Il tour dei Giuda finisce a parco Tittoni

Il tour dei Giuda

Il tour dei Giuda finisce a parco Tittoni. La band romana, dopo oltre un mese “on the road”, porta a compimento un’altra tournée nella stupenda cornice di Villa Tittoni a Desio.

La storia

I Giuda nascono circa quindici anni fa dalle ceneri degli indimenticati ed indimenticabili Taxi. Questi ultimi, da subito, riusciranno ad affermarsi come nome di rilievo in un certo underground italiano. La band si muoverà per oltre una decade tra suggestioni kbd, punk rock e garage rock. Ovviamente nel gruppo era già evidente una propensione verso sonorità settantiane di derivazione rock and roll. La scelta di coverizzare, nel debut Like A Dog, “Rabies Is A Killer ” degli Agony Bag ne era un chiaro indizio.

In seguito questa predilezione irromperà prepotentemente nella proposta del progetto Giuda. Infatti il glam rock, soprattutto nella sua variante inglese più glitter/junkshop e in quella aussie, troverà asilo nel sound della band. Un suono elettrizzante, cocktail di Slade, Sweet, GlitterQuo e un mare di minori come Hector, Jook, Shakespeare, Hush, Angels fino ai recenti richiami ai fratelli La Bionda. Questo li imporrà immediatamente come porta bandiera di un revival globale del bovver rock.

La band raccoglierà l’interesse di punk, skin, rockers, fino alle curve calcistiche. In questo modo, da tre lustri ad oggi, i Giuda sono una solidissima realtà che questa sera vedremo all’ opera per l’ennesima volta.

Il concerto

Una volta calato il sole il colpo d’occhio che offre Villa Tittoni ed il suo fantastico parco è davvero suggestivo. Il concerto è aperto dai The Nuv. Il combo brianzolo propone un rock desertico a tratti psichedelico che rivisita in chiave moderna tutti i temi del genere. Il connubbio funziona ed il pubblico sembra gradire l’opening act.

In men che non si dica salgono i romani. Il gruppo, in forma smagliante, propone una scaletta che poco si discosta dal recente live Live At Punk Rock Raduno. Il pubblico partecipa appassionato, canta quelli che ormai sono classici di una scena underground che comincia a non sembrare più così tanto sommersa. Nessuna pausa, i brani si susseguono senza sosta, lo show è rodato perfettamente, i suoni sono quelli giusti per coinvolgere tutti i presenti. I ragazzi sul palco spendono fino all’ ultima energia nonostante il mese di tour sulle spalle. Si balla, si canta e si sorride in una afosissima notte brianzola. Sotto il palco tanti volti conosciuti, ma anche tante facce mai viste a rimarcare la trasversalità di questo gruppo.

L’ora e un quarto passa senza neanche accorgersene ed è già tempo di bis. Il pubblico madido di sudore ma contento è totalmente appagato da un’ ottima performance che ci ricorda come le eccellenze italiane passino senza ombra di dubbio anche dalla musica.

Spero di incontrarvi tutti molto presto sotto il palco dei Giuda, ci vediamo lì.

Giuda

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Brown Leather è il nuovo disco degli Sweet Things

Brown Leather è il nuovo disco

Brown Leather è il nuovo disco degli Sweet Things. Questo è un disco rock and roll a tutto tondo con un vibe country ed honky tonk che viene dal cuore.

Il disco

La band americana si presenta alla prova del secondo disco a tre anni dal precedente. La ricetta non differisce molto dall’ ultimo episodio. Assolutamente apprezzabile è la maturazione del songwriting e la ricchezza degli arrangiamenti. Negli undici nuovi brani Stones, Quireboys, soutern rock, country e honky tonk si sposano con estrema naturalezza.

Un piano boogie accompagna quasi tutti i brani donandogli un piglio danzereccio che renderà impossibile non battere il piede. A momenti più scanzonati come “Brown Leather” o “Ride It Home” fanno paio quelli più country come “Ya Know I Don’t Mind” o “Problematic Life”.  Questi ultimi sembrano ibridare Exile On Main Street con un forte sapore di Allman Brothers e di Lynyrd Skynyrd.

Diviso tra queste due anime il disco scorre piacevolmente dall’ inizio alla fine per tutte le sue undici tracce. Dave Tierney, Sam Hariss, Tobin Dale ed Hector Lopez la sanno lunga, si scambiano al microfono, si cedono gli assoli, tutto per rendere l’ascolto fluido. Anche quando la formula potrebbe sembrare abusata c’è sempre qualche preziosismo che evita la noia. Malgrado la loro provenienza, New York, che certamente non richiama alla mente panorami bucolici praterie, saloon, cowboy sembrano pane quotidiano per i quattro musicisti.

Ancora banjo, mandolini, steel guitar, armoniche, hammond, voci gospel e tutto il corredo di un classico disco southern é ampiamente presente e usato con maestria. La forza della band sta nella capacità di creare atmosfere efficaci. Inoltre con questo gran caldo estivo diventa l’ascolto perfetto per una bibita ghiacciata sul divano abbracciati al ventilatore.

Conclusioni

Nella speranza che vi possiate godere questo lavoro in totale relax, ecco un ottimo consiglio per le vostre vacanze.

The Sweet Things

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Diamond Star Halos è il nuovo disco dei Def Leppard

Diamond Star Halos

Diamond Star Halos è il nuovo disco dei Def Leppard. La band di Sheffield è tornata con l’ undicesima prova in studio a sette anni dall’ ultimo lavoro.

Ritroviamo Joe Elliott e soci in perfetta forma. Infatti il tempo sembra non scalfire minimamente il combo inglese. Pubblicato a fine maggio di quest’anno Diamond Star Halos consta di ben quindici tracce. Il disco vive di una vena glam rock anni settanta molto più pronunciata del solito. Sarà stata l’influenza dei Down’n’Outz, side project di Joe Elliott e Quireboys votato al recupero dei classici di Mott The Hoople e Ian Hunter, ma i Def Leppard sembrano aver lavato i propri panni alla fonte del miglior glam rock inglese.

I brani

“Take What You Want” apre il disco incrociando reminiscenze beatlesiane con un bel riff energico marca Leppard. Il risultato è ottimo, echi di ELO si rincorrono con un retrogusto di Cheap Trick che setta subito il mood del disco. “Kick” non nasconde minimamente il suo amore per i T-Rex calando, contemporaneamente, il brano nel 2022. “Fire It Up” è la band che tributa sé stessa. Centrata come sempre la commistione tra sensibilità melodica e gusto per le chitarre “up to 11” che tanto li fa apprezzare negli Stati Uniti. Questo brano, scelto come singolo, non avrebbe assolutamente sfigurato su uno dei loro blockbuster del passato.

“This Guitar” è la prima ballad del lotto ed è cantata assieme ad Alisson Krauss. “SOS Emergency” mescola la ricetta del “leopardo” con una melodia che sembra presa in prestito direttamente da un disco di John Waite. “Liquid Dust” e “U Rok Mi” sono ugualmente attraversate da un gusto orientaleggiante che colora due brani perfettamente radiofonici di una sfumatura zeppeliniana. “Goodbye For Good This Time”è una ballad orchestrale che richiama in causa gli ELO assieme ad un pizzico di Eric Carmen ai tempi dei Raspberries.

“All We Need” si tuffa di testa negli anni ottanta e ne esce con le aperture più FM dell’ intero disco. Poi “Open Your Eyes” e “Gimme A Kiss That Rocks”, entrambe guidate dal basso di Savage, alzano l’asticella dell’ adrenalina regalandoci due brani totalmente rock. I Queen fanno capolino nella bellissima suite orchestrale “Angels (Can’t Help Me Now)”. In seguito ritroviamo la Krauss ed il suo violino, affermata artista country-bluegrass, per “Lifeless” che forse é il pezzo più gratuito dell’ intero lavoro. “Unbreakable”, introdotta da un arpeggio quasi NWOBHM, sfocia in un orecchiabilissimo mid tempo. Il disco si conclude con “From Here To Eternity” brano firmato Savage che pesca a piene mani dal catalogo di Lennon. Il pezzo dilatato e malinconico, nel quale Collen ci regala un emozionantissimo solo dal retro gusto blues, è la chiusura più “inglese” che si possa immaginare.

Conclusioni

Collen e Campbell sono sempre sul pezzo e si alternano con grande gusto in un lavoro chitarristico assolutamente di livello. Savage e Allen possiedono una classe, maturata in decenni di attività, che li porta a condurre il gioco con una naturalezza quasi imbarazzante. Infine un Elliott dosato e mai fuori dalle righe, autore assieme a Collen della stragrande maggioranza dei brani, è in pieno spolvero. Mentre parliamo i Def Leppard guidano il tour evento dell’ anno assieme a Joan Jett, Poison e Motley Crue, direi che ci siano tutti i presupposti per un altro grande successo.

Def Leppard

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Nuovo lavoro per Amos & the Ruers

Nuovo Lavoro per Amos & The Ruers

Nuovo lavoro per Amos & the Ruers, “Resta il Rock’n’Roll”. Nove tracce ed un brano strumentale completano l’ultimo disco del combo brianzolo. Disco che profuma tanto di primo Vasco e di primo Bennato, quanto di Heartbreakers e Cramps.

Lo spirito D.I.Y. che pervade tutta l’ uscita é sicuramente alla base del forte carattere che percepiamo fin da subito. La passione che converge in questo progetto fa sì che il “Do It Yourself“ di cui sopra non sia mai sinonimo di “amatoriale”, ma piuttosto di “realizzato autonomamente” al fine di trovare le formule più originali e personali per esprimersi.

Un sound sempre sincero, col sorriso sulle labbra, che se fantastica di “New Mexico” o “Oklahoma” lo fa per licenza poetica e non per desiderio di impressionare. Un sound che rivela il suo lato romantico e guascone in “Come Ti Va “ e in “Nessun Confine”, dove, all’ alchimia già citata, si aggiunge una lacrima di Dogs D’Amour e di Herman Brood.   

La scelta dell’ italiano come lingua principale utilizzata nelle composizioni non penalizza minimamente il risultato, anzi ne diventa valore aggiunto contestualizzando ulteriormente quello che sentiamo. Ascoltando questo “Resta il Rock’n’Roll” spesso sembra di intuire echi, nemmeno troppo lontani, di spaghetti western, del Bozzetto di “Vip” e “West And Soda”, di Francesco Nuti e della vita notturna che gli piaceva raccontare.

Trovo che, attraverso tutti questi elementi, questo cambio di panorama, il disco faccia pieno centro proponendo in modo personalissimo una formula spesso inflazionata. Ovviamente deviare da percorsi assodati non sempre risulta gradito a tutti i palati, ma é lo “scotto da pagare” quando si interagisce con chi é cosciente della propria identità ed ha scelto come trasmetterla.

Amos & The Ruers
Facebook: https://www.facebook.com/amosandtheruers
Bandcamp: https://amosandtheruers.bandcamp.com/
Spotify: https://open.spotify.com/artist/2OiqkDHKyaro4iDnTyBr58

Alice Cooper e Michael Monroe di scena all’Alcatraz

Alice Cooper e Michael Monroe

Siamo all’ Alcatraz di Milano per quello che si prospetta come uno degli eventi rock and roll dell’ estate. Alice Cooper porta in tour il suo ultimo “Detroit Stories” e sceglie Michael Monroe in piena promozione di “I Live Too Fast To Die Young” per regalarci una serata memorabile.

Michael Monroe

Monroe con la ormai consolidata formazione Yaffa, Conte, Jones e Rockfist divide la scaletta in due tronconi. Nella prima parte vengono presentati brani, relativamente recenti, tutti incisi da Sensory Overdrive ad oggi. Tra questi spiccano i nuovi classici “Trick Of The Wrist”, “78” e “Ballad Of The Lower East Side”. Gli inserti dai due dischi più recenti sembrano ancora troppo freschi per essere entrati completamente nelle grazie del “popolo di Monroe”, ma la band non demorde e anzi affonda l’acceleratore riuscendo a vincere anche le titubanze dei più scettici. 

Nella seconda parte dell’ esibizione vengono proposte canzoni tratte dai primi vent’anni di attività del finlandese. Pezzi estrapolati dal catalogo di Hanoi Rocks, Demolition23 e dalla carriera solista del biondissimo frontman scorrono fianco a fianco nell’ entusiasmo più genuino di band e pubblico, quest’ultimo ormai totalmente rapito da quello che rimane sicuramente uno degli show più eccitanti che si possano vedere oggi.

Alice Cooper

Giusto il tempo di una sosta al bar ed é già il turno del signore dell’ incubo in persona: Alice Cooper. Coadiuvato sul palco da Roxie, Henricksen, Strauss, Garric e Sobel, il padrino dello shock rock sembra impossibilitato a fallire nello stupire il suo pubblico. Una scaletta che ripercorre tutti i successi di una carriera lunga ormai più di cinquant’anni. Un’ interpretazione che diventa cifra stilistica riuscendo agevolmente a tenere insieme i numerosi “cambi di pelle” che Alice ha vissuto durante il suo percorso artistico. 

Ecco che, accanto alle hit, fanno capolino piccole chicche per chi segue la zia Alice da sempre “Bed of Nails”, “Teenage Frankenstein”, “He’s Back (The Man Behind The Mask)” per chi ha amato l’ Alice degli anni ottanta o il graditissimo ritorno in scaletta di “Go To Hell” e “My Stars” per chi più affezionato al cosiddetto periodo classico. 

Menzione speciale per “Fallen in Love”, originariamente incluso all’ interno di Paranormal, inciso assieme a Billy Gibbons (ZZTop). Il brano dal vivo mantiene il suo carattere di bluesaccio shuffle, ma viene impreziosito da una prova magistrale all’ armonica dello stesso Alice. La classe non é certo acqua e subito tornano alla memoria echi di un tempo passato nel quale grandi frontman come Jagger, Van Morrison, Ray Thomas si nutrivano di Sonny Boy Williamson e Little Walter a colazione, pranzo e cena.

Il tempo vola e tra una decapitazione, un ricovero coatto ed una creatura del dott. Frankenstein fuggita dal laboratorio si avvicendano “No More Mr. Nice Guy”, “Poison”, “Under My Wheels” in un crescendo partecipatissimo. Gli intervalli strumentali sono studiati nei minimi particolari, intrattengono fondendo “Devil’s Food” con “Black Widow”, arrivando a citare “Black Juju” prima del solo di Sobel. 

Impossibile lasciarsi senza l’immancabile “School’s Out” nel consueto tripudio di palloncini e coriandoli, con la partecipazione straordinaria di un Monroe che sfoggia il sorriso di un bambino lasciato solo nel negozio di caramelle.

Conclusioni

Serata assolutamente riuscita, pubblico soddisfatto, l’ennesimo spettacolo da incorniciare per chi ha scritto una pagina indelebile nella storia del rock.

Alice Cooper
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Michael Monroe
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Bad Girls Got The Fire, il nuovo video dei Wildroads

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Bad Girls Got The Fire è il nuovo singolo dei toscani Wildroads uscito lo scorso 24 Aprile.

Il brano è estratto dall’album “No Routine Lovers” ed è prossimamente in uscita per Volcano Records & Promotion in versione digitale, su tutte le principali piattaforme di streaming e di acquisto online.

Bad Girls Got The Fire è quindi un brano di inequivocabile matrice hard rock, con sfumature hard ‘n’ heavy e a tratti tendente all’heavy metal.
E’ dunque un energico mix di generi vecchia scuola. Uniti sapientemente e portati avanti con orgoglio da questa giovane band dal forte legame con la tradizione ma dalla mentalità e dall’attitudine decisamente attuali.

Bad Girls Got The Fire è assolutamente In linea con queste premesse. I due assoli di chitarra alla Iron Maiden arrivano proprio nel momento giusto, chiudendo definitivamente il cerchio dopo circa tre minuti di pura energia e sano spirito rock ‘n’ roll.
Non resta che ascoltarli e restare in attesa delle loro prossime release.

Genere: Hard Rock
Artisti simili: Skid Row, Slash, Airbourne

Per maggiori informazioni

www.volcanopromotion.com
www.facebook.com/volcanopromotion
https://www.facebook.com/Wildroads/

Ecco il link per ascoltare Bad Girls Got The Fire

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Mike Campese arriva all’Hard Rock Cafe di Firenze per una speciale “guitar Night”

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Mike Campese è conosciuto come un virtuoso della chitarra, un artista a tutto tondo con competenze in diversi stili musicali, sia in elettrico che in acustico. Autore di lezioni per molte riviste nazionali di chitarra come Guitar World, Guitar One e Guitar Player, Mike scrive anche lezioni per diversi siti online come Guitar9.com, Ibreathemusic, Chops From Hell, Shred Academy, Premier Guitar, The Sound Guitar e molti altri, insegnando inoltre a più di 60 studenti a settimana meritandosi la definizione di miglior insegnante di New York.
Mike ha frequentato uno delle migliori scuole di chitarra al mondo (GIT) ad Hollywood, in California, laureandosi a pieni voti con lode, studia con molti grandi artisti come Paul Gilbert, Scott Henderson, Norman Brown, Stanley Jordan, Keith Wyatt e molti altri.
Mr. Campese soprattutto deve la sua fama al fatto di essere stato membro della Trans-Siberian Orchestra, e per aver ottenuto un disco d’oro con il suo lavoro partecipando al tributo a Jason Becker Cd “Warmth In The Wilderness” con l’etichetta Lion Music in Finlandia, disco che fa anche parte di una pubblicazione internazionale. Mike si esibisce in numerosi spettacoli nazionali come Yngwie Malmsteen in 3 tour, Michael Schenker, The B-52’s, Lou Reed, I membri di Yes and Asia, KC e la band Sunshine, Spin Doctors, Little Steven, Sylvain Sylvain del New York Dolls, Sebastian Bach in 2 tour, Dokken, Kip Winger, Rik Emmett Of Triumph, Lizzy Borden, Vinnie Moore e molti altri ancora.
numerose anche le esibizioni al Cruefest 2 con Motley Crue, Godsmack, Drowning Pool, Theory of a Deadman, Rev Theory e altro ancora. Mike Campese è interprete regolare di “First Night” a Saratoga Springs, New York a New Year’s Eve ed è la prima persona che abbia mai suonato in uno spettacolo pirotecnico a Saratoga.
Mike nella sua lunga carriera ha pubblicato 8 Cd da solista fino ad oggi e si esibisce ancora in live nazionali ed internazionali. Dal Gennaio 2007 al 2014 Mike suona allo show NAMM di Anaheim in California. Quest’anno invece ha suonato con i membri della band di Lady Gaga, Public Enemy e Sting. Il suo 8 ° disco solista “Chameleon” contiene 12 tracce che rappresentano alcune delle migliori composizioni di Mike e molte delle sue versatili doti di scrittura, per le quali è famoso. Già nell’autunno del 2013, Mike si era recato in Italia per fare un tour di clinic di chitarra che ha avuto molto successo. La fama di Mike sta crescendo sempre di più a livello internazionale comparendo persino su radio e TV. Come piccola curiosità infine, possiamo dirvi che la sua musica è stata usata per un film della Lions Gate. Potrete ascoltare questo straordinario artista il 6 Giugno all’Hard Rock Cafe di Firenze a partire dalle ore 22.00
info evento: https://www.facebook.com/events/243871856168558/
www.mikecampese.com

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Intervista ai Turbocoopers, la band Argentina in tour con i Backyard babies

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In vista del tour in Argentina, abbiamo raggiunto con un’intervista i Turbocoopers, la band che avrà l’onore e il piacere di condividere il palco con i rockers svedesi Backyard babies.
1 – Allora ragazzi, prima di tutto piacere di conoscervi. Parlateci meglio della vostra band. Quando vi siete formati e cosa vi ha spinto a mettere su questo interessante progetto?

Sai, ascolto questo genere di musica da sempre. Sono cresciuto con i Kiss, Alice Cooper e i Sex Pistols, poi ho aggiunto un po’ di Hellacopters e Backyard Babies nel mix ed ecco fatto, ahah.
Mi piaceva molto registrare del materiale nel mio “studio portatile”, quindi sono cresciuto con tutte queste influenze e alla fine ho messo insieme la band.

2 – dal materiale in nostro possesso, le vostre influenze sembrano molto chiare: Kiss, Distortion, una spruzzatina di Quireboys quà e là e tanta attitudine in questo senso. Sono questi i vostri riferimenti?

Come già detto prima, i Kiss, Alice, New York Dolls, Ramones, Pistols, Hellacopters, Backyard Babies, Riff,Social, Cheap Trick ci sono tutti nell’insieme.

3 – Parliamo del vostro singolo “Mal Romance” . Un pezzo frizzante e genuino, che rappresenta ottimamente lo spirito della vostra band, da dove nasce questo pezzo? Siete soddisfatti della realizzazione del video?

Si, assolutamente. In realtà siamo molto contenti di come si è evoluto il progetto, avevamo quasi abbandonato questa traccia ma, grazie a Dio, abbiamo deciso di registrarl e realizzare il video .. haha.
Per il testo abbiamo usato quello della canzone classica di una band chiamata Riff (la band di Pappo)

4 – La prima cosa che salta all’orecchio è la scelta di cantare in spagnolo, la vostra lingua madre. Come mai questa scelta? Non pensate che questo vi limiti un pò con il mercato internazionale?

Si e no. Voglio dire, ci sono molte band che cantano nello stesso stile in inglese ovviamente, quindi noi vogliamo creare qualcosa di diverso … Non so se in futuro canteremo in inglese o no … Probabilmente.

5 – Voi venite da una terra molto particolare, l’Argentina. Sappiamo che questa nazione così come tutto il Sud America può contare su moltissimi fan in ambito Rock ‘n’ Roll. Non conosciamo però tantissime bands che sono riuscite ad emergere al di fuori dei contesti locali. Com’è la situazione adesso? Avete qualche bands interessante, a parte la vostra , da farci conoscere?

Beh, è un po ‘complicato ci sono anche tante “cazzate” reggeton ahahah. Ma abbiamo una buona base di rnr fans e ci sono sempre nuove band che escono.Ovviamente ci sono nomi classici come Riff, V8, Gatos Sucios o Viticus e nuove band come noi o Los Burros o She Ra o El Perro diablo. Ma puoi trovare rock and roll tutta la settimana qui di sicuro !!!!

6 – Sappiamo che tra non molto dividerete il palco con una delle R’n’R bands più interessanti degli ultimi 20 anni, i Backyard Babies. Com’è nata questa cosa? Come vi sentite a condividere il palco con una band del genere?

Oh mio Dio, siamo così “grati” ed eccitati per questo spettacolo. Siamo così fortunati a farne parte. Non vediamo l’ora!

7- Parliamo in chiusura del futuro prossimo dei Turbocoopers. Cosa dobbiamo aspettarci dalla band in materia di nuove release? E’ previsto qualcosa entro quest’anno?

Rilasceremo un’edizione limitata in vinile da 7 “appositamente per lo spettacolo dei Backyard babies. Probabilmente pubblicheremo presto un altro video, vogliamo registrare e filmare l’intero spettacolo, vogliamo condividere la nostra esperienza con tutti, ecco quanto siamo felici!

8 – Chiudete l’intervista come meglio credete

Grazie per l’opportunità di condividere la nostra musica con tutti voi … Non vediamo l’ora di esserci e di scatenarci in Italia !!!!! Adoriamo il vostro paese!

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RML FESTIVAL 2018 Contest – Data e Regolamento

Il 13 Aprile 2018 all’Exenzia Der Club di Prato si terrà il contest che andrà a selezionare due band del panorama musicale toscano che entreranno a far parte del Rock my life Festival 2018 che quest’anno si svolgerà in stretta collaborazione con il Rock in Park, presentando per la prima volta il prestigioso marchio nella sua versione Open Air.
Le bands vincitrici del contest potranno condividere la serata con gli Headliners che il 13, 14, 15 Luglio saliranno sul palco del “Parco di Pietra la Cava” di Roselle (Grosseto) situato nel cuore della splendida Maremma.

REGOLAMENTO:

– Potranno iscriversi al contest solo bands provenienti dalla Toscana e con brani originali (non tribute o cover bands) Nel caso di impedimento o di rinuncia da parte delle bands iscritte, saranno estratte a sorte altre bands provenienti dalle altre regioni d’Italia.

– le iscrizioni dovranno pervenire entro e non oltre il 25 Marzo alla nostra casella di posta elettronica info@rockmylife.it, non saranno accettate iscrizioni o proposte pervenute tramite altri canali (pagina fb, messaggio privato….)

– Ogni band dovrà allegare una biografia dettagliata, link a video ufficiali, pagina facebook, sito web, twitter, instagram, press kit e stage plan.

– fra tutte le iscrizioni pervenute, la direzione artistica provvederà ad una preselezione che individuerà otto band che potranno avere accesso al contest del 13 Aprile. Le band selezionate verranno contattate via e-mail.

– ogni band avrà a disposizione 20 minuti, la votazione avverrà tramite l’utilizzo di urne in cui il pubblico inserirà un tagliando per scegliere la band che ritiene più idonea.

– alle band che avranno accesso al contest sarà fornita la scheda tecnica del palco e dell’impianto audio/voce messo a loro disposizione, a carico delle stesse tutti i personal e tutto ciò che non verrà indicato nella dotazione standard del palco. Ogni band dovrà attenersi agli orari forniti per il sound check, l’ordine in cui avverrà l’esibizione verrà estratto a sorte contestualmente allo stesso. Chi non sarà presente al sound check non avrà possibilità di recupero e potrà effetuare solo un live check.

Rock My Life 1st Anniversary – la nostra serata all’insegna della musica

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Finalmente è arrivato il Rock My Life 1st Anniversary e lo abbiamo festeggiato in grande stile al Winner’s Gallery Pub di Follonica (Gr).

L’evento è atteso da diverse settimane ed ha visto alternarsi sul palco i Drive me Dead e i Junkie Dildoz, due super bands che sono con noi fin dall’inizio di quest’avventura. L’atmosfera di festa è già nell’aria, cominciano ad arrivare le prime persone mentre Francesca e Luca spillano dell’ottima birra, i ragazzi stanno giocando al calcio balilla ed ai videogames mentre sul palco tutto sembra pronto per una serata che già si preannuncia calda e movimentata.

E’ la chitarra di Gento ad aprire il live, parte subito come un missile “Dear Dead” dei Drive me Dead cominciando a far battere il piede a tutti i rockers arivati a festeggiare con noi. La serata prosegue trascinandoci in un clima di divertimento e di festa, quello tipico delle serate tra amici, ma un pò più in grande, anzi, molto più grande, perchè il locale si riempie di gente, di musicisti e di persone passate anche solo per bere una birra e mangiare del buon cibo e che poi il ritmo trascinante della musica ha tenuto lì incollate sotto al palco a ballare e a godersi il rock. Oltre ai brani del nuovo album “Who’s the Monster” appena uscito, i Drive me Dead ci regalano anche due bellissime cover, Summer 69 e The Look dei Roxette, ma è su Lemmy’s Gost che i ragazzi si scatenano sulle assi di legno, complice la presenza di un nostro caro amico e sosia di Lemmy affezionato a tutti i nostri Live.

Veloce cambio palco per i Junkie Dildoz mentre l’entusiasmo e l’allegria salgono insieme al livello alcolico, il passaggio da una tennent’s alla spina e uno shottino di jagermaister avviene nel giro di un attimo. Giusto il tempo di continuare a far scatenare un locale gremito con “Loud Town”. E’ un grande ritorno quello dei travolgenti fiorentini in terra di maremma, e non si risparmiano davvero, a loro il palco non basta, perchè “the Screamer” un pezzo o due se li fa in piedi su un tavolo mentre braccia protese in avanti battono le mani a tempo di musica. Avevamo promesso una serata travolgente e così è stato, fino all’ultimo pezzo, “Fuck You We Rock”!

A concludere questa serata già perfetta una big Cake che abbiamo condiviso molto volentieri con tutti voi, insieme al nostro grazie e alla promessa che continueremo sempre a portare la vostra musica sul palco, perchè noi lo sappiamo bene che nella vita in fondo c’è bisogno di rock!!!

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Rock My Life 1st Anniversary

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E’ già passato un’anno dalla nostra uscita sul web, e abbiamo deciso di festeggiare alla grande questa ricorrenza con il “Rock My Life 1st Anniversary”.
A farci compagnia due supergruppi, professionisti di tutto rispetto nel settore.

I Junkie Dildoz, amici ormai dall’inizio di questo percorso. Eclettica e potentissima band fiorentina, che ci ha regalato tante gioie con i loro live pieni di energia. Questa è “Loud Town” cavallo di battaglia, e uno dei nostri pezzi preferiti di questo fantastico gruppo:

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I Drive Me Dead, eccellenti ospiti nel primo giorno del “Rock My Life Festival 2017”. Ci hanno colpito talmente tanto per la loro serietà e professionalità, ma soprattutto perché sono bravi, decisamente bravi. Il 3 febbraio uscirà il loro primo album, “Who’s The Monster?” dal quale è estratto il video “Freak”:

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EVENTO FACEBOOK: https://www.facebook.com/events/1862724963769443/

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Shameless live in concert – intervista ad Alexx Michael per il tour italiano-

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In occasione del loro prossimo evento, ecco qualche domanda ai mitici Shameless per conoscerli un po meglio, buona lettura!

1) Ben trovato Alexx! Prima di tutto vorrei ringraziarti per la possibilità di questa intervista. Mi piacerebbe iniziare parlando del recente passato, partendo quindi dalla vostra ultima release “Filthy 7”. Amo tantissimo questo lavoro e lo considero uno dei migliori capitoli della vostra intera discografia. Un puro concentrato di hard rock/glam farcito di punk n roll scanzonato capace di far balzare dalla sedia chiunque ma anche di conquistare gli animi più intimisti del rock ‘n’ roll grazie a brani melodici come ad esempio “It can’t be bad”. Sei d’accordo con queste mie affermazioni? Sei felice di come critica e fan abbiano accolto questo disco?

Alexx: Grazie mille davvero!! Sono molto contento ti piaccia il nostro nuovo disco!! In verità sono davvero orgoglioso di questo lavoro anche perché cerco sempre di sprigionare il meglio all’interno di ogni mio album. Le mie principali influenze sono sempre state bands come Kiss, Ramones, Sex Pistols o TeenageHead quindi puoi ben capire il mood che si può trovare all’interno del disco. Per quanto riguarda la song da te citata “It can’t be bad” posso solo dirti che è stata scritta in maniera rapida e veloce anche se devo riconoscere che Frank Muriel e Tracii Guns gli hanno donato un tocco davvero speciale.

2) Quando ho inserito nel lettore cd il tuo ultimo disco mi è venuto un mezzo colpo al cuore all’ascolto dell’opening track “How the story goes”. Mamma mia che pezzone che hai ricacciato!! Sei consapevole di aver scritto uno dei pezzi glam metal più belli degli ultimi anni?? Come è nata l’idea di questa song??

Alexx: Grazie mille di nuovo!! L’idea di questa canzone è nata in realtà nel 1992 ma purtroppo non avevo mai avuto l’occasione di terminarla. Un giorno poi BC venne in studio con i cori e riuscimmo finalmente a terminarla. Devo dire che sono molto soddisfatto del risultato finale!

3) Un’altra traccia che ho amato sin da subito è “I don’t wanna know” che vede ospite nientemeno che Phil Lewis dietro il microfono. Penso che questa traccia non sfigurerebbe assolutamente in qualsiasi capolavoro dei Ramones o di qualsiasi altra grand punk band degli anni’70. Da dove hai preso ispirazione per questa traccia? Quanto la presenza di Phil ha influito sul risultato finale di questa song?

Alexx: Come ti dicevo prima le mia ispirazione principale in campo musicale la devo a bands come Kiss e Ramones. Quando ho concepito questa traccia mi sono immaginato di scrivere una song che fosse una via di incontro tra lo stile di Joey Ramone e quello di Ace Freheley. Il testo invece parla di un incontro con una persona speciale, e ricorda, non importa quanta follia ci possa essere negli incontri che noi facciamo ma se uno crede veramente in se stessi ed in quello che fa stai sicuro che tutto sarà davvero possibile!

4) Sono rimasto leggermente sorpreso dalla scelta di far uscire come primo singolo il brano “Get out of my dreams, get into my car” registrato nel 1988 da Billy Ocean. Di solito la maggior parte delle bands amano far uscire come singoli dei propri brani e molto di rado delle covers. Cosa mi dici di questa decisione? State pensando di registrare un altro video per promuovere un ulteriore brano tratto dal vostro ultimo disco?

Alexx: Sinceramente non ho mai amato la versione originale di questa traccia ma invece mi è sempre piaciuto il testo. Così ho pensato che trasformandola nello stile degli Shameless sarebbe potuta diventare una grande song! Frank Muriel ha fatto un lavoro davvero pazzesco su questa traccia e questa cosa mi ha davvero gasato!! Stimo tantissimo Frank sia personalmente che per i suoi lavori con i King of the hill, è davvero un singer di talento e spero davvero ci sia occasione di lavorare con lui anche in futuro!!

5) Come di solito spesso accade sui tuoi lavoro anche “Filthy 7” vede la presenza di diversi ospiti. Dopo tutti questi anni possiamo quasi considerare la tua band come una sorta di vera e propria famiglia allargata. Quanto sono importanti per te valori come amicizia, rispetto ed amore per il rock n roll??

Alexx: Capisco benissimo il concetto e lo appoggio pienamente. Prendi ad esempio Steve Rachelle che è un vero e proprio fratello per me. Passiamo tantissimo tempo a parlare ed abbiamo un rispetto enorme l’uno nei confronti dell’altro. È sempre una grandissima emozione poter condividere le proprie passioni e la propria musica con persone del suo talento stessa cosa vale per tutti gli altri ospiti presenti su questo disco.

6) Avete già realizzato alcuni shows di promozione al vostro ultimo disco? Cosa ci puoi dire invece in merito alle prossime date?? Se non sbaglio sarete a breve anche di scena in Italia molto presto!! Parlaci meglio dei vostri prossimi impegni live!!

Alexx: Certo!! Abbiamo già tenuto degli shows in Aprile ed ora siamo molto carichi per le nuove date che si terranno tra Novembre e Dicembre. Poi se ci sarà occasione ci muoveremo nuovamente in primavera. Eccoti intanto l’elenco dei nostri prossimi impegni live!

Nov 23rd Bluesiana – Velden Austria

Nov 24th Dedolor – Rovellasca (CO) Italy

Nov 25th Rocktown – Pordenone / Italy

Nov 26th Officine Sonore – Vercelli / Italy

Nov 30th Grindhouse – Padova / Italy

Dec 1 Oelfleck – Frauenfeld / Switzerland

Dec 2 Rockfabrik Heat Festival / Germany

7) So bene che hai un rapporto speciale con il nostro Paese. Hai già suonato qui diverse volte e hai in Italia tanti amici e fans. Da dove nasce tutto questo amore nei confronti della nostra terra?

Alexx: Tutti quanti noi della bands amiamo in maniera folle l’Italia! È un posto pieno di luoghi stupendi, il cibo è favoloso e ci sono tanti ottimi live clubs. È davvero un posto bellissimo per suonare rock n roll e difficilmente nel resto d’Europa siamo accolti con tanto calore.

8) Se sei d’accordo mi piacerebbe parlare meglio di alcuni avvenimenti importanti accaduti nella tua trentennale carriera. Il vostro debut album uscì nel 1999 ma la formazione della band è datata 1989. Che tipo di problemi avete avuto durante i vostri primi anni di vita e perché gli Shameless si sciolsero all’epoca dopo così poco tempo?

Alexx: Il progetto Shameless prese vita da quando io avevo 15 anni. Pepsi Tate dei Tigertailz mi suggerì di chiamare in questo modo la band. Per me lui è stato un vero riferimento e supporto soprattutto nei primi anni di vita degli Shameless. La prima formazione sinceramente non era proprio il massimo sotto il profilo tecnico, inoltre il singer fu costretto a lasciarci ben presto in quanto la sua ragazza rimase incinta. Il batterista era invece una persona davvero irresponsabile, scomparse improvvisamente e non l’ho più né visto né sentito nei successivi 25 anni. Sono invece in contatto con il vecchio chitarrista anche se da diversi anni ha smesso di suonare. Ma questo non gli impedisce di essere spesso presente ad i nostri shows tra il pubblico!!

9) Da quanto mi risulta un altro personaggio noto molto importante nella carriera degli Shameless è stato Eric Singer ex batterista tra gli altri dei leggendari Kiss. Quanto ha inciso la sua amicizia nella tua decisione di riformare gli Shameless e come è nata questa splendida amicizia?

Alexx: Ci siamo incontrati la prima volta nel 1992 quando lui era in tour con i Kiss. Siamo diventati sin da subito grandi amici ed è stato davvero molto importante per la mia decisione di tornare in pista con gli Shameless

10) Abbiamo appena citato Eric Singer perciò mi sorge spontanea una domanda a riguardo della sua ex band. So bene che tu sei un grandissimo fan dei Kiss e ti piace collezionare tutto quello che li riguarda come bambole, cestini da pranzo e quant’altro la band abbia mai immesso sul mercato. Quanto loro materiale possiedi? Perché ti piacciono così tanto e da dove nasce questa passione??

Alexx: Senza i Kiss non avrei mai iniziato a suonare e qualsiasi cosa riguardi la mia vita personale è strettamente legata alla passione per questa band. Ho tantissimi dischi, cassette, giocattoli e quant’altro inclusa una chitarra appartenuta a Paul Stanley durante gli anni ‘70

11) Ora è di nuovo arrivato il tempo di tornare a parlare della tua band. Nel 1999 siete tornati alla ribalta registrando il vostro debutto “Backstreet Anthems”. Che tipo di rapporto hai dopo quasi 20 anni con questo disco? Pensi che rappresenti il frutto della tua perseveranza e passione nei confronti del rock n roll?

Alexx: Amo questo disco anche se a posteriori posso dirti che forse alcune cose sarebbero potute essere fatte in maniera diversa. All’epoca lavorammo con Gilby Clarke e tutto questo fu davvero grandioso anche se lui aveva diverse idee in merito ad alcune questioni tecniche perciò penso che l’album sarebbe potuto suonare diversamente se avessimo registrato le parti vocali in maniera diversa.

12) Il vostro successivo album fu “Queen for a day. Sinceramente lo reputo il vostro lavoro migliore molto probabilmente anche perché ci sono cresciuto da ragazzino e con la mia band ai tempi del liceo spesso suonavamo “Nonstop city” durante i nostri live. Sei d’accordo con me nel reputarlo uno dei vostri lavori più riusciti?? Parlaci meglio di questo disco!!

Alexx: Ovviamente sono ancora molto orgoglioso di questo disco anche a distanza di tanti anni. Penso che abbia molte potenziali hit al suo interno e tutto il periodo passato alla lavorazione dell’album è stato davvero uno spasso.

13) Nel 2002 è la volta di “Splashed”. Penso che questo lavoro chiuda una sorta di trilogia legata alla prima rinascita della tua band. La prima cosa che risalta all’occhio in questo disco è la presenza ridotta di ospiti al proprio interno. A cosa è dovuta questa scelta particolare?

Alexx: Portare in studio tante persone nello stesso periodo era diventato sempre più complicato a causa dei molteplici impegni personali perciò decidemmo che quella fosse la strada più giusta da seguire in quel momento. Ho sempre amato collaborare con tanti artisti ma purtroppo questo non è sempre possibile!!

14) Un’altra sorta di trilogia per me inizia col successivo “Famous 4 Madness” del 2007 e termina nel 2013 con la pubblicazione di“Beautiful Disaster”. Quali sono le differenze tra questi lavori? Che ricordi hai legati a quel periodo?

Alexx: “Famous 4 Madness” è un altro lavoro di cui vado particolarmente orgoglioso. Tutto il disco suona in maniera perfetta e ci siamo divertiti molto durante le registrazioni.Beautiful Disaster” è invece un album completamente differente dagli altri, con suoni molto più oscuri e con tematiche molto distanti dai precedenti lavori. Ho conosciuto diverse persone fuori di testa durante quel periodo e i testi del disco ne hanno pesantemente risentito. È stato inoltre il primo album prodotto interamente da me e mi ci sono voluti oltre 5 mesi solo per perfezionare questo aspetto. Un tempo decisamente molto più lungo rispetto agli altri lavori!! Registrammo il disco con Adam Hamilton che oltre ad essere un nostro caro amico è anche uno dei migliori tecnici del suono con cui abbia mai lavorato, infatti la collaborazione è poi proseguita alla grande anche su quest’ultimo “Filthy 7”.

15) Bene Alexx siamo quasi arrivati ai saluti!! È stato davvero un piacere poter parlare con te della band, del vostro ultimo lavoro e di tante curiosità che riguardano il mondo Shameless. Cosa ti aspetti dal prossimo futuro della band e dalla tua vita personale?

Alexx: Ho già incominciato a scrivere del materiale con Anna Monteith. Abbiamo già lavorato insieme per del materiale poi finito sull’ultimo disco e non vediamo l’ora di proseguire con questa collaborazione! Lei viene da un universo musicale distante dal mio ed ha molte influenze diverse rispetto alle mie che stanno rendendo quello che stiamo scrivendo davvero interessante!! Anche lei è una dotata polistrumentista oltre che essere un ottimo ingegnere del suono e questo non può che incidere positivamente sulla fluidità delle nostre composizioni. Pensa che in Nuova Zelanda, suo paese natale, ha lavorato con artisti del calibro di Misfits, Buckcherry, Steel Panther e molti altri mentre attualmente sta cercando di mettere sua una sua nuova band che avrà sede molto probabilmente in Europa. Per quanto riguarda gli Shameless invece spero di rilasciare il prossimo lavoro entro il 2019 e di continuare a suonare dal vivo per gente come me che vive di rock n roll 365 giorni all’anno!! Perciò invitiamo tutti i nostri fans italiani ad accorrere alle nostre prossime date per assistere come sempre ad uno shows elettrizante!!

A cura di Dr Gene

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