali che, sono sempre meno inclini a dare la possibilità alle band di esibirsi. E quei pochi che lo fanno, per esser sufficientemente sicuri di coprire le spese, contattano cover band e organizzano “tributi”, non dando quasi mai spazio agli artisti emergenti.
Così, in linea di massima, succede che i locali pretendano che le band emergenti gli riempiano la sala. Per fortuna, esiste anche qualche raro locale che è pure ben rodato (sempre troppo pochi però) che non si pone il classico problema del “ma quanta gente mi portate?”, e che dà spazio anche alla musica emergente.
Un altro problema, per il quale il mercato della musica emergente soffre, è che molti musicisti agli esordi credono di essere il Jimmy Page o il Robert Plant della scena musicale odierna, e spesso commettono errori enormi che rischiano di fargli “bruciare” il progetto (magari anche di buon livello), perché non sanno gestirlo. Ed è qui che può essere utile il manager/promoter, una figura che fa in pratica da papà alla band.
Un manager si occupa del musicista e del suo progetto musicale, e fa di tutto per far crescere, al meglio, entrambi. Il manager si prende la responsabilità di decidere che cosa è bene e che cosa è male per gli artisti, studia le varie etichette a cui proporsi, contatta le agenzie di booking, crea l’ufficio stampa. Il manager conosce tutte le necessità di ogni singolo componente di una band, si interfaccia con tutte le figure che collaborano al progetto musicale.
Insomma: il manager è la figura che si becca tutte le rogne. Ma ha anche la soddisfazione più grande, quella di veder crescere la “propria” band, giorno dopo giorno.
Quali sono allora i primi passi da compiere per presentarsi in modo professionale e competitivo?
La prima cosa da fare è sistemare la propria pagina Facebook. Ormai tutti ne hanno una, ma spesso vediamo dei veri e propri orrori di gestione… Una band che contatta un’etichetta per entrare nel suo roster, scrive lasciando il link nella mail alla pagina Facebook. Capita spesso di vedere questo: foto di baci con le fidanzate, foto dei loro idoli, post di grigliate, qualche foto della band sul palco, post contro le major (cioè le case discografiche più grandi) o contro alcuni musicisti e altre cose di questo tenore.
Questo è il primo passo per sotterrare la propria band.
Avere una pagina Facebook curata significa eliminare tutto ciò che non è attinente al progetto musicale. L’immagine è tutto.
Questo è il primo consiglio, Il secondo, naturalmente, è di iniziare ad aprire anche profili su altri social network. (instagram, Twitter…)
Una band già avviata invece (e quindi più affermata) ha già una bella presenza sul web. In questo caso, bisogna capire dove la band è più carente e perché, e lavorare al meglio sul canale web per potenziare il ritorno d’immagine.
Tanti gruppi hanno dei canali YouTube poco curati: pubblicano qualsiasi video, anche dei live che sono osceni a livello qualitativo. Quando inizi a non essere più un emergente, queste attenzioni fanno la differenza.
Più di una volta le grandi etichette o le direzioni artistiche più prestigiose hanno evitato di contattare delle bands perché avevano profili molto frequentati ma zeppi di contenuti scadenti, oppure trovare su Facebook una band con molte migliaia di like, ma il cui ultimo post risale a molti mesi prima, dà l’idea che alla band stessa non interessa far conoscere il proprio lavoro.
Altre bands hanno su Twitter decine di migliaia di followers e ogni tweet pubblicato è legato alla piattaforma SoundCloud. In pratica: Twitter non lo usano mai direttamente.
Molte bands, lasciano senza risposta i messaggi dei fans. “Non ho tempo”, ma così il fan lo perdi. Attenzione.
Altra cosa molto importante da tenere in considerazione è ragionare anche da fan e non solo da musicista: pensare a che cosa ti piacerebbe leggere tra i contenuti e gli aggiornamenti di stato che riguardano il tuo artista preferito e proporre lo stesso a chi segue te.
Evitare foto imbarazzanti della tua band, sono divertenti per chi le pubblica, ma non sono professionali. Rispondere sempre ai fans e ai tuoi followers, far vedere che la band è presente e che è lì per loro.
Rendere vive le pagine social con aggiornamenti sul progetto musicale, date dei concerti, locandine, eventi.
Non atteggiarsi a rock star: l’umiltà è vista meglio.
Non collegare Twitter a Facebook, ma pubblicare su entrambi contenuti ad hoc.
Adesso vediamo come ottimizzare i post su Facebook:
Quando pubblichiamo qualcosa sulla pagina Facebook o sul nostro profilo personale, essa sarà visibile solo ad una piccola parte della nostra sfera sociale, che la vedrà nel proprio flusso di notizie.
Circa il 95% dei contatti o dei fans non vedranno nulla, grazie ad un algoritmo di Facebook che si chiama Edge Rank. (Recentemente rivisto ed ottimizzato a selezionare ulteriormente quello che deve essere visibile, quindi ancora più restrittivo).
Ogni minuto su Facebook sono inseriti circa 694 mila messaggi ed è davvero difficile far sapere che ci siamo anche noi.
In pratica Edge Rank prende in considerazione alcuni elementi per stabilire se il messaggio merita di apparire nel flusso dei nostri amici o dei nostri fans, in rapporto ad un altro messaggio, pubblicato da un’altra persona in relazione con lo stesso nostro contatto o fan.
Facebook cerca quindi di offrire contenuti che siano coerenti e pertinenti, facendo affidamento su tre elementi:
l’affinità con ogni membro della sfera sociale
il peso delle interazioni
un fattore tempo collegato alle pubblicazioni
Anche se apparentemente semplice, il sistema ha pesi diversi ed è certo più complesso.
Sarebbe il caso di prestarci attenzione, individuando alcune pratiche che possono migliorare la presenza e la diffusione dei contenuti.
1 – Cercare l’interazione con altri utenti
Se Edge rank si basa sulle interazioni che hai con gli altri partecipanti alla nostra comunità, cerchiamo di avere un numero alto di reazioni alle nostre pubblicazioni (non conta tanto il numero di like sulla pagina ma il numero di interazioni con il post, like, commenti e condivisioni dello stesso). Chiedere qualcosa e cercare di avere delle risposte, serve per avere più opportunità per essere visibili, che si tratti di un Like o di un commento. Ma consideriamo anche che le persone sono su Facebook in una condizione di relax, e rispondere è sempre uno sforzo. Quindi creare post dinamici, che stimolino curiosità o che invoglino a scriverci.
2 – Variare le pubblicazioni e gli interessi
Temi specifici accontentano una nicchia molto interessata, e la varietà di argomenti raccoglie un numero superiore di partecipanti. Si tratta di trovare un giusto equilibrio tra informazioni varie e complete.
3 – Essere regolari con l’esposizione
Il rapporto con i nostri visitatori è misurato in un periodo di tempo. Se si mantiene un ritmo costante di pubblicazioni, potrebbe essere utili variare i temi in funzione dei giorni, potrebbe essere utili ordinarli in categorie. La chiave è la regolarità che è diverso dalla routine. E la norma dovrebbe essere: preferire contenuti di qualità.
4 – Promuovere la pagina Facebook
E’ strano che ci siano ancora bands che non promuovono la loro pagina Facebook, non la citano nel loro sito, non la mettono nella newsletter. Non è difficile, e Facebook mette a disposizione tanti strumenti, personalizzabili e facilmente configurabili.
5 – Puntare alla qualità prima che alla quantità
La domanda potrebbe essere: se la visibilità dipende dal numero delle interazioni, la soluzione migliore è quindi pubblicare in modo massivo ? Non esattamente.
Dare importanza alla qualità significa non annoiare l’utente. Pubblicare massicciamente rischia la saturazione e può produrre effettivi negativi. L’obiettivo è sempre pubblicare il giusto messaggio, nel posto giusto, nel momento esatto. Mediamente 2 o 3 post al giorno in orari specifici mantengono alta l’attenzione dell’utente e aumenta la probabilità che l’algoritmo ne renda visibile almeno uno arrivando al nostro pubblico.
6 –Individuare giorni ed orari migliori
Studi statistici hanno rilevato che i giorni di minore affluenza sul web, oltre al week-end e i festivi, sono quelli di inizio settimana, quindi concentriamo i nostri post migliori nei giorni di mercoledì e giovedì, nelle fasce orarie in cui è più facile che un utente visiti Fb. 7.00 /13.00/19.00. a meno che non si tratti di far girare un evento promozionale, un lancio di un nuovo prodotto, video…. In quel caso è utile pubblicarlo dal primo giorno della settimana e farlo girare in modo da avere più tempo e possibilità di essete visualizzato.
7 – La sola presenza su Facebook non garantisce visibilità. Dobbiamo avere discernimento e capacità di agire con intelligenza. Sfruttare la visibilità per proporre una buon post è un’operazione intelligente, proporre sempre immagini con una piccola descrizione, né troppo lunga né troppo breve, questo aumenta la possibilità che gli utenti sentano la necessità o abbiano voglia di lasciare un commento o un like, quindi l’algoritmo farà proporre il post a facebook nelle notizie visibili. Pubblicare un’immagine, soprattutto se fondamentale per la nostra promozione o visibilità, solo con un paio di ashtag senza raccontare niente è totalmente controproducente perché l’utente non si sente coinvolto, non sarà interessato e si sentirà trascurato, sembrerà che abbiamo messo lì a caso due cose solo per farli conteti. Ricordiamo sempre che i nostri fans sono lì per noi e si nutrono di ciò che raccontiamo.
8 – Scegliere e variare i supporti
Il massimo risultato con il minimo sforzo lo si ha quando si variano contenuti e mezzi. Un link, un video, un gruppo di tre foto. Il nemico principale è la routine e la consuetudine. Ogni tanto sorprendi la tua comunità.
9 – Non limitare i contenuti
Al fine di mantenere un ritmo costante, una buona coerenza e contenuti efficaci, facciamo anche appello ai contenuti pubblicati su altre pagine dando uno spazio di condivisione. In questo modo non solo abbiamo continuità nella pubblicazione, ma costruiamo anche note differenti dall’ordinario. Per esempio condividere post di altre pagine che parlano di noi, una pubblicià, un’intervista, una recensione, una gallery di un nostro evento…
Possiamo avere l’apprezzamento dei nostri fans, ma potremmo anche lavorare per costruire relazioni importanti con altre aziende o contatti importanti.
10- ottenere maggiori visite sulla pagina e aumentare i followers
Individuare con precisione quale pubblico voglaimo raggiungere e soprattutto quale obiettivo ci siamo prefissati. La nostra pagina professionale non deve mai essere “contaminata” con contenuti privati, questo ne sminuisce la professionalità e la credibilità. Tenere alta l’attenzione dei visitatori con piccole strategie come la creazione di un contest, racconti o immagini inedite che generano curiosità
(back stage, piccoli gossip, curiosità riguardanti la nostra attività) cose che saziano la curiosità di chi visita la nostra pagina.
11- Perché i social sono così importanti
I social sono fondamentali perché sono il nostro biglietto da visita, raccontano chi siamo, ma soprattutto mostrano a chi si avvicina a noi per la prima volta, la qualità del nostro lavoro.
I tre bacini fondamentali sono facebook, twitter e instagram. Nessuno dei tre è sottovalutabile, perché ognuno di loro ha degli utenti differenti, quindi posiamo raggiungere anche un pubblico differente, ad esempio chi non ha facebook può essere comunque assiduo “frequentatore” di instagram o twitter o vice versa. Se abbiamo un sito web, è fondamentale tenerlo aggiornato costantemente, rinnovare grafiche e contenuti, e questo deve necessariamente andare di pari passo con gli altri social, perché se nel sito vengono inseriti i link ai social non possiamo permetterci di avere un lavoro eccellente da un lato e decadente dall’altro. La professionalità e la qualità deve essere portata avanti di pari passo ma soprattutto in modo omogeneo per non creare confusione nell’utente che vuole conoscerci ed interagire con noi. Daremo in questo modo anche l’idea che noi per primi teniamo alla nostra immagine e ci occupiamo di noi stessi perché il nostro è un buon lavoro e vale la pena tenerlo in considerazione.
Strategie di comunicazione per una band
Una band che ha alle spalle una produzione di un certo spessore e che cerca di affermarsi facendo la differenza dalle altre realtà simili alla propria, deve lavorare non solo sulla propria immagine, ma anche sul modo di proporsi e soprattutto sui rapporti con gli utenti, le webzine, i direttori artistici e chiunque ruoti intorno al loro lavoro.
– Un primo passo fondamentale consiste nel curare in maniera omogenea e professionale ogni canale (sito web, social….)
– non escludere mai dai ringraziamenti o condivisioni sulla propria pagina chiunque parli di noi, che sia una recensione, un’intervista, una galleria fotografica, una partecipazione radiofonica… non possiamo condividere una recensone dimenticandoci di un’altra, questo attira “antipatie” da parte di chi ci ha recensito e ci mostra ingrati anche agli occhi degli altri. Il mondo “giornalistico” è solidale e comincerà a diffondersi l’idea che quella band non ha mostrato gratitudine, non avranno più voglia di supportarci o condividere le nostre promozioni.
Ogni direttore artistico di un locale riceve mediamente 40/50 richieste al giorno di band che vogliono esibirsi nel proprio locale. Il modo in cui arriva una mail e come si presenta una band è determinante per farci prendere in considerazione. Il materiale informativo deve essere curato, professionale, di qualità, perché dimostra che noi per primi ci prendiamo cura della nostra band. E’ necessario anche dimostrare che siamo seguiti, che il nostro pubblico interagisce con noi e che siamo attivi. Nessuno investirà mai su una band che non conosce e che non è in grado di riempire il locale. È fondamentale pubblicare foto dei nosri live, riproporre di tanto in tanto video, notizie, recensioni, podcast di interviste radiofoniche….
Il lavoro costante sui social, fornisce un passepartout che ci apre numerose porte, ma richeide impegno, costanza e dedizione. E’ fondamentale avere una persona che se ne occupi giornalmente e che controlli più volte al giorno l’andamento dei dati, che si occupi della grafica, dei post e della promozione. Acquisire un metodo efficace richiede anni di studio e un minimo di esperienza nelle strategie di comunicazione, se improvvisiamo o lasciamo al caso le pubblicazioni rischiamo di non essere efficaci e di disperdere inutilmente energie, per questo il controllo costante della nostra popolarità sui social ci aiuterà a correggere il tiro e a cambiare strategia.

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Il Glam Rock anni ’80 all’Exenzia Club di Prato

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Alcune serate nascono in modo strano, ti capita sott’occhio un evento glam rock al quale non si può assolutamente mancare. Poi, appena un giorno prima, scopri che uno dei due gruppi non potrà partecipare, ma il locale è riuscito a organizzare un’apertura di serata con degli altri ragazzi, nostre vecchie conoscenze. Volevamo andare a tutti e costi e così abbiamo fatto.

Arriviamo all’Exenzia Club, a Prato con un po’ di anticipo e ci ritroviamo subito a scambiare qualche parola con i ragazzi che hanno appena finito il sound check. Si sente nell’aria l’atmosfera di divertimento e amicizia. Ma si sa, la musica fa questo effetto.

All’interno del locale alcuni gargoyle ci guardano dall’alto e qualche teschio ci accoglie al bancone del bar. L’ambiente è poco illuminato, atmosfera cupa, ma non riesce a toglierci la voglia di scatenarci sottopalco!

Ecco i ragazzi che iniziano a salire sulla scena. Marco, Alex e Max, gli Heavenly Nights, questa sera orfani del loro cantante David, che non è potuto essere presente, hanno cercato di non deludere le aspettative chiamando ad esibirsi un loro il vecchio amico, Antonio ‘il Duca’ che per un periodo è stato anche il frontman della stessa band. Iniziano subito con la canzone che da il nome al gruppo, e si parte con il botto!

Gli Havenly Nighys vanno giustamente fieri delle loro canzoni inedite, ma non disdegnano ogni tanto di strizzare l’occhio a dei grandi classici del glam anni 80, così tra una romantica ‘Just a woman’ e una scatenatissima ‘Heartbreaking nights’ trovano posto anche i Poison, i Bon Jovi e gli Skid Row. Il nostro animo di rock un pò vintage trova estrema soddisfazione in queste cover, così come nelle loro canzoni che non fanno certo rimpiangere i classici della nostra adolescenza.

E proprio ‘You give love a bad name’ offre lo spunto per una sorpresa: viene chiamato sul palco un ragazzo del pubblico che si ritrova, microfono in mano, a cantare tutta la canzone dei suoi beniamini (eh si, la band che non ha potuto partecipare era proprio una tribute dei Bon Jovi). E’ innegabile che gli Heavenly Nights hanno la capacità di entrare facilmente in sintonia, sia con chi li sta ad ascoltare, sia tra di loro. Non dimentichiamo che il cantante, come ha dichiarato lui stesso, era lì ‘di passaggio’, improvvisando una collaborazione all’ultimo minuto.

Un veloce cambio palco e diventano padroni della scena i Mötley Gäng, tribute di Milano, riconosciuta nel 2015 dallo stesso Nikki Sixx come tributo ufficiale dei Mötley Crüe.

E non c’è storia: dopo l’ intro di ‘Kickstart my heart’ parte a ruota ‘Wild side’ ed è subito delirio.

Stanno davvero suonando Joe, Mark, Hox e Riga? Perché non è facile notare le differenze con le canzoni originali! Se non fosse per gli intermezzi parlati in un misto tra milanese e toscanaccio sembrerebbe davvero di scatenarsi sotto palco con Nikki, Vince, Mick e Tommy.

E’ bello ed emozionante ascoltare anche i brani che non troppo spesso vengono riproposte dai Crüe: ‘Primal scream’, ‘Red hot’, ‘On with the show’ e ‘Looks that kill’

Non mancano i classici come ‘Shout at the devil ‘ e ‘Ten seconds to love’ che Joe giustamente ci ricorda essere stata censurata un po’ ovunque quando uscì nell’83. Per poi passare alla scanzonata ‘Smoking in the boys room’ e la pietra miliare ‘Live wire’. Ma il vero spettacolo arriva con Girls girls girls (di cui proprio quest’anno ricorre il trentennale) perché vengono chiamati sul palco a fare il coro un bel gruppo di ragazzi del pubblico.

Bhè, sembra proprio che questa serata sia una gran festa, in cui chi è venuto per assistere, non può e non deve limitarsi a cantare e applaudire, ma deve far parte dello spettacolo stesso. Raramente capita una integrazione così forte tra chi sta sul palco e chi sotto, e la soddisfazione di assistere e partecipare in modo diretto ad un evento simile rende indimenticabile a serata, per tutti i presenti.

Un plauso a parte va fatto anche alla scelta dei brani quasi tutti tratti dai primi album della band, tra il 1981 e il 1987. Una storia indiscussa che è sempre una soddisfazione riascoltare.

Unica piacevole eccezione è stata ‘Motherfucker of the year’, di ‘soli’ 9 anni fa.

Ed è con una trascinante ‘Dr. Feelgood’ ed un coro emozionante di ‘Home sweet home’ che la serata si conclude in bellezza.

Non ci resta che dare ragione a Nikki Sixx: questi ragazzi sono proprio dei grandi interpreti. E la serata è stata un successo. Divertimento, ottima musica ed anche un po’ di emozione per essere state catapultate nel passato a ballare sui ricordi.

Come dicono i Crüe, e come ci hanno appena ricordato i Mötley Gäng: ‘All in the name of rock ‘n roll!”

HEAVENLY NIGTHS:

Heavenly nights

Still alive

Fallen angel

Just a woman

Beautiful and dangerous

You give love a bad name

Fast and dead

Heartbreaking nights

18 and life

MOTLEY GANG:

Wild side

All in the name of Rock

Shout at the devil

Primal scream

Ten seconds to love

Red hot

On with the show

Motherfucker of the year

Too young to fall in love

Looks that kill

Smoking in the boys room

Live wire

Louder then hell

Girls girls girls

Home sweet home

Dr Feelgood

(A cura di Anna Paladin)

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