Sette euro. Meno di una margherita da asporto. Ogni weekend in Italia c’è un festival che va così.
Quattro, cinque band. Gente che si è pagata la sala prove, il furgone, la benzina. Un fonico che lavora 12 ore. Un locale che ha pagato SIAE, service, sicurezza. All’ingresso ti chiedono 7 euro.
E puntualmente succede la stessa scena:
Post con 200 like, 50 condivisioni, 10 “spaccate tutto” nei commenti e poi la sera 30 persone dentro. Di cui 15 sono le altre band. E il lunedì tutti a scrivere “in Italia non c’è scena”, “non ci sono più locali”, “il rock è morto”. No. Non è morto. Sei morto tu sul divano.
Siamo diventati un pubblico da poltrona. Quello che vuole supportare la scena ma solo se la scena arriva comoda su Instagram, già montata, già con le luci fighe. Quello che mette il cuoricino alla storia del live ma non esce di casa perché “piove”, perché “domani lavoro”, perché “non conosco le band”.
Ma come cazzo fai a conoscere le band se non esci di casa per andarle a sentire?
Ci siamo abituati all’idea che se non ha 100mila ascoltatori su Spotify allora non vale i 7 euro. Abbiamo perso la curiosità, che è l’unica cosa che ha sempre tenuto vivo il rock. Prima andavi a un festival senza conoscere nessuno e tornavi a casa con tre dischi nuovi. Ora se non conosci già la scaletta non ti alzi nemmeno.
E intanto le band continuano a crederci.
Continuano a farsi 300 km con un Caddy scassato per suonare davanti a 30 persone. Continuano a stampare magliette che poi nessuno compra. Non lo fanno per i soldi, perché con 7 euro all’ingresso di soldi non ce ne sono. Lo fanno perché ci credono ancora. E noi li stiamo facendo smettere.
Non è questione di prezzo. È questione di rispetto. Se una birra al pub la paghi 6 euro senza fiatare, non puoi dire che 7 euro per una serata intera di musica live sono troppi. Stai solo dicendo che quella musica per te non vale niente.
La posizione di rock My Life
Rock My Life è qui da 9 anni proprio perché non ha mai avuto peli sulla lingua. E ve lo diciamo: se pensate che 7 euro siano troppi per sostenere 5 band e un locale che rischia, restate pure a casa. Ma poi non lamentatevi che non c’è più niente. Perché il niente lo state creando voi, weekend dopo weekend.
Noi continuiamo ad andare sotto palco. Anche quando siamo in 30. Soprattutto quando siamo in 30. Ora insultateci pure nei commenti. Ma almeno, per una volta, fatelo dopo essere usciti di casa!
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