Venomous Anynomus è il nuovo lavoro dei Cruel Intentions

Venomous Anynomus è il nuovo

Venomous Anynomus è il nuovo lavoro dei Cruel Intentions. Lizzy DeVine torna a stupire con undici brani orecchiabilissimi e nuovi di zecca.

I The Cruel Intentions nascono dalle ceneri dei Vains Of Jenna, gruppo patrocinato da Stevie Rachelle cantante dei Tuff e ideatore di Metal Sludge. Comparsi sulle scene ormai una decina di anni fa, la band è composta da DeVine, Nygaard (ex Bloodlights), Wernerson e Nilsson. Venomous Anonynmous esce a quattro anni dal debutto No Sign Of Relief.

Il disco

L’attesissimo ritorno del combo svedese sicuramente non deluderà i fan di lungo corso della band. Ogni canzone contenuta all’ interno di questa nuova uscita sembra pensata con il preciso scopo di far cantare il pubblico a squarciagola. Troviamo persino una ballad in lingua madre che certamente verrà apprezzata in terra natia. Le coordinate rimango le stesse Guns, CrueRatt si fondono alla lezione dei nuovi classici della scena svedese come Hardcore Superstar, Backyard Babies e Crashdiet. La produzione è sicuramente più compatta, un suono saturo e pieno che ormai sembra caratterizzare ogni uscita di derivazione glam metal prodotta in Scandinavia. Il disco è sicuramente accattivante e farà la felicità di chiunque ami il genere: chitarroni, cori da cantare tutti assieme, melodie pronta presa e ritmiche uptempo.

Se posso esprimere la mia sincera opinione, trovo che negli ultimi anni la reiterazione di una formula ormai assodata abbia ucciso l’originalità di queste band. In tutti i dischi incontriamo una scelta di suoni molto simile, una scrittura condivisa, un modo di suonare e cantare che ormai sembra standard. Certamente il lato positivo che trasmettono queste scelte è un forte senso di “movimento”, di “scena” e di “appartenenza”. In più i fan non mancano di apprezzare, riempire i concerti, comprare i dischi e questo è quello che più conta.

La riflessione

Gli anni ottanta, però, ci hanno insegnato che quando le personalità delle band vengono accantonate a favore di un cliché è lì che, presto, si è passa ad altro. Avendo visto questa scena nascere, crescere e avendola praticata per oltre un ventennio, spero sinceramente di sbagliarmi. Allo stesso modo, spero che le band siano le prime a mettersi più in gioco, dando un taglio appena più personale alla propria proposta. Tutto ciò vale anche per i Cruel Intentions che, al netto di questa riflessione, hanno sfornato un buonissimo secondo disco.

The Cruel Intentions

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I Reckless ci portano negli anni ottanta

I Reckless ci portano negli anni ottanta

I Reckless ci portano negli anni ottanta con il loro nuovo disco T.M.T.T. 80. Il combo vicentino rientra in studio dopo sette anni dal precedente “Too Glam To Die”. Questo nuovo disco, il cui titolo è acronimo di Take Me To The Eighties, mette in chiaro da subito la sua vocazione.

Tornano gli anni ottanta, tornano le acconciature cotonate, i colori sgargianti e le chitarre al massimo volume. La proposta della band è figlia di un’ epoca e di un sound preciso, ma non si limita ad un revival estemporaneo. Il gruppo recupera in maniera originale la lezione dei classici del genere, come Ratt e Crue, incorporando aspetti ed influenze di tante altre band del periodo.

Se le chitarre di Dany ed Alex ricordano spesso gli esordi della coppia Crosby, DeMartini chiamano in causa sicuramente anche Dokken, Britny Fox e Black’n’Blue. Le melodie proposte hanno sempre un piede ben saldo nel glam e l’altro nel metal. Assieme quindi ad un approccio più puramente glam, hair metal, a tratti quasi AOR, alcuni momenti riportano alla mente anche realtà più dure come Vinnie Vincent Invasion, Loudness o i Priest di Turbo e Ram It Down.

A.T. Rooster condisce tutto questo con la sua keytar creando intrecci inediti e sempre interessanti. Il registro vocale utilizzato spazia tra una delivery più baritonale e viziosa per poi esplodere in parti tenorili figlie di Tom Keifer e Dean Davidson. La sezione ritmica di Mikki e Jack è sempre curata e precisa, conduce i giochi, favorendo il flow dei brani, senza mai intralciarli.

Questo T.M.T.T. 80 suona come avremmo potuto immaginare il futuro ed il suo sound nel 1987. Il risultato é sicuramente elettrizzante e pone, senza ombra di dubbio, i vincentini sullo scacchiere internazionale. Auguriamo solo il meglio ai nostri “temponauti”, sicuri che questo lavoro sarà capace di raccogliere il plauso che la band merita.

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Broken Arrow, fuori l’atteso video della band Heavy Metal Ancillotti

Broken Arrow

I titani dell’Heavy metal italiano Ancillotti, rendono disponibile da oggi il nuovo video del brano “Broken Arrow“. Il singolo fa parte dell’ultima release della band “Hell On Earth” pubblicato il 29 maggio 2020 attraverso Pure steel Records.

Broken Arrow è il nome di un nativo americano, raffigurato nella canzone, che combatte per la propria terra e per la propria gente. La canzone è un messaggio della band a tutte le persone affinchè possano perseguire un ritorno ad una vita semplice e a un mondo migliore.

Gli Ancillotti con il loro nuovo album “Hell On Earth” portano il loro potenziale ad un livello successivo. Il nuovo album è infatti un mix emozionante e sempre attuale di Heavy Metal. Le canzoni sono fresche ma dure e melodiose allo stesso tempo.

Questo nuovo singolo si muove attraverso il tenore del mondo con parti sempre più mutevoli. Si fa strada attraverso il tempo e tiene l’ascoltatore agganciato al brano sin dal primo ascolto.

Quindi alza il volume e goditi il ​​nuovo video Broken Arrow!!

Ancillotti Line-up:

Bud – vocals
Ciano – guitars
Bid – bass
Brian – drums.

Video directed and produced by: Patrizia Cogliati – MusicPhoto Studios (Italy).

Segui tutti gli aggiornamenti sulla band attraverso gli official links:

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Elden Ring e Cristina Scabbia, quando metal e videogiochi si incontrano

Elden Ring

Elden Ring e Cristina Scabbia si incontrano, il perfetto connubio tra metal e videogiochi.

Quando la musica e i videogame intrecciano le loro strade possono nascere sempre ottimi frutti. Lo insegna la storia che, sin dagli albori dell’industria videoludica, ha sempre attinto a piene mani dalle corde dei migliori compositori a livello mondiale. E viceversa, basti pensare alle tantissime cover delle sigle che si possono incontrare navigando sul web.

Ma, in questo caso, l’opera è originalissima e riguarda il nuovo Elden Ring, Action Rpg targato From Software e Bandai Namco Entertainment, che promette faville tra gli amanti del genere e non solo. Elden Ring è il frutto della collaborazione tra il game director giapponese Hidetaka Miyazaki e l’autore statunitense di fantasy George R. R. Martin, famoso per la sua creatura Game of Thrones.

Elden Ring sarà protagonista di tantissime puntate delle live di Twich dei popolari streamer Francesco Cilurzo Cydonia” e Michele PoggiSabaku No Maiku”. Anche qua metal e videogiochi si incontrano alla perfezione, perché la sigla delle loro trasmissioni è a cura della splendida Cristina Scabbia, cantante della celebre band tutta italiana Lacuna Coil.

Lei, assieme a musicisti preparatissimi come il chitarrista Giacomo Paradiso, ha creato la bellissima traccia che andrà a introdurre le live riguardanti Elden Ring, il gioco uscito su tutte le più importanti piattaforme il 25 febbraio.

Una soddisfazione per chi, tra l’altro, è una grande amante del mondo del gaming come Cristina, che si concede gentilmente alle nostre domande.

Ciao Cristina, intanto ti diamo il benvenuto sulle nostre pagine, è davvero bello che tu abbia accettato di condividere con noi questa stupenda notizia. Sappiamo che tu sei una grande appassionata di videogiochi. Addentrarti nella composizione di una colonna sonora di un titolo come Elden Ring deve essere una bella soddisfazione. Di sicuro un prodotto di questo tipo richiede una lunga preparazione e centinaia di persone che lavorano alacremente per rendere un titolo di questa portata molto vicino alla perfezione. Come nasce la possibilità di creare una colonna sonora a tema per un gioco come Elder Ring?

«Ciao ragazzi e grazie a voi per l’invito! Il progetto di scrittura di “Among the Gods” (il titolo della canzone, ndr) nasce dall’idea di Francesco Cilurzo “Cydonia” e Michele Poggi “Sabaku No Maiku”, due popolari streamer di Twitch. Affrontando insieme co-op epiche, spesso a temi “Souls like”, hanno deciso di creare anche una sigla che accompagnasse i loro streaming e hanno pensato a me per la sua realizzazione. Quando Francesco mi ha chiesto di creare una canzone a tema Elden Ring sono stata ben lieta di accettare! É un gioco che, come molte persone, attendevo anche io con ansia».

Anche in quest’opera hai avuto la possibilità di lavorare con dei musicisti preparatissimi. Che tipo di collaborazione avete instaurato per arrivare al prodotto finale?

«Con l’esperienza pluridecennale insieme ai Lacuna Coil mi sento assolutamente a mio agio ad affrontare melodie e testi di canzoni ma non mi sento in grado di scrivere musiche da sola, o meglio: preferisco lasciar spazio a professionisti che lo possano fare con competenza, meglio di quanto farei io. Sono convinta che dai begli incontri artistici nascano spesso risultati molto interessanti. Non conoscevo Giacomo Paradiso, ma in seguito alla presentazione da parte di un amico comune (Cydonia) è stato bello scoprire una persona appassionata e professionale ed è stato piacevole e rilassante scambiarsi costantemente idee per proseguire insieme nel lavoro. Non bisogna dare mai per scontato che una collaborazione sia contornata da buone vibrazioni e gusti allineati!».

A questo punto nasce una curiosità: comporre una canzone per un disco, che a volte può contenere al suo interno anche un concept come nel caso di Delirium, immaginiamo sia una cosa. Realizzare invece un brano a tema Elden Ring con delle dinamiche probabilmente già previste dalle immagini del gioco stesso potrebbe rappresentare invece un percorso diverso in fase compositiva. Che scelte artistiche vengono adoperate per comporre un brano del genere?

«Di fatto si tratta più o meno della stessa cosa, perché chi compone musica spesso cerca di “vestire” un tema visivo, con una colonna sonora. Se nel caso di un disco si pensa generalmente a un concept avendo in testa temi di base e outfit, nel caso di “Among the Gods” io e Giacomo ci siamo lasciati ispirare da video e feel già creati da altri (ma sicuramente non meno evocativi) che sicuramente, dal punto di vista dei testi, mi hanno personalmente ispirata tantissimo».

Ormai è noto a tutti il tuo amore per il mondo videoludico, che emerge anche dalle partecipazioni ai programmi di settore che stanno prendendo sempre più piede sulle piattaforme social. Come nasce questa passione e come l’hai sviluppata negli anni? E quali sono i tuoi titoli preferiti? Ci sono delle console che ti porti nel cuore più di altre?

«Mi sono sempre sentita parte del mondo nerd fin da piccola, anche in tempi non sospetti in cui chi giocava con action figure e videogiochi era considerato un po’ sfigato. Di questo stile di vita (per me di fatto lo è) ho sempre amato la creatività, la leggerezza, il modo di lanciare messaggi importanti senza per forza essere pesanti. Purtroppo non gioco quanto vorrei. Ho un canale Twitch in cui riesco a sfogare la mia passione videoludica, ma vorrei avere decisamente più tempo per potermi dedicare di più a titoli, possibilmente con una bella storia di contorno, in stile Uncharted o The Last of Us, per esempio».

Le tue canzoni non sono nuove a partecipazioni di questo tipo. Anche in passato altri brani che fanno parte della discografia dei Lacuna Coil hanno fatto da colonna sonora per videogiochi, ma anche film e serie tv. Il tutto condito da una carriera strepitosa che ha toccato praticamente ogni angolo del globo. Cosa ci dobbiamo aspettare dal futuro di Cristina Scabbia?

«Con le musiche dei Lacuna Coil siamo stati presenti all’interno di colonne sonore di videogiochi come Guitar Hero e Rockband, e abbiamo persino registrato una nuova versione di una nostra canzone in lingua simlish per il gioco The Sims. É stata un’esperienza interessante! Ho anche scritto (insieme al musicista e youtuber Mark The Hammer), “Start again”, la canzone ufficiale per il lancio italiano di Diablo II Remastered. Adoro reinventarmi e pensare di non essere mai “arrivata”. Morirei se non avessi più stimoli, se non potessi lavorare con le mie idee e in totale libertà. Per il futuro aspettatevi molti concerti, ho una voglia matta di riprendere da dove abbiamo lasciato noi Lacuna coil nel 2020! Continuerò inoltre a streammare dal mio canale Twitch e proseguirò con passione le registrazioni di Crossover Universo Nerd, la trasmissione tv della quale sono host insieme a un team pazzesco che tratta (davvero a 360 gradi) di tutto il mondo che amiamo».

Siamo arrivati alla fine dell’intervista. Cara Cristina, ti ringraziamo di questa bella chiacchierata e di averci raccontato questa particolare esperienza. Adesso siamo davvero curiosi di ascoltare questa nuova creazione e, perché no, addentrarci nelle meravigliose ambientazioni di Elder Ring, sicuri che sarà veramente un lavoro sopra le righe. E per congedarti ti chiediamo un bel saluto ai nostri lettori…

«Grazie davvero per aver dedicato del tempo alla lettura di questa intervista. Vi invito ad addentrarvi con me e Giacomo nelle terre di mezzo: l’avventura fra gli Dei è appena cominciata!».

Photo credit: Cunene.

Potete seguire Cristina Scabbia attaverso i suoi canali social:

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Geoff Tate Live Alchemica Music Club – 30th Anniversary Empire & Rage For Order

Geoff Tate

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Geoff Tate, la voce più carismatica dell’Heavy Metal, arriva per la prima volta in assoluto sul palco dell’Alchemica Music Club di Bologna. L’imperdibile evento si svolgerà il 10 Marzo 2022 e celebrerà i trent’anni dei dischi più famosi dei Queensrÿche.

Geoff Tate è considerato uno dei più abili e versatili cantanti del panorama heavy metal. Acclamato ed apprezzato sia dal pubblico che dalla stampa di settore di tutto il mondo. Non è un caso dunque che a questo punto della sua carriera voglia celebrare il grande successo di Empire e Rage For Order. Per l’occasione i due album saranno suonati per intero durante la serata.

Empire rimane ancora un successo commerciale incredibile con i suoi tre milioni di copie vendute, praticamente più di tutti gli altri dischi della band messi insieme. Vincitore di ben tre dischi di platino grazie anche alla power ballad “Silent Lucudity”. Questa raggiunse la prima posizione nella Mainstream Rock Songs e la nona posizioe nella Billboard Hot 100.

Non è da Meno Rage For Order, secondo full lenght album in studio dei Queensrÿche. Si tratta del disco con cui la band si mette in discussione sperimentando suoni totalmente diversi da quelli che ci si sarebbe aspettati in quel periodo. Ma grazie alle incredibili abilità vocali del carismatico Geoff Tate, il lavoro raggiunse un successo allora inimmaginabile.

Quale migliore occasione allora se non questa, di ascoltare dal vivo due successi assoluti di un gruppo che ha fatto la storia dell’Heavy Metal? Insieme a Geoff Tate ci saranno anche Darker Half la metal band di Sydney famosa per le travolgenti esibizioni dal vivo. Ed anche i Sons Of Sounds, progressive metal band tedesca.

Il 10 Marzo l’Alchemica Music Club apre le porte all’ Headbanging più scatenato ma sempre nel pieno rispetto di tutte le norme anti Covid tenendo conto delle limitazioni che saranno previste dal nuovo DPCM. Per tutte le ulteriori informazioni vi invitiamo a seguire l’evento Facebook a questo link: https://fb.me/e/2gmp82aHz

Geoff Tate 30th Anniversary Of Empire and Rafe For Order

Alchemica Music Club – Bologna.

10 Marzo 2022

Ingresso 20 €
Ingresso riservato ai soci AICS 2021-2022, costo tesseramento 8 €.

Apertura porte ore 19:00.

ore 19:00 TBA
ore 20:00 Sons Of Sounds https://www.facebook.com/sonsofsounds
ore 21:00 Darker Half https://www.facebook.com/darkerhalf/events
ore 22:00 Geoff Tate https://www.facebook.com/GeoffTateOfficial

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Ross The Boss: The Evolution of Fire Unica data italiana a Maggio

Ross The Boss

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Torna in Italia l’esplosivo Ross The Boss con il suo “ The Evolution of Fire Tour”. L’appuntamento è per un’unica data al Druso di Bergamo il 25 maggio 2022.

Non si può parlare della scena metal senza menzionare un solo uomo! Ross The Boss Friedman ha scritto davvero la storia della musica come membro fondatore dei Manowar e dei Dictators. La sua influenza nell’heavy metal e anche nel punk si nota ancora oggi.

I primi sei capolavori di Manowar che lo hanno visto coinvolto in modo significativo tra il 1982 e il 1988 sono oggi dei classici immortali.

Dal 2006 Ross The Boss rilascia ancora una volta il tradizionale e crudo epic metal che richiama alla memoria i capolavori dei Manowar degli anni ’80 con uno stile tutto suo. Il nuovissimo “Born Of Fire” è il quarto album di Friedman e della sua band che arriva a meno di due anni dalla rottura della classifica del 2018 “By Blood Sworn”.

“Born Of Fire” è un lavoro più potente e più pesante di prima, ma non manca nessuno dei tipici marchi di fabbrica di Ross the Boss.

Sul palco del Druso il 25 Maggio potremo ascoltare anche RAM

Insieme a Ross The Boss anche la band dallo stile decisamente Heavy Metal RAM. Il gruppo nasce nel 1999 da un’idea di Harry Granroth. Dopo il primo EP la band suona in numerosi festival in Europa guadagnandosi anche nel 2004 un prestigioso riconoscimento da parte della rivista tedesca Rock Hard come una delle migliori band esordienti.

Trauma Heavy metal band

Ma i RAM non saranno i soli a scaldare l’atmosfera. Altri opener di tutto rispetto saranno infatti i Trauma. Si tratta della band heavy metal americana formatasi nel 1981. Attualmente la band è composta dai membri Donny Hillier, Kris Gustofson, Steve Robello, Joe Fraulob e Greg Christian. Il bassista Cliff Burton è stato inserito niente meno che nella Rock and Roll Hall of Fame insieme alla band heavy metal Metallica.

Ross The Boss: The Evolution of Fire

Un evento Good Music.

25 Maggio Druso 2022.

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Good Music

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Nekromant pubblicano oggi il loro quarto album Temple Of Haal

Nekromant

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Questo inverno il rinomato trio svedese Nekromant svela “Temple of Haal”, il suo quarto album, nonché il primo per la nuova etichetta Despotz Records.

Sulle orme di giganti del metal come Black Sabbath e Pentagram, il trio svedese Nekromant è ben avvezzo all’arte di riff devastanti e melodie potenti, vantando un suono che riecheggia la potenza del passato con un occhio rivolto al futuro.

Attraverso una serie di lavori molto apprezzati, il trio ha catturato l’attenzione di tutti grazie al suo autentico e brillante assalto metal vecchia scuola. Da una batteria pesante ed incessante fino alle chitarre in stile Iommi, questo power-trio sa che il riff regna sovrano, come dimostrato nel suo superbo nuovo album.

Il primo frutto del loro nuovo accordo con la celebre etichetta svedese Despotz Records arriva oggi ed è pieno di gemme metal ambiziose come ‘The Woods’, l’epica ‘Behind the Veil of Eyes’ e il doom di ‘Olórin’s Song’. L’album “Temple Of Haal” segna un nuovo capitolo nell’evoluzione musicale della band.

Temple Of Hall

il lavoro abbraccia con la tipica oscurità svedese il desiderio di rifiutare il concetto di vivere la vita attraverso i social media e di cercare di riconnettersi con le cose che contano davvero. Il nuovo album è un disco heavy metal spudoratamente vecchia scuola, graziato da riff violenti e passaggi ineluttabili.

La band, originariamente conosciuta come Serpent, ha un seguito grande e fedele, e il nuovo album è molto in linea con quello che i fan si aspettano da questo acclamato trio scandinavo. Con il singolo ‘The Woods’ che si sta dimostrando un perfetto biglietto da visita per il futuro, i Nekromant sono nella posizione perfetta per mantenere la promessa iniziale con “Temple Of Haal”, e portare un nuovo livello di tetraggine svedese al mondo.

I see this place, top of the mountain side
Dreaming away to the gods of old
I will defend by the sword, the spear, the flame, the fire.

A proposito del nuovo album i Nekromant dichiarano:

Una grande parte di questo album è dedicata alla nostra città natale. La piccola città chiamata Vargön non è famosa per le sue dimensioni o le sue prodezze industriali, ma per la sua posizione tra le montagne gemelle, Halleberg e Hunneberg.

Il nome ‘Haal’ risale al 1325 e prova con certezza che la gente ha vissuto all’ombra delle montagne per molto tempo. Questi due giganti sono sempre stati protagonisti di miti e storie locali che hanno offerto un’enorme quantità di ispirazione per i testi di questo album.

Questo posto ha anche una forte connessione con il più grande lago svedese Vänern e tutto ciò che comporta. Non siamo le persone giuste per giudicare la credibilità delle leggende, ma è molto difficile negare che questa sia una zona coraggiosa. Musicalmente, facciamo quello che facciamo sempre: Musica che ha senso per noi.

Siamo contenti e orgogliosi che questo disco contenga ancora più elementi di heavy metal classico di prima, con melodie forti e chiare e un pizzico di aggressività in più. I Nekromant sono sempre stati una band che va avanti senza mai perdere la connessione con le nostre radici musicali. Abbiamo intenzione di continuare a fare proprio questo.

Nekromant online:

www.facebook.com/Nekromantband
www.instagram.com/theswedishnekromant
https://spoti.fi/3ixcPBu
https://nekromant.bandcamp.com

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Klogr: In uscita un live speciale per il decimo anniversario

klogr

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I Klogr ritornano sul mercato con uno speciale live indoor intitolato ’Till Black Key‘. La band infatti, in occasione del decimo anno di attività, ripercorrere in undici canzoni la propria discografia. I brani sono interpretati e rivisitati dalla nuova line.up.

Forte di una reputazione da inossidabile live-band, il quartetto modenese ha negli anni inanellato centinaia di concerti in giro per il continente. Inoltre i Klogr hanno collezionato numerosi tour di grandissimo impatto. Con grande versatilità la band si accosta negli anni ai nomi più vari della scena internazionale. Parliamo di Prong a The Rasmus, ma anche Infected Rain, Buckcherry, Butcher Babies e tantissimi altri.

Sempre di grande versatilità sono capaci di lasciare un’impronta importante dopo il proprio passaggio. Sono stati in grado di ritagliarsi così un meritato spazio di considerazione nella scena alternative internazionale.

Con il traguardo di questi primi dieci anni, Rusty e i suoi provano a guardarsi indietro e si lasciano trasportare in questo live indoor. Qui ripercorrono e tributano a canzoni come ’Pride Before The Fall’ o ‘Bleeding’ l’importanza che hanno avuto in questa avventura.

Il frontman dei Klogr aggiunge:

Per celebrare i 10 anni di attività abbiamo scelto di pubblicare un live in studio che racchiude i brani più rappresentativi della band. 11 canzoni che rappresentano perfettamente tutte le sfumature del percorso musicale fatto fino ad oggi. Sono interpretate dalla nuova lineup che porterà il progetto live nel 2022 anche con un nuovo album, attualmente in lavorazione!

Il nuovo live è disponibile in tutte le piattaforme di streaming al seguente link: smarturl.it/tillblackkey_spotiry

Segui la band attraverso gli spazi ufficiali:

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YT: https://www.youtube.com/channel/UCYScy0-K1yP-xLrATB_h0VQ

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Uomo morto nel mio letto: il nuovo singolo dei Colonnelli

Uomo morto nel mio letto

Si intitola Uomo morto nel mio letto il nuovo singolo della metal band toscana Colonnelli, in uscita oggi venerdì 15 ottobre, nuovo estratto da Iniezione Meccanica Continua, terzo lavoro in studio della band atteso per il prossimo 12 novembre 2021.  Il brano, anticipato dei singoli Federico Io Ti Ammazzerò e Interceptor è disponibile su tutte le maggiori piattaforme streaming e in digital download.

Mamma c’è, mamma c’è

Un uomo morto dentro,

al mio letto e assomiglia a me

Con Uomo Morto nel mio Letto i Colonnelli presentano un’altra intrigante pagina del nuovo album in studio. Un brano introspettivo e diretto, probabilmente una delle canzoni più intime di Iniezione Meccanica Continua. Si parla di demoni, di mostri, di presenze apparentemente estranee che possono popolare la mente dell’uomo, annidandosi al suo interno e influenzandone i comportamenti. La band commenta:

Uomo Morto nel mio Letto è forse il brano più claustrofobico dell’intero album; è un tentativo di riflessione sulla volontà che da sempre alberga dentro l’essere umano di provare a combattere i propri mostri e lati più inospitali del proprio ego. Il cuore del brano fu scritto all’incirca 18 anni prima della sua pubblicazione in questo album: questo lo rende di fatto il brano più “old” dell’intero lavoro.

Ancora una volta i Colonnelli fanno ben intendere la loro scelta musicale. Uomo Morto nel mio Letto si presenta come un brano potente e solido, che alterna aperture particolarmente melodiche a versi più aspri e serrati. Il sound si conferma moderno nei suoni e negli arrangiamenti, con un occhio nostalgico alle strutture dell’heavy metal classico. Musicalmente massicci, i groove di batteria e chitarra rendono omaggio a due capolavori del thrash metal, …and Justice for all  e Master of Puppets dei Metallica.

Credits:

Uomo Morto nel mio Letto è stato registrato, mixato e masterizzato da Andrea Deckard (all’anagrafe Alunno Minciotti) presso lo studio The Shining Audio di Grosseto. Il testo è ad opera di Leo Colonnelli (chitarra e voce), arrangiato in coppia con Bernardo Grillo (batteria) e infine lavorato in studio da Andrea Deckard (basso).

L’artwork è a cura di Vittoria Figuccia. Il video ufficiale porta la firma di Carlo Settembrini, è stato girato presso Il Guado delle Trasubbie in Maremma Toscana.

L’idea del video era quella di cercare un immaginario più arido e desertico possibile, andando a contrastare così l’effetto claustrofobico del brano stesso con spazi larghissimi e desolati.

I Colonnelli sono:

Leonardo Colonnelli – voce e chitarra

Andrea Deckard – basso

Bernardo Grillo – batteria

Uomo morto nel mio letto streaming e digital download:

https://distrokid.com/hyperfollow/colonnelli/uomo-morto-nel-mio-letto

Rimani in contatto con la band:

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https://www.instagram.com/icolonnelli/

I Colonnelli hanno recentemente annunciato il lancio di una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Kickstarter in supporto del nuovo album in studio. La raccolta terminerà il prossimo 30 novembre.

Partecipa alla campagna:

Cirith Ungol per la prima volta in Italia per un’unica data a Gennaio

Cirith Ungol

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Cirith Ungol, lo storico gruppo epic metal statunitense arriva in Italia per la prima volta con un unico show il 29 Gennaio 2022. Good Music porta infatti sul palco del Phenomenon un evento in cui la ciliegina sulla torta saranno proprio i Cirith Ungol. Sul palco con i titani dell’ Heavy Metal anche i Night Demon e Ancillotti.

Cirith Ungol è una delle poche band dell’ heavy metal ad avere una storia così straordinaria e clamorosa! Una storia di innovazione pionieristica, delusione schiacciante, esilio autoimposto, fervore populista ed infine redenzione globale.

Cirith Ungol nascono in California, nei primi anni ’70, molto prima che prendessero forma i rigidi schemi e le tradizioni che definiscono il genere heavy metal di oggi. Non c’era nessuna regola, nessun modello da seguire. Loro lo hanno semplicemente inventato permettendo alla loro immaginazione e alla loro creatività di essere la loro guida. Non a caso la band prende il nome dal passo di Cirith Ungol, luogo del Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien, che segna l’ingresso nella terra di Mordor.

La lunga storia dei Cirith Ungol

Nel lontano 1981 i Cirith Ungol decisero di costituire (a proprie spese) la casa discografica Liquid Flame per pubblicare l’album d’esordio intitolato Frost and Fire. La band continua poi a pubblicare altri due album in studio. Si tratta di King of the Dead e One Foot in Hell ancora oggi considerati dei classici inossidabili.

Tuttavia, all’inizio degli anni ’90 all’interno della band sorgono instabilità nella formazione messa a dura prova anche da un’esperienza insoddisfacente in studio. Le registrazioni dell’album Paradise Lost, li lascia profondamente delusi. Alla fine, dopo anni di frustrazione, Cirith Ungol si sciolgono nel maggio 1992.

Con il passare degli anni, però in Europa iniziò a risuonare un debole, quasi impercettibile battito di tamburo. I fan irriducibili della band dall’altra parte dell’Atlantico non si sono mai dimenticati della band né hanno abbandonato il sogno di vederli dal vivo. Il fervente clamore per il ritorno di Cirith Ungol non sarebbe stato messo a tacere.

L’8 ottobre 2016, Cirith Ungol torna ufficialmente sul palco come headliner del festival Frost and Fire II al Majestic Ventura Theatre. Ad oggi, mentre la resurrezione della band entra nel suo quinto anno, la band presenta con orgoglio Forever Black.

Siamo dunque pronti a vederli dal vivo anche in Italia per la prima volta con i caratteristici riff oscuri e inquietanti. Con i ritmi martellanti e le linee vocali che bruciano l’anima. Non ci sono storie, i Cirith Ungol sono ufficialmente riconosciuti come Kings of the Dead.

Night Demon e Ancillotti sul palco con Cirith Ungol

A condividere il palco con gli Headliner ci sranno anche i Night Demon. Una band heavy metal americana di Ventura, California. La band è considersata una tra le diverse formazioni che partecipano alla rinascita dell’heavy metal tradizionale e della vecchia scuola negli anni 2010. Night Demon hanno all’attivo due album in studio su etichette discografiche indipendenti ed una raccolta tratta dai loro concerti dal vivo. Attualmente si esibiscono regolarmente nei festival heavy metal di tutto il mondo.

Non hanno certo bisogno di presentazione gli Ancillotti, una delle realtà musicali più affermate sia in Italia che all’estero. La band attualmente è impegnata nella promozione del suo ultimo album Hell on Earth con un tour che toccherà le principali città italiane ed europee.

Cirith Ungol 29 Gennaio 2022 – Phenomenon
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Nanowar Of Steel, una nuova data a Torino per i re delle parodie heavy metal

Nanowar

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I Nanowar Of Steel, dopo il successo dello scorso 8 luglio all’ Eur Social Park di Roma, annunciano una nuova data in terra sabauda. Vedremo infatti la band sul palco con il nuovo album “Italian Folk Metal” uscito il 2 luglio per Napalm Records.

L’appuntamento è per il prossimo sabato 11 settembre 2021 nell’area Open Air di Spazio211 a Torino; i biglietti sono prenotabili a questo link dal 29 luglio 2021.

La nuova data si aggiunge a quelle già annunciate: i Nanowar Of Steel saliranno sul palco di Parco Tittoni a Desio (MB) il prossimo venerdì 3 settembre per un esclusivo doppio show. Due i live set previsti: ore 20 (biglietti disponibili su circuito Mailticket) e ore 22 (sold out).

La nota pop band romana, che vanta diversi milioni di stream e visualizzazioni sulle piattaforme di tutto il mondo, si è aperta a nuovi orizzonti e non smette di stupire. Fresco di pubblicazione è il nuovo singolo “La Polenta Taragnarock” feat. Giorgio Mastrota. Per l’occasione, la talent e volto del programma tv Crossover Universo Nerd Jessica “MissHatred” Armanetti veste i panni di Miss Polenta. Si affianca così al volto delle televendite Giorgio Mastrota in un video esilarante e coinvolgente. Questo nuovo fortunato brano è stato anticipato da “La Maledizione di Capitan Findus”.

Con il nuovo album “Italian Folk Metal”, ricco di riferimenti al folclore italiano, i NNanowar Of Steel mettono il proprio tocco metal ironico sui vari suoni tradizionali del bel paese. Ogni canzone è eseguita in uno stile distinto della musica popolare italiana. I suoni della musica neomelodica di Napoli si scontrano con le potenti chitarre su “Scugnizzi of the Land of Fires”.

Le fisarmoniche veloci (elemento dominante della mazurka del nord Italia) sono stratificate con assoli di chitarra vorticosi su “La Mazurka del Vecchio che Guarda i Cantieri”. L’album è un’esperienza di ascolto davvero sfaccettata e un profondo tuffo nelle radici del folclore italiano!

Nanowar Of steel Tour:

“Italian Folk Metal” Summer Shows 2021

Venerdì 3 settembre – Parco Tittoni – DESIO (MB)

PRIMO SPETTACOLO ore 20
Apertura porte ore 18
Biglietto € 15 + ddp su Mailticket

SECONDO SPETTACOLO – ore 22
Apertura porte ore 21.30
SOLD OUT.

Sabato 11 settembre – Spazio 211 – Torino:

Biglietto € 15 + ddp disponibili da domani a questo link

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Lucus raccontano in un’ intervista su Rock My Life l’EP Rage Of Creation

Lucus

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Oggi ospitiamo Lucus sulle nostre pagine con un’intervista sul loro ep d’esordio dal titolo Rage Of Creation. Cerchiamo di conoscerli meglio curiosando nel loro lavoro e nella loro musica attraverso le risposte di Donato Gallicchio.

Salve ragazzi! Intanto complimenti per il vostro Ep, un vero concentrato di potenza con una grande carica di energia. Partiamo dall’inizio, come nascono i Lucus?

Grazie a voi per l’ascolto e il supporto. I Lucus nascono per caso. Durante le registrazioni del mio progetto solista DG Legacy, nato dopo la mia fuoriuscita dai Walkyrya.

Ho incontrato alcuni talentuosi musicisti locali e in particolare Mara, con la quale abbiamo deciso di concretizzare in maniera più stabile la possibilità di far ascoltare le idee che ci erano venute in mente durante alcune jam session.

A noi due si sono aggiunti Vito alla batteria e Antonio alla chitarra solista e, insieme alle voci di Gianni e Teresa, la band ha preso vita.

La presentazione di Rage Of Creation ruota attorno ad punto focale: Nel nome dell’Heavy Metal più puro. Un genere vissuto in maniera viscerale, profonda che qui trova la massima espressione nel vostro modo di intendere la musica. Cosa rappresentano per voi queste tracce?

Un giusto compromesso tra i gusti musicali, le esperienze avute nelle precedenti band e la voglia di divertirsi esprimendo in musica i nostri stati d’animo.

Ci ha molto incuriosito il formato che avete scelto per il disco. Lo state presentando in forma fisica non attraverso un cd ma attraverso una chiavetta usb a forma di vinile. Come vi è venuta questa idea e perché proprio in formato Usb in un momento storico in cui sta ritornando in auge il vinile?

La tecnologia cambia quotidianamente la nostra esistenza. Appunto perché il vinile sta tornando in auge, il supporto CD sta estinguendo il suo ciclo e il futuro è il digitale (sia in formato cloud, che fisico). Abbiamo così deciso di unire questa evoluzione dei formati.

La penna USB a forma di vinile miniaturizzato abbiamo creduto essere il giusto packaging per la nostra musica. Siamo stati la prima band al mondo ad aver avuto questa intuizione e credo che dopo di noi, altri seguiranno questa tendenza.

In Rage Of Creation troviamo tre tracce originali, trascinanti e coinvolgenti affiancate da una cover molto famosa. In che modo avete reso vostra Breaking the Law dei Judas Priest?

Un classico intramontabile che abbiamo cercato di personalizzare nel nostro stile. Non ho ascoltato molte versione di questa famosissima canzone venire cantate con voce femminile e con una ritmica variata in più punti. Ma ciò che ci fa più piacere è sapere che le tre tracce originali abbiano colpito l’attenzione e il piacere nell’ascolto.

Lucus hanno un background fortemente legato alla musica Old School anni ‘80, ma sicuramente un taglio decisamente proiettato verso il futuro. Possiamo dire che la vostra musica è un trait-d’union tra passato e futuro?

Esatto. E le motivazioni sono le stesse adottate per il confezionamento del supporto che la contiene. Radici nel passato che proiettano i frutti in un futuro speriamo non troppo remoto.

Lucus è una band formata da sei elementi, non deve essere facile trovare un equilibrio soprattutto quando si è all’inizio di un progetto e si deve fare un po’ di strada insieme. L’affiatamento di una band si percepisce soprattutto durante i live, siete pronti a salire sul palco? Vi salutiamo con questa ultima domanda e vi facciamo un enorme in bocca al lupo per i vostri progetti!

Che il lupo ci protegga! Speriamo che si possa presto tornare a suonare dal vivo e vi consiglio di seguirci, perché stiamo preparando alcune sorprese. Una di queste è la rivisitazione in chiave acustica di Rage Of Creation e di altri classici della musica hard ’n’ heavy.
Rock On, bros & sis!

Tracklist:

1. Standing Devotion
2. Betrayed Love
3. Over the Lines
4. Breaking the Law (Judas Priest cover).

Line up:

Teresa De Lucia (Voce)
Gianni “Bruce” Barbaro (Voce)
Mara De Canio (Chitarra ritmica)
Antonio Pistone (Chitarra solista)
Donato Gallicchio (Basso)
Vito Mottola (Batteria).

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