CULTØ: i melodic death metaller italiani lanciano il video di “Excrete”

CULTØ

CULTØ, i melodic death metaller italiani lanciano oggi il video del singolo “Excrete”. Il brano proviene dal debut album della band, “Of the Sun”, uscito da pochissimo per Time To Kill Records.

“Il malessere spinge, la sofferenza si dimena. Ti senti dilaniare e cerchi di espellere tutto quel dolore. E quando finalmente esce è energia, è luce, è arte… sei tu!”

CULTØ nasce da un’idea del mastermind Dave che in poco tempo riesce a mettere insieme la line-up. I musicisti sono già noti alla scena underground lombarda (Ghostheart Nebula, Vide, Perfidious, etc.). Dopo poco arriva anche un album di nove brani. Lo stile di “Of The Sun” arriva direttamente dal Göteborg sound anni ’90 (In Flames, Dark Tranquillity, etc.). Per sfociare poi su toni musicali più aggressivi e propriamente death metal.

 

Of the Sun


Non si tratta solo di una rappresentazione personale dello stile musicale proposto. Ma un messaggio improntato sul risveglio della coscienza generativa e sulla potenza dell’espressione artistica.

Il concept sviluppato nei testi dei CULTØ si basa sulla presa di coscienza dell’artista e delle sue capacità creative. Immaginato come una stella che, a seguito di un brillamento, diventa un dio creatore e distruttore alla ricerca di sé e dei suoi simili.

 

I CULTØ fondono vari generi e influenze


Spaziando da In Flames a Bloodbath e Septicflesh, filtrando il tutto attraverso un proprio gusto per l’estremismo sonoro. Il risultato finale è un poderoso melodic death metal che unisce vecchia e nuova scuola in un unico sound.

 

Tracklist:

1. Flare
2. Experiment 1
3. Excrete
4. Frost
5. The Desert Of Shadows
6. Void
7. The Ashes Of Annihilation
8. Darkness Leads To Light
9. Fire From Inside.

Digital preorder:
https://bfan.link/of-the-sun

Bandcamp:
https://cultzero.bandcamp.com/releases

Bigcartel:
https://timetokillrecords.bigcartel.com/category/culto

 

Line-up:

Dave – Vocals
Panta – Drums
Ema – Guitars
BT – Bass
John Pino Lisi – Guitars.

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DELUDED BY LESBIANS “Rufus” – Fuori il nuovo singolo del power trio pop punk milanese

DELUDED BY LESBIANS

DELUDED BY LESBIANS, trio power pop punk da Milano, anticipa con un nuovo video l’album in uscita per l’etichetta Bagana B District. Il brano è da ora disponibile su tutte le piattaforme di streaming e digital download ed è distribuito da Pirames International.
Ascolta il singolo qui: https://pirames.lnk.to/Rufus

 

I wish I could spend more time with you,
I wish I could spend more time with you,
Rufus, Franklin Rufus!

 

La formazione meneghina DELUDED BY LESBIANS svela oggi un nuovo brano tra inconfondibile ironia e pop punk. Apripista del nuovo lavoro discografico, quinto full length nella carriera della band, che vanta anche tre EP.

 

“Rufus”

E’ un piccolo haiku moderno in cui si racconta la non troppo veritiera amicizia tra un uomo e il suo animale domestico. Un asino di nome Rufus. Nel suo insolito ruolo di novello animale domestico, il nostro Rufus si scopre essere più intelligente di una scimmia. Frustrato dalla mancanza di pollici opponibili per rispondere alle chiamate telefoniche del suo padrone. In fondo un po’ triste perché il padrone è sempre fuori casa. Una storia di tutti i giorni, insomma…

 

Il sound dei DELUDED non delude: parte con una formula pop punk e riffone apripista per esplodere in un ritornello con melodie vocali più che orecchiabili e un indimenticabile “Rufus I miss you” strappalacrime in coda.


Il videoclip del nuovo singolo è a cura di Gabriele Ruggi e Luis Rossignoli. Le riprese avvengono presso un piccolo allevamento di asini gestito da Gabriele e dalla sua associazione “Felice come un asino” all’interno del Parco del Curone, nel lecchese. La cover artwork è di Ominochecore ed è il ritratto di uno degli asinelli protagonisti del video.

Registrazioni, mix e master presso Blapstudio di Milano da Antonio Polidoro.

 

Deluded By Lesbians:


Lara Brixen (Drums, Vocals)
Federica Knox (Guitar, Bass, Vocals)
Laura O’Clock (Bass, Guitar, Vocals).

 

BIOGRAFIA


Lutti, cambi di formazione e diversi dissidi interni all’interno della band: i Deluded By Lesbians non hanno mai affrontato nulla di tutto questo nei primi 15 anni di carriera. Sempre in trio, sempre Laura, Lara e Federica, fedeli alla formula dell’ignorant party power pop punk. Non hanno mai parlato della caducità dell’essere umano o della difficoltà dei rapporti interpersonali. Ma solo di cibo, animali, gente strana e quel pizzico di sapore in più che solo il glutammato monosodico sa donare alla vita.


Per consacrare la band nell’Olimpo del Rock non sono bastati 3 EP, 4 dischi, aver corrotto band come Nada Surf, Kyle Gass Band, Monotonix ed altri per aprire i loro concerti italiani.  Non sono bastate neanche 2 partecipazioni allo Sziget Festival di Budapest nel 2010 e 2012. Oppure l’Home Festival di Treviso nel 2017, Expo 2015 a Milano, Magnolia Parade 2010, Miami 2011.


Sono passati 15 anni, l’età anagrafica li ha portati a diventare esperti di dispositivi elettromedicali per il mantenimento di un’esistenza dignitosa. Prima che qualcuno stacchi la spina sono riusciti a consegnare ai posteri Umami, il loro quinto disco.

 

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Gli OneRepublic in tour in Italia: i concerti dell’estate 2023

OneRepublic

OneRepublic annunciano quattro date nel nostro Paese il prossimo luglio: uno degli appuntamenti fa parte della lineup del Lucca Summer Festival. Il ritorno sulle scene italiane della band americana è attesissimo da migliaia di fan nel nostro Paese. Il gruppo americano, infatti, ha una fanbase importante anche in Italia, che si è consolidata negli anni e che aspetta con impazienza le esibizioni del gruppo.

L’attesa è quasi terminata

OneRepublic hanno appena annunciato quattro date nel nostro Paese il prossimo luglio all’interno della sessione europea del tour che li terrà impegnati per numerose settimane nel Vecchio Continente. Il primo appuntamento sarà l’11 luglio alla Cavea dell’auditorium Parco della Musica di Roma.

Già il giorno successivo, il gruppo a stelle e strisce si sposterà per un concerto a Napoli, presso l’imponente Arena Flegrea, lo spazio dei grandi eventi della città partenopea. Quindi, il 14 sono attesi a Mantova in piazza Sordello e, infine, non poteva mancare la performance sul palco del Lucca Summer Festival. Uno degli eventi musicali più importanti in Italia negli ultimi anni, dove gli OneRepublic si esibiranno il 16 luglio.

Gli altri concerti degli OneRepublic

Le date italiane fanno parte  di un calendario molto fitto per gli statunitensi, che inizieranno il tour mondiale il prossimo febbraio dall’Asia. L’arrivo in Europa è previsto per metà giugno, quando la band inizierà la sessione nel Vecchio Continente dal Belgio, dopo una pausa di circa 3 mesi tra la fine della parentesi asiatica e l’inizio di quella europea. Il gruppo  parteciperà a quasi tutti i grandi eventi musicali estivi, facendo tappa in Germania, Svizzera e in Austria. Il calendario per il momento sembra completo ma non è escluso che vengano aggiunte nuove date per concerti in Europa nei prossimi mesi, considerando che manca ancora diverso tempo e tutto è in divenire.

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The Bordello Rock ‘n’ Roll Band: “Ufu!” un video tutto da ballare a ritmo di rock ‘n’ roll

The Bordello Rock ‘n’ Roll

Torna la The Bordello Rock ‘n’ Roll Band, dopo una lunga pausa di riassestamento. I suoi storici componenti, Mr. B. Sapphire e Mr. Dreher, hanno avuto modo di dare il benvenuto ai nuovi membri. Si tratta dell chitarrista Mr. Red Wine Bottle e alla bassista Mrs. Weisse. A sancire il ritorno della band punk ‘n’ roll, l’uscita del loro nuovo brano: “Ufu!”.

«Come tutti i nostri brani, anche “Ufu!” è una canzone sfrontata, ironica e sarcastica, con un testo in bilico fra l’italiano e il nostro dialetto: il cusitano». Il brano prende infatti ispirazione da una tipica espressione onomatopeica utilizzata in maniera denigratoria a Licusati, paese di origine di Mr. B. Sapphire e Mr. Dreher.

 

The Bordello Rock ‘n’ Roll commentano


«Fra i tanti neologismi che, per noia o per creatività, nascono all’interno di contesti urbani come il nostro, “Ufu!”. E’ una delle espressioni più peculiari: la si utilizza per ridicolizzare qualcuno, urlandogliela contro.
Particolarità è il fatto che, a questo offesa, c’è una risposta, da utilizzare prontamente per contrattaccare: “Ttè!”. Dato il gioco di botta-e-risposta che si crea, abbiamo pensato che sarebbe stato ottimo utilizzarla in una canzone. Volevamo dar vita a un ritornello che potesse anche coinvolgere il pubblico, durante i live. Un po’ come accade per brani storici del genere come “Money” o “Twist and Shout”».



“Ufu!” si ispira tanto al rock ‘n’ roll anni ‘50

Con i suoi tre accordi standard, lo shuffle e i riff tipici del genere, tanto al punk, per la sua energia, le distorsioni e lo sporco dell’esecuzione.
«Come la maggior parte dei nostri brani, anche “Ufu!” vuole essere una canzone che faccia ballare il pubblico. Come abbiamo voluto sottolineare con il video che la accompagna: per noi la dimensione del ballo, soprattutto dal vivo, è fondamentale».

Il video di “Ufu!” è dedicato alla memoria di Giovanni Cresciullo.  Le riprese avvengono durante la seconda quarantena. E’ il risultato del montaggio di una serie di filmati dove fan della band si sono ripresi ballando, scatenandosi sulla base della canzone.

 

La band continua



«Ci teniamo a ringraziare quanti hanno partecipato all’iniziativa, e cioè: Luciano Tarullo, Le Zebre a Sonagli, Walter Di Bello, Carolina Russo. I ragazzi di Radio Salerno Village, Thalia Mottola, Angelica Grimaldi, Rosangela Ciafrei, Fabiana Gerardo. Luigi Falcione, Maurizio Sarnicola, Martino Adriani, i L.U.C.E., i Plato’s Cave e I Dolori del Giovane Walter.


Inoltre, abbiamo voluto dedicare il video alla memoria di Giovanni Cresciullo. Amico appassionato di musica e gestore di live club che ha sempre creduto nel nostro progetto. I live nella sua Caffetteria della Piazza a Vallo della Lucania restano fra i nostri ricordi più cari».



La cover del singolo, è a cura dell’artista Fulvia Giaccardi

 

Ancora una volta ritrae The Bordello Rock ‘n’ Roll band sotto forma di fumetti. «L’idea di utilizzare degli pseudonimi come nomi e dei fumetti come “immagine” è una delle nostre trovate al limite del nonsense. Come a voler suggerire che le nostre vere identità siano in realtà i personaggi che fanno parte della Bordello, e non viceversa. Mr. B. Sapphire, Mr. Red Wine Bottle, Mrs. Weisse e Mr. Dreher sono reali. Siamo noi, Giuseppe, Massimo, Francesca e Nico, a interpretare un ruolo fittizio, nella vita di tutti i giorni».



“Ufu!” è il terzo singolo pubblicato dalla The Bordello Rock ‘n’ Roll Band


Arriva dopo l’uscita di “Come Fred” e “La dura vita delle rockstar”, e anticipa l’uscita del primo album omonimo della band.
«L’album è praticamente già pronto, ma prima della sua pubblicazione usciremo con un altro singolo ancora, “Tu puru vai ‘a Germania”, canzone che chi ci segue dal vivo già conosce bene. Intanto, venitevela a godere live!!! ROCK ‘N’ ROLL!!!».

“Ufu!” su Spotify
https://open.spotify.com/album/35GbXTXtNF6GGgkIQBR0U9
Multilink “Ufu!”
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Red Hot Chili Peppers confermati il 2 luglio agli i-Days

Red Hot Chili Peppers

I Red Hot Chili Peppers hanno annunciato il tour 2023, a supporto dei due album numero uno nelle classifiche americane usciti nel 2022 Unlimited Love e Return of the Dream Canteen. La tappa italiana del tour è prevista per il 2 luglio 2023 agli I-DAYS, all’Ippodromo SNAI La Maura di Milano.

Dopo la recente nomination ai Grammy per “Black Summer” come Best Rock, la band partirà per un tour di 23 date dal 29 marzo da Vancouver, tra grandi arene e festival in Nord America e in Europa. Il tour 2023 della rockband arriva dopo il loro tour più lungo.  40 date negli stadi che includono show sold out a Londra, Parigi, Los Angeles etc. Artisti come A$AP Rocky, Anderson.Paak, Beck, HAIM si sono uniti alla band in tour nel 2022. Dopo il tour in Nord America ed Europa quest’anno, i Red Hot Chili Peppers continueranno a gennaio 2023 con otto date tra Nuova Zelanda e Australia, con Post Malone.

Return Of The Dream Canteen, il nuovo album dei Red Hot Chili Peppers

Il 2022 si concluderà in modo stellare per i Red Hot Chili Peppers grazie alla doppietta ottenuta con la pubblicazione di Return Of The Dream Canteen a sei mesi di distanza dall’acclamato Unlimited Love. Il disco ha ottenuto la nomina ai Grammy Awards 2023 nella categoria Best Rock Song per il brano Black Summer.

La band californiana ha scritto e registrato Return Of The Dream Canteen durante le stesse sessioni del loro album in studio precedente. I Red Hot Chili Peppers tornavano in studio per la prima volta dopo oltre 10 anni con il chitarrista John Frusciante, rientrato ufficialmente nel gruppo il 16 dicembre 2019 suscitando le reazioni dei fan di tutto il mondo.

Le sessioni in studio

Le sessioni sono capitanate dallo storico produttore Rick Rubin con cui i peperoncini rossi avevano già lavorato per album dal calibro di Blood Sugar Sex Magik (1991). One Hot Minute (1995). Californication (1999) e By The Way (2002). Ed anche dall’ingegnere del suono Ryan Hewitt. Hanno così portato alla registrazione di cinquanta canzoni confermando come la band nonostante gli oltre trent’anni di carriera sia ancora piena di creatività. A tal proposito i Red Hot Chili Peppers hanno affermato:

Il fatto che noi quattro vagassimo in un tempo e in un luogo meno definiti del solito ha portato a più musica. La tenace scrupolosità di John nel trattare ogni brano ci ha aiutato a realizzare più materiale di quanto ne potessimo utilizzare. In un mondo in cui la pubblicazione di un singolo brano è lo standard, noi abbiamo deciso di pubblicare un doppio album. Ci sentiamo bene.

Tippa My Tongue

Il primo singolo estratto dall’ultimo album dei Red Hot Chili Peppers è Tippa My Tongue. Il brano  ha raggiunto la vetta della classifica radio Alternative negli Stati Uniti facendo aumentare il record della band per il maggior numero di #1 nella storia della Billboard’s Alternative Airplay Chart (15). Gli altri singoli estratti sono Eddie, dedicato al chitarrista Eddie van Halen, The Drummer e The Shape I’m Takin’.

Tutte le canzoni del nuovo album Return Of The Dream Canteen

01. Tippa My Toungue
02. Peace And Love
03. Reach Out
04. Eddie
05. Fake As Fu@k.
06. Bella
07. Roulette
08. My Cigarrette
09. Afterlife
10. Shot Me A Smile.
11. Handful
12. The Drummer
13. Bag Of Grins.
14. LA LA LA La La La La La
15. Copperbelly
16. Carry Me Home
17. In The Show.

Biglietti ufficiali a questo link: https://www.ticketmaster.it/artist/red-hot-chili-peppers-biglietti/244

SONOGUGLIELMO ft. XDIEMONDX PRESENTA “TREMO”

Sonoguglielmo

Sonoguglielmo, cantautore classe ’96, pubblica un nuovo singolo dal sound punk-rock: “Tremo”. Il singolo esce in collaborazione con Xdiemondx per produzione e featuring e con Giovanni Cilio per l’incisione della batteria. Questo brano è ricco di energia ed espressività.

“Tremo” vuole esprimere la sensazione di disagio di chi si sente fuori posto: la mancanza di un punto di riferimento, la ricerca della strada giusta senza alcuna mappa a cui affidarsi. Nel pezzo, lo spaesamento provato durante il giorno si trasforma ­- durante la notte ­- in frustrazione, sfogata nei ritornelli.

Il Mixing ed il Mastering sono ad opera di Alessandro Guasconi hanno aiutato l’artista a confezionare il sound desiderato per questa canzone: essa rappresenta infatti un’unione stilistica tra il pop punk di matrice americana e il cantautorato moderno italiano.

Sonoguglielmo, nome d’arte di Guglielmo Fineschi, è un cantautore senese classe ‘96, che prende ispirazione dai suoni del punk-rock e dal cantautorato italiano moderno per la lirica. Si esibisce all’interno di vari gruppi rock e da solista, in esibizioni live a partire dal 2015, fino a pubblicare brani propri a partire dal 2020 firmando con S. Borzi, prima e poi con D. Marchetti nel 2021.  Dal 2022 decide di tornare indipendente per pubblicare i singoli che anticiperanno l’album “Leggero”.
L’ultima uscita è rappresentata dal singolo “Tremo”.

 

ASCOLTA “TREMO”!


Spotify: https://bit.ly/3B5vIUL
YouTube: https://youtu.be/H3vSWID0Yxo
Apple Music: https://bit.ly/3ur47Kg
Deezer: https://bit.ly/3B9bVUL
Amazon Music: https://bit.ly/3H914Og

 

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I The Cult risplendono al sole di mezzanotte

I The Cult risplendono

I The Cult risplendono al sole di mezzanotte in questo “Under The Midnight Sun”. Duffy ed Astbury ci regalano un nuovo disco. Il titolo è ispirato al ricordo di un concerto della band quando in Finlandia suonarono in concomitanza del fenomeno astronomico.

Il disco

Questo gradito ritorno arriva a sei anni dall’ ultimo “Hidden City“. Il lavoro è stato prodotto da Tom Dagelty (Pixies, Rammstein, Ghost, Damned, Killing Joke etc.) Alla sezione ritmica troviamo Ian Matthews batterista dei Kasabian e Charlie Jones al basso (Robert Plant, Goldfrapp e persino Laura Pausini). Il disco ha preso forma ai Rockfield Studios casa di alcuni dei più brillanti capolavori della storia della musica.

I Cult onirici, ispirati, dilatatissimi e quasi desertici mettono assieme un disco veramente notevole in cui tutto è familiare e stupisce allo stesso tempo. Sette brani si dipanano in circa trentacinque minuti. Il passato è proiettato nel presente con uno sguardo rivolto al futuro. Le atmosfere sognanti ed inebrianti di “Love” rivivono nei solchi di questo disco.

Un onda, un vibe, un groove che sembra sempre pronto ad ipnotizzarci, stordirci e sedurci. Burroughs, Gysin, esoterismo, buddismo danzano nel cerchio magico disegnato dalla band inglese. Un disco intimo che al contempo avvolge tutto quello che ha intorno. I ripetuti ascolti svelano, man mano, sempre nuove sfaccettature dei brani.

Le indiscutibili capacità del gruppo risplendono nei sapienti arrangiamenti che non lasciano nulla al caso. Il build up emozionale dell’ intero lavoro è assolutamente degno di nota. L’ arte di creare atmosfere rimane sicuramente un asso nella manica della band di Bradford, giocato come sempre con grande classe e raffinatezza.

Conclusioni

I The Cult risplendono al sole di mezzanotte mentre bruciano nella più purificatrice delle pire. Un disco che ci attraversa discreto per muovere le nostre corde più nascoste.

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MY TIN APPLE: TRA LE PAGINE DEL TIN ROCK – Lo show Unplugged alla libreria Alice di Firenze

MY TIN APPLE

MY TIN APPLE sono quattro vite completamente diverse, provenienti da percorsi musicali diversi, unite da un forte legame personale e artistico definito “Tin Rock”, un termine concesso dalla critica alla band in seguito alla pubblicazione dei tre album usciti fino ad oggi. Il loro lavoro riflette la continua ricerca di una personalità stilistica.

Il 30 Dicembre la band sarà ospite della Libreria Alice (Via De’ Pucci 4 – Firenze). Passeremo un’ora insieme con un’esclusivo show acustico in cui sarà possibile ascoltare alcuni dei brani della loro carriera artistica. Un’occasione per scambiarsi gli auguri per il nuovo anno in musica.

Durante l’evento sarà possibile anche acquistare il merch dei My Tin Apple. Inoltre, la redazione Rock My Life durante la serata racconterà la storia della band con le sue “Interviste Unplugged”.

Magia e fantasia sono necessarie per evadere dallo stress che ci inghiotte in un vortice talmente veloce da sottrarre alla nostra mente la capacità di sognare. C’è bisogno di colore, di trucco, di costume e di viaggiare lontano. Questo è il pensiero MY TIN APPLE.

Se anche voi siete appassionati del genere fantasy, di libri e di storie incantate, questa è sicuramente un’occasione da non perdere. INGRESSO LIBERO.

MY TIN APPLE SONO:

Gianluca Gabriele, voce
Simone Di Muro, chitarra e cori
Massimiliano Ciani, basso, piano e sinth
Francesco Vannini, batteria.

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Libreria Alice

Ad Alice ti puoi perdere tra le stanze della libreria indipendente, scoprire nuovi libri e autori, dalle micro alle medie case editrici. Puoi sederti in poltrona per leggere un libro o una rivista, studiare [o fare finta di studiare] nell’aula magna, giocare a scacchi oppure infilarti le cuffie per ascoltare un podcast o un audiolibro.

Alice è una libreria E un centro culturale. Realizziamo tantissimi eventi, tra presentazioni e talk, ospitiamo associazioni e organizzazioni culturali, realizziamo collaborazioni. Sei abbastanza intrepidə da partecipare al Book o Audio Club di Alice? Ci incontriamo una volta al mese, tieni d’occhio gli eventi! Ad Alice non c’è tessera ne iscrizione, vieni a trovarci!

Visita il sito: https://www.alicestoryteller.it/

I Sator sfornano un doppio album pazzesco

I Sator sfornano un

I Sator sfornano un doppio album “Return Of The Barbie-Q-Killers”, il nuovo lavoro degli scandinavi vi farà impazzire. La band svedese che da metà anni ottanta rappresenta una delle punte di diamante del rock scandinavo è tornata.

Prima di Hives, Hellacopters, Backyard Babies, Hardcore Superstar i Sator già incendiavano la Svezia. Oggi presentano ventiquattro nuovi brani rinfrescanti come una bibita ghiacciata, inarrestabili come un bulldozer, un vero piacere per le orecchie.

Il disco

Nel 1994 usciva “Barbie-Q-Killers” collezione di cover punk, powerpop, rock’n’roll sconosciute ai più, rivitalizzate e spesso meglio delle originali. Oggi succede di nuovo, a più di venticinque anni di distanza, arriva il volume due.

La voglia di divertirsi e di divertire è assolutamente contagiosa. I brani sono brevi e ficcanti, spesso ricercatissimi, spaziano dalla Darby Crash Band alle Go-Go’s, dai Pointed Sticks ai Redd Kross. La  canzone subisce il trattamento Sator: RamonesAC/DC, ABBA, hardcore, country, garage e follia quanto basta. Incredibile come  quasi sempre la cover superi l’originale. Shimmy Shake dei Devo e Brown Eyed Son di Katrina And The Waves, entrambi scelti come singoli, ne sono esempi lampanti.

Kent Norberg , Chips Kiesbye Heikki Kiviaho dividono il microfono alternandosi alla voce principale. La produzione di Chips (Hellacopters, Backyard Babies, Millecolin) è impeccabile come al solito. I brani scorrono senza il minimo intoppo nonostante i cambi repentini di mood.

Kent e Chips da anni sono in forza anche ai The Boys. La premessa era necessaria perché Casino Steel che canta gli Zero Boys non s sente tutti i giorni. Il brano in questione è I’m Bored e troviamo Björn e Joakim  dei The Nomads, divertentissima. Martin Hansson, batterista per The Boys e Backstreet Girls, rispolvera Häll dei suoi Långvård. Nel mucchio ci scappa una ottima Backstage Pass sempre dal catalogo The Boys firmata Honest John Plain.

Trova posto persino I Need Action originariamente firmata dagli italianissimi Waalt Diisneey Production di Pordenone. Ma quello alla voce sarà mica Jesper Binzer dei D.A.D.? Varrebbe spendere due parole su ogni singolo brano ma sono veramente troppi. Se vi potesse interessare io ho riscoperto Slam dall’ omonimo disco dei 999 disco che avevo dimenticato di avere. Infine mi sono innamorato di Young Lords e Bureaucrats di cui ora desidero qualsiasi cosa esistente.

Conclusioni

I Sator sfornano un doppio album e io non vedo già l’ora che ne esca uno nuovo.

La tracklist

  1. Get Out Of My Way
    Originariamente incisa – Blitzkrieg Bop
  2. Shimmy Shake
    Originariamente incisa – Devo
  3. Brown Eyed Son
    Originariamente incisa– Katrina And The Waves
  4. Pumps, Purse And A Pillbox Hat
    Originariamente incisa – Redd Kross
  5. Out Of Time
    Originariamente incisa – Darby Crash Band
  6. Mental Case
    Originariamente incisa – Non Compos Mentis
  7. Häll
    Originariamente incisa– Långvård
  8. Rocket And A Rose
    Originariamente incisa – Swingers Resort
  9. Do The Fast
    Originariamente incisa – The Undertones
  10. (I Need) Action
    Originariamente incisa – Waalt Diisneey Production
  11. You Don’t Seem Real
    Originariamente incisa – Bollocks 
  12. If I Can’t Have What I Want, I Don’t Want Anything
    Originariamente incisa – Screamers
  13. Vicious Circle
    Originariamente incisa – Go-Go’s
  14. Backstage Pass
    Originariamente incisa – The Boys 
  15. I’m Bored
    Originariamente incisa – Zero Boys
  16. How Could You?
    Originariamente incisa – The Pointed Sticks
  17. Go Away Girl
    Originariamente incisa – The Last
  18. Gå Til Gud
    Originariamente incisa – White Flag
  19. Dog Eat World
    Originariamente incisa – The Normals 
  20. In With The Crowd
    Originariamente incisa – Metros
  21. Supply And Demand
    Originariamente incisa – The Bureaucrats
  22. Big Burden
    Originariamente incisa – The Young Lords
  23. Slam
    Originariamente incisa – 999
  24. 3 Chord Rock
    Originariamente incisa – Unnatural Axe

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A casa Black Halos l’ oscurità raddoppia

a casa Black Halos

A casa Black Halos l’ oscurità raddoppia con “How The Darkness Doubled“. La band canadese rientra in gioco dopo quasi quindici anni di silenzio.

Rich Jones si è finalmente ritrovato con Billy Hopeless e Jay Millette. Quasi subito quello che in tanti ci auguravamo è successo. Si sono riuniti i Black Halos. Molto presto una manciata di singoli ed ep si sono trasformati in un album.

Il disco

Ricapitoliamo: abbiamo tre terzi della band originale, mentre Danni Action e John Kerns recitano il ruolo della proverbiale carne fresca. Ci sono undici nuovi brani ed una cover, la band suona in forma e la produzione funziona. Dave Draper (The Wildhearts, The Professionals) sa decisamente il fatto suo e riesce a far suonare il punk dei Black Halos veramente rock and roll.

History of Violence ci lascia uno squisito retrogusto di “We Have Come For Your Children“. Tenement Kids è il primo singolo dell’ album, Michael Monroe incontra i DGeneration, il risultato è notevole. Uncommonwealth non sfigurerebbe assolutamente nella discografia dei D.O.A. Forget Me Knot potrebbe essere un sentito tributo al recentemente scomparso Sylvain Sylvain, un brano che sembra scritto da lui in persona.

Better Days è il secondo singolo del disco e stavolta gli Halos cucinano Monroe con la loro salsa e servono in tavola. You Can’t Take Back The Night vi farà scendere una lacrima lungo le guance esattamente come succedeva ai tempi di No Tomorrow Girls. Even Hell Is Looking Down è ancora farina degli Halos e che piacere risentirli. All My Friends Are Like Drugs suona come un pezzo rimasto inedito dai giorni solisti di Stiv Bators.

Ready To Snap è una cover dei Wanderers di Bators e Parsons, duettata per l’occasione proprio col già citato Monroe, una scelta d’autore. Frankie Come Home continua a picchiarmi in testa con quel suo “ So leave on the light”La malinconicissima Ain’t No Good Time To Say Goodbye mi ha ricordato da vicino certe cose del migliore Sonny Vincent. Chiude il disco A Positive Note ed è il momento di liberare tutte le energie rimaste in un crescendo punk rock.

Conclusioni

Le abituali coordinate che incoronavano i canadesi come i Dead Boys della nuova ondata rock di fine millennio non sono cambiate. Complessivamente l’intenzione rock and roll che li accomunava a band come Supersuckers, Yo-Yo’s, Backyard Babies è ancora presente. Il vibe dei pezzi invece suona spesso inedito, più solare, forse un pelo meno arrabbiato ma squisitamente melodico.

Le collaborazioni di Rich con MonroeGingerLoyalties, Dogs D’Amour e tutti gl’ altri hanno arricchito ulteriormente la proposta degli Halos. Billy Hopeless e la sua voce di pura carta vetrata si cimenta in aperture ancora più melodiche del solito. Gli intelligentissimi botta e risposta tra cori e voce principale del passato lasciano campo libero a Billy che canta tutto d’un fiato. Go Billy Go!

A casa Black Halos l’ oscurità raddoppia con la passione che il quintetto ha sempre messo in ogni sua uscita. Incrociamo le dita e speriamo di vederli presto dal vivo.

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Gli Enuff Z’Nuff pubblicano “Finer Than Sin”

Gli Enuff Z'Nuff pubblicano

Gli Enuff Z’Nuff pubblicano “Finer Than Sin“. Chip Z’Nuff da alle stampe questo nuovo capitolo della sua discografia. Oggi ci propone il terzo episodio che lo vede impegnato al basso ed alla voce principale.

Il disco

Il bassista assieme a Tory Stoffregen e Tony Fennell alle chitarre e Dan Hill alla batteria da sfogo alla sua vena creativa. Come sempre l’ amore per BeatlesCheap Trick trasuda da ogni singolo solco del disco. Infatti non mancano orchestrazioni in pieno stile “Dream Police”. Ugualmente non manca l’ aura orientale figlia di “Revolver“, “Sgt. Pepper“, “Magical Mystery Tour” e White Album.

Questo nuovo corso della band ci ha abituato ad un suono più vizioso e a tratti oscuro. Composizioni che presentano le consuete aperture melodiche con un piglio inebriato, quasi fossero intorpidite da una dose massiccia di oppioidi. Inutile nascondersi dietro un dito, la mancanza di Donnie Vie si sente. Il frontman originale e coautore  di tutti i classici della band aleggia in ogni singola composizione dei brani del nuovo corso.

Ricapitolando Catastrophe è il singolo scelto per presentare il lavoro e suona dannatamente Enuff Z’Nuff. In modo analogo Lost And Out Of Control ci riporta alla mente la band ai suoi esordi, più energica ed uptempo. Intoxicated è l’ immancabile ballad. Hurricane ci ricorda perché questa band sia amata da tanti che non hanno mai apprezzato la loro scena di riferimento. Un brano scritto egregiamente, una vera e propria piccola suite. Le capacità di scrittura di Chip sono indubbie. D’ altra parte il bassista da anni sembra ripetere formule confortevoli, senza quello spunto in più che lo hanno sempre contraddistinto.

Conclusioni

Gli Enuff Z’Nuff pubblicano “Finer Than Sin” ed è sempre un piacere ritrovarli. Concludendo nella speranza che i due fondatori della band si ritrovino al più presto godetevi questo nuovo lavoro.

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Perfectly Imperfect ecco Chip Z’Nuff

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Video

Catastrophe
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Arrivano i Tuk Smith & The Restless Hearts.

Arrivano i Tuk Smith

Arrivano i Tuk Smith & The Restless Hearts con “Ballad Of A Misspent Youth” l’attesissimo debut album. Tuk Smith ormai da due decadi non manca di farsi notare ad ogni suo nuovo progetto. Dopo Heart AttacksPoison Arrows e Biters siamo giunti al momento della prova solista.

Ampiamente anticipato da ep, singoli, video e chi più ne ha più ne metta, ritardato dalla pandemia, il disco finalmente é uscito il mese scorso.

Il disco

Cheap Trick, Thin Lizzy, Tom Petty, Mott The Hoople, AC\DC sono tutte influenze palpabili nella proposta del frontman di Atlanta. I brani scorrono senza intoppi, sono curati in parti ed arrangiamenti, il tutto prodotto egregiamente. Ci sono tutti i presupposti perché io ami questo disco alla follia.

Invece, sfortunatamente, il risultato mi suona come la versione edulcorata di quello che dovrebbe essere. Manca qualcosa. Tutto sembra opportunamente “frenato”. Un hard rock ad uso di un grande pubblico generalista che non lo ama particolarmente, ma che potrà comunque riconoscerlo in questo lavoro.

Per carità nulla di male, i dischi si fanno perché siano venduti ed ascoltati il più possibile. Se Tuk pensa che annacquare la propria proposta, di gruppo in gruppo sempre di più, sia la risposta vincente fa benissimo a seguire la sua strada. Personalmente credo che questo disco, dopo qualche ascolto, finirà nella mia libreria a prendere polvere.

Ho apprezzato la title track che ha un che dei Primal Scream quando decidono di essere più Stones degli Stones. Stesso discorso per lo shuffle alla Don’t Believe A Word dei Thin Lizzy di Girls On The East Side Of Town. Mi ha veramente incantato il neo glam di Everybody Loves You When You’re Dead quasi una nuova Sparkle Star dei Bubble. Quando Shadow On The Street chiama in causa direttamente i Candy di Jonathan Daniel non posso che sorridere gigione. Potrei continuare così per tutto il disco, perciò sicuramente sono impressionato positivamente dallo sforzo dello zio Tuk.

Conclusioni

Arrivano i Tuk Smith & The Restless Hearts ed il disco è ampiamente sopra alla media di tutto quello che esce ultimamente. La materia trattata é a me carissima, ovviamente sono iper sensibile a riguardo e più difficile da convincere. Sono sicuro che appena questo bravissimo artista tornerà ad affondare l’acceleratore fino in fondo, come ha spesso fatto in precedenza, riconquisterà anche il mio cuore di vecchio brontolone.

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