Loud, il nuovo album degli Holebones in uscita il 23 aprile 2021

Loud

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Loud è il nuovo album degli Holebones in uscita il prossimo venerdì 23 Aprile 2021 via B District MusicBagana Edizioni Musicali.Il nuovo progetto discografico in uscita in primavera è oggetto di una campagna di crowdfunding lanciata lo scorso mese su Produzioni dal Basso.

Loud è un’ode alla storia del blues. Otto tracce che hanno rivestito un ruolo chiaro e che hanno avuto una certa importanza storica per il genere, vengono reinterpretate dalla band milanese di recente formazione. Una reinterpretazione fresca, che vede i brani riproposti sotto una nuova luce e un nuovo contesto:

Ecco cosa dichiara la band su Loud:

“Pensiamo che reinterpretare brani scritti e creati da chi ha fatto la storia del Blues sia la maniera più semplice per far emergere la vera personalità di una band, soprattutto se appena nata. Non si tratta di replicare una canzone, si tratta di ascoltare un brano, capirlo, esplorarlo e dare una nuova veste.

La vera magia accade nel momento in cui l’ascoltatore scopre i brani originali. Confrontandoli poi con le tracce di Loud, comprende qual è la direzione del nostro progetto e il modo con cui ci siamo relazionati con il passato.

D’altronde, riproporre uno di quei brani esattamente come lo ha pensato dal suo creatore (o in maniera molto simile) non sarebbe rispettoso. E pensandoci bene, non potremmo neanche permettercelo. Poiché non abbiamo vissuto le stesse vite degli autori originali, degli interpreti storici”.

I brani di Loud:

Ognuno degli otto brani affronta un tema ben definito. La scelta delle canzoni, come spiega la band, è trainata da un chiaro obiettivo: “Portare il Blues alla gente a cui il Blues non è ancora arrivato.

Sperando che la veste che abbiamo dato a questi brani possa essere un veicolo per attrarre sempre più ascoltatori verso questo meraviglioso genere. La scelta dei brani arriva dall’istinto, ma c’é stata anche un’attenzione particolare ai contenuti e ai testi. Ma anche al ruolo e all’importanza storica che il brano ricopre per il genere”.

Il sound degli Holebones:

Gli Holebones propongono un sound coinvolgente, fresco e interessato, ricercato ed elegante nella sua prorompenza: “Il titolo che abbiamo scelto descrive ciò che sentirete. Brani che un tempo erano acustici o addirittura a cappella sono stati spinti in avanti da una sezione ritmica massiccia. Infatti le chitarre non riescono proprio a parlare sottovoce” – commenta la band.

Si spazia infatti dalle tendenze blues più classiche e sensuali, con una ritmica tradizionale, fino ad arrivare alle sperimentazioni più spinte, con sfumature di grunge, funk e rock classico.

Le registrazioni di Loud avvengono presso il Nolo Recording Studio da Niccolò Polimeno e Matteo Gilli. Mixaggio e master a cura di Antonio “Cooper” Cupertino. L’album vanta la collaborazione di Andy J. Forest alle armoniche (registrate a New Orleans).

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Gli Holebones nascono da un’idea di Heggy Vezzano (Francesco Renga, Nina Zilli, Andy j Forest etc.) e Andrea Caggiari (Amanda e la Banda, Daniele Tenca, Amanda Tosoni & Andrea Caggiari Duet).  La volontà quindi è quella di formare un trio per interpretare dal vivo i classici del blues. Il progetto si consolida poi con l’entrata in formazione alla batteria di Leif Searcy (Carmen Consoli, Malika Ayane).

Inizia l’attività live sui palchi del Nord Italia. A marzo 2020 il trio inizia a riarrangiare alcuni brani storici del blues, lavorando da casa. Quattro brani dopo l’inizio dei lavori, gli Holebones si accorgono che varrebbe la pena dare una forma più concreta a questo progetto incidendo un intero disco. Così la ricerca di uno studio di registrazione porta i tre musicisti al NoLo Recording studio di Niccolò Polimeno. Niccolò (fonico di professione, chitarrista, cantante e autore) resta impressionato dal progetto e decide di sposarlo diventandone il secondo chitarrista.

Crowdfunding su Produzioni dal Basso

La band è ora al lavoro sul primo album in studio, a supporto del quale è stata lanciata una campagna di crowdfunding su Produzioni dal Basso. (https://www.produzionidalbasso.com/project/holebones-loud/)

Gli Holebones sono:

Heggy Vezzano – chitarra
Andrea Caggiari – voce e basso
Leif Searcy – batteria
Niccolò Polimero – chitarra

https://www.facebook.com/Holebonesofficial
https://www.instagram.com/holebonesofficial/

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Cory Wong sul palco della 41 esima edizione del Pistoia Blues

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Cory Wong, chitarrista dei Vulfpeck, si aggiunge a Samantha Fish al Pistoia Blues 2020 il 12 luglio.
Un artista d’eccezione per la serata blues del 12 luglio al Pistoia Blues Festival. Oltre alla già annunciata Samantha Fish, sul palco della 41esima edizione del Festival salirà il musicista americano Cory Wong.

Chitarrista dei Vulfpeck, la cult band americana che ha recentemente infiammato un Madison Square Garden sold out.  Cory Wong è fresco di pubblicazione del disco “Elevator Music for an Elevated Mood”.

Jazz, funky, blues sono le coordinate dell’estroso artista del Minnesota che alterna produzioni soliste a collaborazioni con diverse band del panorama internazionale. Con la sua chitarra sprizza gioia ed energia, non a caso lui stesso si descrive come “un felino di Minneapolis con Prince nelle vene”.

Per promuovere il suo quinto album da solista, anticipato dal singolo e video “Golden” feat. Cody Fry, Cory Wong ha già iniziato un tour mondiale che arriverà a Pistoia domenica 12 luglio. Insieme a Samantha Fish e ad altri artisti in arrivo costituirà la line-up della domenica dello storico festival pistoiese.

Le prevendite abituali saranno aperte mercoledì 19 febbraio. Altri dettagli saranno resi noti in seguito sui canali ufficiali:

www.pistoiablues.com

www.facebook.com/pistoiablues

www.instagram.com/pistoia_blues_festival

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CODE81. Esce oggi l’album di Roberto Belmonte & The Cigarbalblus Project

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CODE81. È l’album di Roberto Belmonte & The Cigarbalblus Project, è disponibile da oggi, martedì 4 Febbraio tramite l’etichetta “Il Popolo del Blues”.

Il disco registrato presso i Labella Studio di Montelupo Fiorentino, ed è distribuito sia in copia fisica che in digitale su tutte le principali piattaforme di acquisto e di streaming online (Apple Music, Deezer, iTunes e Amazon Music).

Un moderno blues che amalgama elementi caratteristici con aperture stilistiche che lo rendono piacevole ed accattivante all’ascolto.

Otto le tracce su cui CODE81. rimane in bilico sul sottile confine tra il sentirsi blues ed essere blues, tra stato d’animo e stile musicale.

Il disco sarà presentato ufficialmente in un live presso il Teatro Del Sale di Firenze, il giorno 14 Marzo.

CODE81. Track List

1. Smile Goodbye (Roberto Belmonte)
2. Blues i’ll never get over you (Roberto Belmonte, Teresa Senese)
3. Mr.Brown (Roberto Belmonte)
4. Many Years, Many Miles (Roberto Belmonte)
5. White Shirt (Roberto Belmonte, Juri Pellegrini)
6. End of the Line (Roberto Belmonte, Juri Pellegrini)
7. Like a Virgin (Madonna)
8. Wave (Roberto Belmonte)

The CIGARbalblus sono:

Roberto Belmonte: Chitarra – Autore
Juri Pilgrim: Armonica
Daniele Nesi: Basso
Mario Marmugi: Batteria
Claudio Airo: Piano – Hammond
Sergio Toledo Mosca: Voce
Linda Marrugati: Voce
Michele de Filippo: Sax
Davide Zucchini: Tromba
Roano Menichini: Trombone

ROBERTO BELMONTE

Roberto Belmonte, chitarrista alla ricerca uno stile moderno che atinge dai “maestri del blues” come Albert Collins, Bb King fino ai più contemporanei, come Matt Schofield, John Smith, Kirk Fletcher.

La passione per il blues risulta subito predominante, influenzata dai vari dischi di artisti italiani di spicco negli anni 80/90, tra i quali Edoardo Bennato, Pino Daniele, Zucchero.

In Toscana Robero Belmonte continua lo studio della chitarra con vari maestri, tra i quali Marco “Bana” Pieraccini, Davide Pannozzo e Nick Becattini. Partecipa ha varie masterclass di artisti internazionali come Robben Ford, Scott Henderson.
I progetti musicali principali sono:

CIGARbalblus

blues band chicago style con all’attivo un Ep di inediti (“hEPpyblus”). Un progetto di Modern Blues, capitanati dall’armonicista Juri (Pellegrini) Pilgrim.
Formatisi come Blues Band a Prato nel 2002, nel corso degli anni hanno partecipato ad alcuni tra i maggiori Blues Festival Italiani.
Roberto Belmonte prende parte ad alcuni festival noti nel panorama del blues italiano:

Nel 2014 suona al Camigliano Blues Festival e a giugno 2015 al Torrita Blues Festival con i CIGARbalblus;
A luglio 2015 al Pistoia Blues Festival in occasione dell’Italian Blues Night, con la Nick Becattini Band.

Aprile 2016, con la Becattini Band partecipa alla serata di apertura del European Blues Challenge. Suona così con bluesman italiani come Luca Giordano, Marco Pandolfi, Mike Sponza, Fabrizio Poggi, Mario Insenga.

ad ottobre 2016 chiude la serata del Pacengo Blues Festival con i CIGARbalblus.
Partecipa alle Pistoia Blues Clinics del giugno 2017 come Tutor del corso di chitarra e insegnante di musica d’insieme per gli allievi del corso intermedio.

Un mese dopo sale sul palco del Pistoia Blues con la band dei docenti delle clinics per un omaggio ai Blues Brothers e James Cotton.
Con i CIGARbalblus partecipa ai festival blues di Seravezza, Joe’s Blues e Pacengo 2017.
A luglio del 2018, al fianco del chitarrista bluesman Dario Lombardo, è di nuovo tra gli insegnanti delle Pistoia Blues Clinics e partecipa al Pistoia Blues Festival con la cantante di Chicago Delores Scott.

A luglio del 2019 entra in studio per la realizzazione del suo primo album solista, CODE81. accompagnato dai grandi musicisti. Daniele Nesi al basso, Mario Marmugi alla batteria, Juri Pellegrini all’armonica, Claudio Airo al piano ed hammond e Sergio Toledo Mosca alla voce.

LINK UTILI:

The CIGARbalblues https://www.facebook.com/cigarbalblus/
Roberto Belmonte https://www.facebook.com/RobertoBelmonteBluesGuitar/
http://www.robertobelmonte.it

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RML FESTIVAL 2018 Contest – Data e Regolamento

Il 13 Aprile 2018 all’Exenzia Der Club di Prato si terrà il contest che andrà a selezionare due band del panorama musicale toscano che entreranno a far parte del Rock my life Festival 2018 che quest’anno si svolgerà in stretta collaborazione con il Rock in Park, presentando per la prima volta il prestigioso marchio nella sua versione Open Air.
Le bands vincitrici del contest potranno condividere la serata con gli Headliners che il 13, 14, 15 Luglio saliranno sul palco del “Parco di Pietra la Cava” di Roselle (Grosseto) situato nel cuore della splendida Maremma.

REGOLAMENTO:

– Potranno iscriversi al contest solo bands provenienti dalla Toscana e con brani originali (non tribute o cover bands) Nel caso di impedimento o di rinuncia da parte delle bands iscritte, saranno estratte a sorte altre bands provenienti dalle altre regioni d’Italia.

– le iscrizioni dovranno pervenire entro e non oltre il 25 Marzo alla nostra casella di posta elettronica info@rockmylife.it, non saranno accettate iscrizioni o proposte pervenute tramite altri canali (pagina fb, messaggio privato….)

– Ogni band dovrà allegare una biografia dettagliata, link a video ufficiali, pagina facebook, sito web, twitter, instagram, press kit e stage plan.

– fra tutte le iscrizioni pervenute, la direzione artistica provvederà ad una preselezione che individuerà otto band che potranno avere accesso al contest del 13 Aprile. Le band selezionate verranno contattate via e-mail.

– ogni band avrà a disposizione 20 minuti, la votazione avverrà tramite l’utilizzo di urne in cui il pubblico inserirà un tagliando per scegliere la band che ritiene più idonea.

– alle band che avranno accesso al contest sarà fornita la scheda tecnica del palco e dell’impianto audio/voce messo a loro disposizione, a carico delle stesse tutti i personal e tutto ciò che non verrà indicato nella dotazione standard del palco. Ogni band dovrà attenersi agli orari forniti per il sound check, l’ordine in cui avverrà l’esibizione verrà estratto a sorte contestualmente allo stesso. Chi non sarà presente al sound check non avrà possibilità di recupero e potrà effetuare solo un live check.

Disponibile online il terzo singolo dei Venus Mountains “RNR Burning”

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I Venus Mountains rilasciano il loro terzo singolo ‘RNR Burning’

A partire dall’ 8 Febbraio è disponibile online il terzo singolo con relativo lyric video della band, ad anticipare “Black Snake”, l’ultimo disco in uscita il prossimo 23 febbraio per la nota label rock Volcano Records.
Grezzo, impetuoso, divertente, “RNR burning” col suo groove possente e l’energia dei suoi riff metallici suona come un gioco serissimo, più disteso rispetto ai primi singoli ma non meno adatto ad incarnare lo spirito infiammato di questi scalmanati rockers bresciani che dal 2009 calcano senza sosta i palchi europei, per approdare nel 2015 negli Stati Uniti, dove si sono esibiti al mitico Whisky A Go Go di Los Angeles.

 

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Pusher, nuovo singolo e videoclip per i Mother Mary Mood

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Dopo essere stato presentato in esclusiva a RADIO ROCK, dove in tre settimane di programmazione, è stato sempre la novità più votata, viene rilasciato”Pusher”, nuovo singolo e videoclip per i Mother Mary Mood,  reso disponibile du tutte le piattaforme digitali.

La band rappresenta una delle realtà alterative-rock italiane più conosciute e rispettate fuori dai confini nazionali dove, fin dagli esordi, hanno collezionato un’intensa attività live, ed annunciano il loro ritorno sulle scene con il loro terzo album ATTITUDE in uscita a Gennaio.

La band di Filippo Spanò e soci, che si è mantenuta praticamente in formazione originale fin dagli esordi nel 2009, aveva pubblicato l’ultimo disco “Awakening” nel 2014, torna con il videoclip del singolo Pusher (per la regia di Francesco Iacobelli) che anticipa l’intero album per cui dovremo aspettare ancora molto poco. Questo primo singolo, estratto dal nuovo lavoro, è un perfetto parallelismo metaforico tra i tradizionali Pusher- spacciatori di sostanze stupefacenti che lerciano il tessuto sociale – e i più raffinati ma altrettanto vili burattinai che spingono le masse all’uso delle droghe del nuovo millennio, rappresentate dai media Cancel mainstream, dal pensiero unico, dai talent show taroccati, dalla misinformation, dai format creati ad arte per anestetizzare le menti di quelli che ormai non sono più cittadini ma meri consumatori a servizio del nuovo impero finanziario.

“Sembra un destino segnato, eppure la possibilità di risvegliarsi da questo torpore artificiale è dietro l’angolo, a volte basta il tocco di una mano…”

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Senza Pensieri, un album che scalda il cuore

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Arriva quasi per caso tra le mie mani questo album, in un giorno in cui la prima pioggia annuncia l’arrivo dell’Inverno portando con sè la sua voglia di leggerezza e il bisogno di passare qualche ora senza pensieri. Atmosfere che richiamano i tramonti in riva al mare passati intorno ad un falò con una chitarra e pochi buoni amici. Melodie che evocano il sound tipico delle sonorità brasiliane calde ed avvolgenti. Ritmiche fresche, dinamiche e pulite ma con un’attenta ricerca del dettaglio e del particolare che rendono accattivante l’ascolto avvolgendoci in una rassicurante coperta di Linus.

I primi due brani, “aria acida” e “posso dirti che” ci introducono subito nell’atmosfera che ci accompagnerà per l’intero album. Poche manciate di minuti per ogni pezzo in cui ci viene voglia di lasciarci andare allo spirito scanzonato con cui vengono raccontate tematiche anche molto profonde, ma sempre con la leggerezza della giovane età dell’artista che ci invita a prendere le cose più pesanti “senza pensieri“, titolo che dà il nome all’album. “Tempo” è la traccia che troviamo esattamente a metà disco, un brano che spezza un pò e si diversifica da tutto il resto per le sonorità quasi orientali che che sembrano così care all’autrice dalla voce vellutata e carezzevole, un timbro finalmente fuori dagli schemi delle voci ormai tutte un pò omologate. Un pò come raccontato in “io zingara“, il coraggio di essere se stessi in un mondo che ci vuole sempre legati a degli schemi e che ci imprigiona in strutture musicali che qui sembrano essere superate in modo naturale, pertinente e piacevolmente sorprendente.

Un giro veloce sul brano numero sette “assillo” in cui con estrema leggerezza ritmiche ipnotiche quasi reggae accompagnano il ritornello “nessuno ti potrà dare più di me che sono morfina, prendine ancora un pò…” strizzando l’occhio in modo ammiccante, e anche autoironico per certi versi, alle dinamiche dei rapporti interpersonali.

Arriviamo dunque all’ultimo brano che con un colpo di coda rhythm and blues spezza totalmente da tutto il resto concludendo il meraviglioso viaggio all’interno di questo grande lavoro “anche senza di te” chiude come lo zucchero in fondo alla tazzina del caffè.

Un album in cui possiamo trovare davvero ogni tipo di sonorità, tracce che suonano con un mood un pò blues nostalgico alternato alle percussioni che alleggeriscono questa corsa trai vicoli di un antico paese, un album che parla di vita e di emozioni, che racconta in modo giovane e fresco i pensieri profondi di una giovane Serena Matù che presta la voce ai battiti del suo cuore. Questo album è un sole al tramonto, un caldo plaid in una sera d’inverno che ti sorprende però come una leggera pioggia d’estate. Un bellissimo progetto realizzato con impegno e passione, scoperto per caso ed amato per scelta.

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Auguri Mick Jagger – 74 Anni di Rock!

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Mick Jagger compie 74 anni, ed è un dovere per ogni Rocker ricordarlo. Quando si parla di personaggi di questo calibro, si va oltre il gusto, oltre il genere, come se si parlasse di una sorta di Divinità. Questo è Mick, insieme ai suoi formidabili Rolling Stones, insieme dal 1962, con 64 album pubblicati e che ci deliziano ancora con Live e performance di livello altissimo.

Vogliamo ricordarlo con questa selezione di video, a partire dai primi anni ’60 fino ai nostri giorni. Difficilmente la storia ci ha regalato un gruppo così. Mick e i suoi le hanno passate davvero tante insieme, ma oggi sono ancora lì, a suonare e saltare sul palco come se gli anni non fossero passati per loro.

Lunga vita a Sir. Mick Jagger e ai Rolling Stones!!!

 

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Intervista ai Mother Mary Mood

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Vedremo i Mother Mary Mood sul palco del Rock My Life Festival 2017, e non vediamo l’ora di ascoltare il loro potentissimo Live. Conosciamoli meglio attraverso questa intervista:

1) Mother Mary Mood… un nome davvero singolare, da dove viene? Come avete avuto questa idea?

Il nome Mother Mary Mood non è da intendersi nel significato religioso a cui potrebbe erroneamente far pensare, ma allude metaforicamente al sentimento di disperazione per un’umanità che ha ormai abbandonato ogni traccia di etica e spiritualità; e proprio da questo tema si sviluppano i concetti espressi nei nostri album. Spesso per semplicità il nome viene abbreviato con l’acronimo MMM.

2) Questa band ha una storia davvero interessante, per un lungo periodo avete vissuto negli USA suonando in alcuni dei posti più significativi ed importanti. Cosa potete raccontarci di quel periodo?

Per motivi diversi ci siamo ritrovati a San Diego, CA alcuni anni fa e abbiamo così avutol’occasione di poter suonare in quell’area raggiungendo posti storici come il Whisky a go-go (tempio del rock a Los Angeles) o l’Hard Rock Hotel di Las Vegas, tanto per citare alcuni dei più rappresentativi. Superfluo dire quanto questa rimanga ad oggi l’esperienza più intensa che abbiamo avuto come band. In questo modo siamo riusciti a testare la nostra musica direttamente nella patria del rock, con un ottimo riscontro di pubblico e questo ci ha spinti a proseguire e ci ha dato una forte carica e determinazione nello scrivere la nostra musica.

3) Vedendovi sul palco si intuisce subito un certo feeling tra voi, siete anche molto amici, come vi siete conosciuti?

E’ vero, il nucleo storico del gruppo è composto da amici di vecchia data; si parla addirittura di epoca adolescenziale, senza contare che Filippo (voce) e Lorenzo (chitarra) sono fratelli, mentre Marco (basso) è loro cognato. In pratica una famiglia allargata.

4) Che tipo di musica ascoltano i Mother Mary Mood? Fra tutta la musica che ascoltate e che avete ascoltato, qual è il brano della vostra vita?

Crediamo che un aspetto interessante che caratterizza la band sia rappresentato dal fatto che anche se di base condividiamo tutti la passione per un certo tipo di rock/grunge, ognuno di noi musicalmente ha comunque delle sfumature di generi diversi e probabilmente è proprio questo che costituisce il marchio di fabbrica nelle composizioni della band. Dire quale sia il brano della vita non è cosa semplice, ma cercheremo di dirne uno che renda l’idea.

Filippo: Ramble On (Led Zeppelin)
Lorenzo: Comfortably Numb (Pink Floyd)
Marco M.: Jeremy (Pearl Jam)
Marco F.: Hey Joe (Jimi Hendrix)
Andrea: Now We Are Free (Hans Zimmer & Lisa Gerrard)

5) Invece uno dei brani della vostra discografia a cui siete più legati per un motivo particolare? Parlateci di Quello che vi ha fatto più soffrire, o il più difficile, quello che avete impiegato più tempo a realizzare…

Sicuramente ognuno di noi per motivi vari è più legato ad un brano piuttosto che ad un altro. Qualcuno potrebbe dire Legion oppure Swamp Fever, ma parlando a nome di tutti possiamo sicuramente affermare che il pezzo a cui siamo più affezionati è sicuramente History of a man, brano con cui ci siamo aggiudicati la vittoria al contest di Radio Capital nel 2015.

6) Il vostro primo album, omonimo, nel 2011 un grandissimo successo consacrato poi nel 2014 con un secondo album, Awakening. A breve un nuovo lavoro in uscita a distanza di altri tre anni… potete darci qualche anticipazione? Cosa dobbiamo aspettarci di diverso e cosa invece continua a fare da filo conduttore?

Il terzo album è attualmente in lavorazione ed è a buon punto. Senza anticipare troppo sul contenuto possiamo dire che si tratta di un lavoro a cui teniamo molto perché pensiamo rappresenti il consolidamento della band dal punto di vista compositivo, e pur rimanendo coerente con lo stile Mother Mary Mood, presenta delle sfumature interessanti soprattutto a livello di arrangiamenti. Tra non molto comunque il nostro pubblico potrà scoprire ciò di cui stiamo parlando…

7) Come nascono i brani dei Mother Mary Mood? Chi di voi scrive i testi, la musica, gli arrangiamenti… ?

Il nostro processo creativo e compositivo è alquanto lineare. Il più delle volte qualcuno di noi si presenta con un’idea in testa più o meno articolata che poi cominciamo a sviluppare insieme. Altre volte magari qualcuno ha già un’idea completa. Tutto questo per quanto riguarda la composizione della musica perché invece per quanto riguarda i testi, questi rappresentano sempre l’ultimo passo del processo, andandosi ad adattare alla musica stessa. La fase finale è quella della registrazione in studio, dove il nostro producer Alessandro Beltrame completa l’opera.

8) Che programmi avete per i prossimi mesi? L’uscita del nuovo album prevede anche un tour? Quali sorprese avete in serbo per i vostri fans?

In estate abbiamo già alcune date fissate, inclusi alcuni festival rock qui in Italia, mentre per l’autunno ci stiamo organizzando anche per un ritorno negli States. Continuate a seguirci nella nostra pagina Facebook per tutti gli aggiornamenti.

9) Vi salutiamo con un’ultima domanda… quanti altri brani avete ancora in un cassetto da trasformare in altri meravigliosi album?

Un’altra caratteristica della band è quella di essere molto prolifica nella composizione. Possiamo dire solo che ci sono già talmente tante idee da poter registrare almeno altri 2 album.

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Rock My Life Festival – Annunciata la Terza Band, Gli Hot Cherry!

Il team del Rock My Life Festival 2017, kermesse alla sua prima edizione, ha annunciato il nome della terza band confermata. Sul palco de La Cava di Roselle (Grosseto) ci saranno anche gli Hot Cherry, che si esibiranno nella seconda giornata dell’1 Luglio, insieme ad altri nomi che presto saranno resi noti.

I livornesi Hot Cherry prendono vita nel 2009 e dall’anno successivo danno inizio a una intensa attività live che li ha portati anche ad aprire i concerti di Pino Scotto, Tossic e altri, con una line-up che, nonostante il buon riscontro di pubblico, si è andata sfaldando nel 2012 – rilasciando comunque il singolo “Scar In The Brain” l’anno successivo.

L’unico membro rimasto, il vocalist Jacopo Mascagni, nel 2014 prende in mano la situazione e inizia a valutare vari musicisti nella scena locale, mantenendo la line-up anonima fino alla pubblicazione dell’album ‘Wrong Turn’, uscito nel 2016. Negli Hot Cherry il buon Jacopo si è circondato da alcuni musicisti e amici attivi da più di un decennio nel panorama rock’n’roll toscano e propongono un massiccio hard rock / stoner con influenze marcate influenze metal. Nell’attesa di vederli dal vivo potete gustarvi il brano “Scar In The Brain”, singolo di lancio del loro ultimo album:

Gli Hot Cherry, dunque, si uniscono ai già annunciati Drive Me Dead (da Ravenna) e Luca Milani & The Glurious Homeless (da Milano), per i due giorni di Rock che movimenteranno la splendida Maremma toscana! Ricordiamo che i primi dieci che si presenteranno in cassa riceveranno un cd a testa di bands italiane rock e metal offerti da Suoni Distorti Magazine.

ROCK MY LIFE FESTIVAL 2017 – 30 Giugno / 1 Luglio @ La Cava – Roselle (Grosseto)

30 Giugno 2017: Drive Me Dead + Luca Milani & The Glorious Homeless + TBA

1 Luglio 2017: Hot Cherry + TBA

All’interno della suggestiva area, immersa nel verde, ci saranno punti di ristoro e banchetti di merchandise. A breve saranno resi noti maggiori dettagli circa orari, biglietti e altro. Seguite il Rock My Life Festival nei social con l’hashtag #RMLfestival e  sui nostri Network.

Cream – Sunshine Of Your Love – 1967

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Festeggiamo con Sunshine of Your Love dei Cream, il compleanno di Eric Clapton, nato il 30 marzo del 1945 a Ripley, nel Surrey.

Nella sua lunga carriera, iniziata prestissimo a soli 17 anni, ha suonato in tanti gruppi, fra cui The Yardbirds, Blind Faith, Delaney & Bonnie, Derek and the Dominos, per poi proseguire una carriera favolosa anche da solista.

Sunshine of Your Love fa parte dell’album Disraeli Gears, pubblicato  il 2 novembre del 1967, scritto da Jack Bruce, dal paroliere Pete Brown, e da Eric Clapton.

Il pezzo uscirà poi come singolo nel dicembre dello stesso anno. La scrittura del brano fu ispirata dalla partecipazione di Bruce e Clapton al concerto di Jimi Hendrix al Teatro Saville di Londra.

Fu il primo successo statunitense del gruppo dove raggiunse il 5º posto in classifica nel 1968.

Molti altri artisti hanno interpretato il brano; tra questi Ella Fitzgerald, Jimi Hendrix, Ozzy Osbourne e la band Toto.

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Whitesnake – Still Of The Night – 1987

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“Still of the Night” è un popolarissimo brano dei Whitesnake, estratta come singolo dall’album omonimo e di maggior successo del gruppo pubblicato nel 1987.

La canzone è stata scritta dal cantante David Coverdale assieme al chitarrista John Sykes, ed è una delle composizioni più famose degli Whitesnake. Il pezzo combina le influenze blues originarie della band con un nuovo sound più aggressivo e distorto, facendone una potente composizione hard rock. David Coverdale ha spiegato la genesi della canzone in un’intervista:

“Quando morì mia madre, andai a prendere della roba a casa sua e trovai alcune vecchie cassette demo. Una di queste era una canzone che avevo registrato con Ritchie Blackmore in cui era presente l’idea base di quello che sarebbe diventato Still of the Night. Era totalmente irriconoscibile […] La diedi allora a Sykesy mentre eravamo nel sud della Francia, e lui vi inserì incredibili parti di chitarra. John odiava il blues per cui dovetti operare all’interno di questi parametri. La resi un blues elettrico, ma il modo in cui lui la eseguì fu favoloso per quei tempi e relativamente unico per le canzoni. C’erano un sacco di persone che facevano questa roba varia, ma senza avere la qualità di quelle canzoni”

La canzone presenta una lunga parte centrale che ricorda vagamente quella di Whole Lotta Love dei Led Zeppelin. John Sykes ha così parlato della sezione centrale:

“Sì, ed è stata in realtà la prima parte che ho scritto per questa canzone… la sezione centrale. Venne tutto composto su chitarra nella cucina di mia madre. Rimase in quel modo fino a quando mesi e mesi dopo scrissi il resto e ottenni fondamentalmente i riff e l’accordo per i versi”

La canzone è stata quasi sempre suonata nei bis dei concerti degli Whitesnake e nelle esibizioni da solista di John Sykes.

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