Dalla Frankenstrat alla collaborazione con Kramer e le EVH
(di Riccardo Addis)
Eddie van Halen (Lodewijk van Halen), un nome che ancora oggi è in grado di far emozionare i fan della musica rock dai veterani del genere sino ai neofiti della nuova generazione. Da molti considerato uno dei migliori se non il migliore chitarrista della storia. Noto per il suo talento incommensurabile e le innovazioni introdotte nel mondo del rock, Eddie van Halen è famoso anche per le sue leggendarie chitarre.
Queste, sono diventate quasi un’estensione del suo corpo, tanto che si dice fosse raro vederlo senza la sua fidata sei corde. In questo articolo andremo a vedere alcune delle chitarre che hanno accompagnato la leggenda dell’omonimo gruppo nel corso della sua carriera.
La Frankenstrat
Come non iniziare con la più iconica delle chitarre di Eddie, la Frankenstrat, di nome e di fatto. Un progetto, un esperimento che rispecchia a pieno il carattere di Eddie volto alla costante ricerca dell’innovazione del suono ma anche nelle sue sei corde.
La Frankenstrat (comunemente chiamata Frankie) nasce nel 1974, prima della firma del contratto con la Warner Bros. Fu un progetto che raggiunse la sua forma finale solo nel 1977. Solo successivamente apparve sulla copertina dell’album di debutto dei Van Halen (1978) nella sua veste bianca con strisce nere. Infine, nel 1979 nei suoi colori più noti: rosso e strisce bianche/nere, per evitare imitazioni.
Dal punto di vista tecnico la Frankenstrat di Van Halen rappresenta un vero e proprio capolavoro volto non solo a realizzare il miglior strumento possibile ma anche a contenere i costi. Il corpo di frassino e il manico in legno di acero, sono entrambe componenti di seconda scelta acquistati da Wayne Charvel. Rappresentano l’anima della chitarra, il legno fu scavato da Eddie stesso per ospitare un Humbucker Gibson PAF preso da una ES-335. Inclinato in modo tale da accomodare le corde Fender.
Alcune chicche sono sicuramente il finto pickup single coil al manico con funzione puramente estetica per riempire lo spazio vuoto nel legno, così come il selettore a 5 posizioni avvitato nel legno ma totalmente scollegato. Altro dettaglio interessante e la presunta manopola Tone della
Frankenstrat. Si tratta però di una semplice manopola del volume a cui Eddie
decise di attaccare l’adesivo Tone per scherzo. Da ultimi ma non per ultimi, arrivano anche i famosi catarifrangenti attaccati sul retro della chitarra.
La Charvel “Bumblebee”
La chitarra appare per la prima volta nel 1979 nella copertina di Van Halen II (Secondo album
dei Van Halen). La Bumblebee è sicuramente una chitarra molto particolare. Deve il nome al suo singolare colore che sembra ricordare quello di un Bombo.
Ma nonostante il suo aspetto sicuramente affascinante a Eddie van Halen non piacque particolarmente a causa del suo sound quasi deludente. Eddie stesso la definì “una chitarra bellissima, ma senza l’anima della Frankenstrat.” Infatti la utilizzò soltanto nel tour del 1979 per poi “mandarla in pensione” e ritornare alla sua Frankenstrat rossa.
Interessante però è la storia di questa chitarra che si lega allo storico chitarrista dei Pantera Dimebag
Darrell. Da grande fan del genio di Eddie e della sua band, gli chiese di averne una replica. Inizialmente si rifiutò ma nel 2004 a seguito dell’omicidio sul palco dello storico chitarrista dei Pantera, Eddie decise di esaudire il desiderio di Dimebag Darrell. Si presentò infatti al funerale proprio con la sua Bumblebee originale del 1979 sepolta con il chitarrista. Successivamente Eddie disse alla compagna di Dimebag: “Un originale merita l’originale.”
La Kramer 5150 e le EVH
Se la Frankenstrat fu la chitarra delle origini la Kramer 5150 segnò l’epoca della maturità musicale e del successo globale. Nasce dalla collaborazione tra Eddie Van Halen e lo storico marchio Kramer. Nel 1983 la Kramer produce la 5150. Si tratta di una chitarra non di serie assemblata personalmente da Eddie basata su una Kramer Pacer.
Realizzata in legno di pioppo con un manico in acero a pezzo unico e la classica paletta a becco d’anatra. L’ispirazione arrivò dalla Ibanez Destroyer, una delle sue prime chitarre. Si trattava inoltre di una chitarra incredibilmente minimalista. Eddie chiese solo lo stretto necessario optando dunque per un singolo humbucker (un Seymour Duncan JB modificato).
“5150” è il nome dello studio di registrazione privato di Eddie Van Halen (costruito nel 1983) e il titolo dell’album del 1986, ispirato al codice della polizia californiana per il trattamento sanitario obbligatorio di persone con disturbi mentali.
Il settimo album in studio dei Van Halen infatti, fu interamente registrato con la kramer 5150. Infine, troviamo le chitarre della linea EVH gears. Frutto di una collaborazione tra Eddie e Fender cominciata nel 2007. Fender porta al pubblico non solo repliche delle leggendarie chitarre di Eddie
van Halen, con esclusive serie relic, ma anche le Wolfgang. Strumenti signature realizzate in onore del figlio Wolfgang van Halen.
Queste sono alcune delle chitarre che hanno contribuito assieme al suo talento naturale e spirito innovativo a rendere Edward Lodewijk van Halen uno dei più grandi chitarristi della storia che ancora oggi, a seguito della sua tragica scomparsa nel 2020, continua a ispirare giovani generazioni di musicisti, chitarre così diventate dei veri cimeli della storia del rock.