Il tour dei Giuda finisce a parco Tittoni

Il tour dei Giuda

Il tour dei Giuda finisce a parco Tittoni. La band romana, dopo oltre un mese “on the road”, porta a compimento un’altra tournée nella stupenda cornice di Villa Tittoni a Desio.

La storia

I Giuda nascono circa quindici anni fa dalle ceneri degli indimenticati ed indimenticabili Taxi. Questi ultimi, da subito, riusciranno ad affermarsi come nome di rilievo in un certo underground italiano. La band si muoverà per oltre una decade tra suggestioni kbd, punk rock e garage rock. Ovviamente nel gruppo era già evidente una propensione verso sonorità settantiane di derivazione rock and roll. La scelta di coverizzare, nel debut Like A Dog, “Rabies Is A Killer ” degli Agony Bag ne era un chiaro indizio.

In seguito questa predilezione irromperà prepotentemente nella proposta del progetto Giuda. Infatti il glam rock, soprattutto nella sua variante inglese più glitter/junkshop e in quella aussie, troverà asilo nel sound della band. Un suono elettrizzante, cocktail di Slade, Sweet, GlitterQuo e un mare di minori come Hector, Jook, Shakespeare, Hush, Angels fino ai recenti richiami ai fratelli La Bionda. Questo li imporrà immediatamente come porta bandiera di un revival globale del bovver rock.

La band raccoglierà l’interesse di punk, skin, rockers, fino alle curve calcistiche. In questo modo, da tre lustri ad oggi, i Giuda sono una solidissima realtà che questa sera vedremo all’ opera per l’ennesima volta.

Il concerto

Una volta calato il sole il colpo d’occhio che offre Villa Tittoni ed il suo fantastico parco è davvero suggestivo. Il concerto è aperto dai The Nuv. Il combo brianzolo propone un rock desertico a tratti psichedelico che rivisita in chiave moderna tutti i temi del genere. Il connubbio funziona ed il pubblico sembra gradire l’opening act.

In men che non si dica salgono i romani. Il gruppo, in forma smagliante, propone una scaletta che poco si discosta dal recente live Live At Punk Rock Raduno. Il pubblico partecipa appassionato, canta quelli che ormai sono classici di una scena underground che comincia a non sembrare più così tanto sommersa. Nessuna pausa, i brani si susseguono senza sosta, lo show è rodato perfettamente, i suoni sono quelli giusti per coinvolgere tutti i presenti. I ragazzi sul palco spendono fino all’ ultima energia nonostante il mese di tour sulle spalle. Si balla, si canta e si sorride in una afosissima notte brianzola. Sotto il palco tanti volti conosciuti, ma anche tante facce mai viste a rimarcare la trasversalità di questo gruppo.

L’ora e un quarto passa senza neanche accorgersene ed è già tempo di bis. Il pubblico madido di sudore ma contento è totalmente appagato da un’ ottima performance che ci ricorda come le eccellenze italiane passino senza ombra di dubbio anche dalla musica.

Spero di incontrarvi tutti molto presto sotto il palco dei Giuda, ci vediamo lì.

Giuda

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Bandcamp: https://giuda.bandcamp.com
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Revolutionary Boy é l’ultimo disco di Mono con gli F.F.D.

Revolutionary Boy é l'ultimo

Revolutionary Boy é l’ultimo disco di Mono con gli F.F.D. Alessio Cattabiani, in arte Mono, è venuto a mancare l’ottobre scorso. Mono è stato un cantante, un dj, un promoter, un discografico che sin dagli anni novanta si è impegnato per fare la differenza nell’ underground italiano.

Nato e vissuto a Parma fonda gli F.F.D., acronimo di Four Flying Dicks, nel 1992. Sempre in bilico tra Oi!, punk rock, pop punk e ska la band vedrà avvicendarsi musicisti diversi rimanendo comunque rilevante ed amata. Gli F.F.D. assieme a Derozer, Punkreas, Los Fastidios e tanti altri segneranno una stagione del punk italiano.

L’ amicizia che mi ha legato a Mono rende difficilissimo scrivere queste righe senza cedere alla commozione. Una persona capace di spendersi senza indugio per gli altri senza aspettarsi nulla in cambio. Un vero originale, spesso profondo, ma sempre pronto a fare festa sopra e sotto al palco. Un uomo a cui non si riusciva a non volere bene. Sentirlo vivo e in forma smagliante, nei solchi di questo disco, mette il sorriso sulle labbra e stringe il cuore.

Il disco

Il disco è dunque il lascito del Mono ed è totalmente Mono dalla testa ai piedi. La band: Borto (basso), Joe (batteria), Ciffo (chitarra) e Arcu (chitarra) si distingue per l’ottima chimica che filtra da subito attraverso le casse dello stereo. Lo stile è quello che chi ama gli F.F.D. conosce bene. Uno stile affinato in anni di esperienza. Un cocktail carico di anfibi, scooter, punk, coscienza politica, ma anche tantissima spensieratezza.

I richiami a Cock Sparrer, Clash, Sham69 ma anche a Nabat e Klasse Kriminale impreziosiscono il sound del gruppo. Contemporaneamente si succedono ospiti d’ eccezione quali Il Gigio, Seby Derozer, Lucaintegrity, Alieno & The Souls che contribuiscono ad animare brani subito riconoscibili. Fuori su Kob Records il disco esce nel giorno del compleanno del Mono per festeggiare, inoltre, il trentesimo anno di attività degli F.F.D. e contiene tutti gli elementi per cui la band è sempre stata apprezzata. Il sound, centrato ed efficace come sempre, si sposa con composizioni energiche ed orecchiabili che sembrano nate con la vocazione del sing along.

Un saluto che arriva troppo presto ma che vi scalderà il cuore. Dodici tracce su cui costruire tanti nuovi stupendi ricordi.
“Ciao Mono at voi bein!”

F.F.D.

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Towers Of London ricominciamo?

Towers Of London ricominciamo

Towers Of London ricominciamo? Dopo un numero importante di false partenze Yet To Be è il nuovo tentativo degli inglesi di rilanciare la propria carriera.

Il riassunto

Quindici anni fa la band dei fratelli Tourette sembrava sul tetto mondo. Ibrido vincente tra Guns’n’Roses e Sex Pistols avevano partorito un’ opera prima, Blood Sweat & Towers, che li aveva incoronati la band che avrebbe salvato il rock. Certamente erano ridicolizzati dalla critica, ma amatissimi dal pubblico. Capaci di sollevare controversie, reali o presunte, con un fare maleducato da veri cattivi ragazzi. Nonostante corrispondessero all’ identikit delle future rockstar si sarebbero spenti in un fuoco di paglia in tempo per il secondo disco. Infatti, nel 2008, Fizzy Pop aveva aggiunto alla ricetta una buona dose di indie anglosassone e anche se non terribile, comunque non era all’ altezza delle aspettative.

Da questo momento cominciava una gran confusione. Seguire i passi della band sarebbe diventato complicatissimo. Tra singoli pubblicati e ritirati, tour annunciati e mai suonati, documentari finiti nel cassetto, l’ interesse per la band sarebbe presto svanito. Peccato perché, anche nel marasma che è stata la loro carriera dal 2009 ad oggi, ogni tanto era possibile intravedere cose anche molto gradevoli. Così se singoli come “Send In The Roses” sembravano un ritorno ai fasti passati, con maturazione compositiva annessa, subito brani come “Shot In The Dark” ci restituivano la band in salsa Coldplay.

L’ E.P.

Finito questo doveroso punto della situazione com’é questo nuovo E.P.? Sinceramente senza infamia e senza lode. I brani si muovono tra tutte queste differenti coordinate raccolte negli anni. Il lavoro suona come una specie di patch work nel quale manca un elemento che amalgami il tutto. Credo che l’elemento in questione sia la convinzione del gruppo. La band sembra divisa tra il desiderio, nemmeno troppo celato, di finire in classifica e una marcata vocazione punk.

“Jump” altalena tra accenti alla Clash di fine carriera e i Gorillaz. “Get Yourself Out Of Here” sguinzaglia tutto l’ Iggy Pop nel dna del gruppo. “Free Your Love” sfoggia un riff di matrice hard rock sul quale viene innestato uno svolgimento alternative americano primissimi anni novanta. “Push It The Same Way” con il suo incedere ricorda da vicino i Devo per poi esplodere in momenti isterici che ricordano l’ Axl di Chinese Democracy. Chiude “Amazing” una ballad dal retro gusto indie pop che riporta alla mente i momenti più commerciali degli Ark.

Conclusioni

Ancora una volta è possibile scorgere molto potenziale in questa band che, però, troppo spesso rimane inespresso. Uscito nell’ indifferenza generale questo EP non cambierà sicuramente le carte in tavola né per i Towers Of London né per i loro fan. Che il prestigioso contratto firmato col management di Alan McGee (The Jesus and Mary Chain, Primal Scream, Oasis, The Libertines) li possa rimettere sulla mappa? Oppure contribuirà ulteriormente a farceli dimenticare? Chi vivrà vedrà!

Towers Of London

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Ziggy Fest Punk Rock Weekend! Nuovi infuocati annunci nella line up

Ziggy Fest

Dopo aver sganciato una prima serie di nomi di spessore, lo Ziggy Fest Punk Rock Weekend alza la posta in gioco. Lo fa con una serie di nuovi ospiti che si vanno ad aggiungere all’evento romagnolo di fine agosto.

Vanno infatti ad aggiungersi all’evento Banda Bassotti, Lumpen, Le Iene e Amos and The Ruers. Questi nuovi ospiti saranno in cartellone insieme ai già annunciati Discharge, The Oppressed, Bull Brigade, Klasse Kriminale, Nabat. E inoltre, Discomostro, Guerra, 99 Posse, Talco, Persiana Jones, Klaxon, Raw Power, Tizio, Heartfall, Boogie Spiders.

Le band saranno distribuite sul weekend del 26 e 27 Agosto e l’evento si terrà presso la bellisima e unica location di Palazzo San Giacomo a Russi (Ravenna).

Ma Ziggy Fest Punk Rock Weekend ha anche altri assi nella manica che verranno svelati a breve. Nel frattempo è caldamente consigliata la prevendita, che può essere per un giorno singolo o per entrambi i giorni. Tutte le prevendite ufficiali sono disponibili su DIY Ticket a questi link:

ABBONAMENTO: https://www.diyticket.it/events/Musica/A643/abbonamento-punk-rock-weekend

DAY 1: https://www.diyticket.it/events/musica/8321/punk-rock-weekend-ziggyfest-day-1

DAY 2: https://www.diyticket.it/events/Musica/8322/punk-rock-weekend-ziggyfest-day-2

I biglietti hanno un costo di 30 euro al giorno, mentre l’abbonamento per l’intero festival (2 giorni) è di 50 euro.

Link evento Facebook:
https://fb.me/e/1xBb8028H

(altre info in questo articolo)

Ziggy Fest Punk Rock Weekend

Apertura cancelli ore 15:30, inizio Concerti ore 16:30.

Per l’evento Palazzo San Giacomo vedrà anche l’allestimento di:
*  Ristoro
* Chill
* Bimbi.

Segui l’evento attraverso gli spazi ufficiali:

Instagram: https://www.instagram.com/ziggyfest_punkrock/
facebook: https://www.facebook.com/ZiggyFest-Punk-Rock-Weekend-108025401935214

Gli Stinking Polecats tornano in grande stile

Gli Stinking Polecats tornano

Gli Stinking Polecats tornano in grande stile a diciassette anni dall’ ultimo “Broken”. Il nuovo attesissimo disco omonimo contiene dieci tracce fresche di studio.

Per chi non sapesse di chi sto parlando i Polecats nascono nel piacentino alla fine dello scorso millennio. I ragazzi si fanno le ossa in quella che oggi chiameremmo la scena Ramonescore italiana: Manges, Peawees, Retarded ecc. Punk rock con un fortissimo debito d’ ispirazione nei confronti del catalogo Lookout! Records, Queers e Screeching Weasel su tutti.

Tutte le band coinvolte in questa scena, dopo i primi passi mossi seguendo la rotta tracciata dai cugini d’oltreoceano, proseguiranno trovando la loro strada. In sintesi si evolveranno in qualcosa di assolutamente personale. Gli Stinking Polecats sfortunatamente dopo appena tre dischi, una manciata di split ed E.P. si scioglieranno nel rammarico dei loro estimatori. Chris e Mitch negli anni a venire si terranno attivi, assieme prima, da soli dopo, con Tough e Mitch & The Teekays continuando a produrre materiale di prima qualità.

Il disco

Il disco è stato preceduto da un ottimo extended contenente tre brani cantati rispettivamente da Chris, Mitch e Simone in piena tradizione Polecats. Infatti spartire i brani tra i componenti del gruppo e le stupende armonie vocali create assieme sono sempre stati tratti distintivi della band. Le “puzzole” inanellano dieci nuovi classici da cantare a squarciagola. “Attilio”, “Space Trip”, “Lost In Naples”, “Is This Real” non c’è un singolo filler nel disco, il livello di scrittura è sempre altissimo.

La band vive di un sound proprio ed irripetibile anche quando traspaiono riferimenti alla produzione di Dan Vapid, Huntingtongs indietro fino ai Descendents. Il piglio del gruppo ormai trascende i confini del Ramonescore duro e puro svelando una forte attitudine rock’n’roll. A volte sembra che all’ equazione sia stata sapientemente mescolata la “pacca” di Social Distortion, Supersuckers o addirittura di Wildhearts e derivati (chi ha detto Yo-Yo’s?!?)

I brani sono registrati e suonano in maniera eccellente. Mitch, per quanto mi riguarda, ha ancora una delle più belle voci uscite dallo stivale. Chris è sempre il duro della Curva Nord con il cuore di panna e assieme a Davide picchiano come fabbri. Intanto Simone ci fa ancora emozionare esattamente come ai tempi di “Song For Your Boyfriend”.

Conclusioni

Siamo alla vigilia del Punk Rock Raduno e i piacentini si riuniranno questo sabato per dividere il palco coi Chixdiggit! Fossi in voi non perderei assolutamente l’opportunità di godermeli dal vivo.

Stinking Polecats

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L’addio degli UK Subs si intitola “Reverse Engineering”

l'addio degli UK Subs

L’addio degli UK Subs si intitola “Reverse Engineering”. Charlie Harper e soci, dopo quasi cinquant’anni, entrano in studio per l’ultima volta.

Attivi dal 1976 la band si congeda dal suo pubblico, ma decisamente non all’ insegna di uno stanco revival. Energetico, ruvido e senza compromessi la band, in questo lavoro, conserva le sue classiche peculiarità calandole perfettamente in un contesto musicale odierno.

Il disco vede Harper accompagnato da Alvin Gibbs al basso, Jamie Oliver alla batteria e Steve Straughan alla chitarra, una delle formazioni più longeve a cui i Subs ci hanno abituato.

Nel dettaglio

L’accelleratore sempre schiacciato a fine corsa non lascia respiro. Scorrono sul piatto alcune delle migliori composizioni ascoltate dai Subs negli ultimi anni. “Sensei” e “Political Alamo” sono un dittico d’apertura dirompente. “C60 Audio”, “Hoist The Sail” e “The Night Holds The Key” vivono di quel sound urbano che trasmette tutta l’ alienazione della vita moderna. Immaginario sonico che in ogni modo, da sempre, è un vero e proprio cavallo di battaglia del gruppo.

Naturalmente c’é spazio anche per il sarcasmo di “Kill Me” e le sue aperture melodiche, mentre gli intrecci di “Statements” tornano a farci galoppare alla massima velocità. “Bad Acid” è sicuramente il mio brano preferito, gli Stooges, passione di Gibbs, rivisti in salsa Subs, il tutto accompagnato da abbondante humor inglese.

Charlie cede il microfono ad Alvin per “Slavery” e “Vision And Sounds”. Dovuto riconoscimento a chi, nell’ immaginario collettivo, è sicuramente l’altra faccia dei Subs e parte fondamentale del sound del gruppo. Il risultato inaspettato assomiglia a un duetto tra Dave Vanian e i Subs. Il disco si conclude con “Godot”, l’attesa di un futuro idilliaco auspicato che, come suggerisce il titolo, non sembra essere mai giunto.

Assolutamente un’ uscita di scena ad altissimi livelli, un disco magistralmente composto, suonato ed inciso, Pat Collier al banco mixer. Un nuovo classico firmato UK Subs, l’ultimo.

UK SUBS

Website: http://www.uksubstimeandmatter.net
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Michael Monroe uccide l’estate dell’amore

Michael Monroe uccide l’estate dell’ amore

Michael Monroe uccide l’estate dell’ amore e lo fa a colpi di chitarre elettriche. Decima uscita solista per Matti Antero Kristian Fagerholm storico frontman dei prime mover Hanoi Rocks.

Dal 2011, messa in pensione la reunion con Andy McCoy, Michael si è lanciato in una nuova fase della propria carriera solista. Prima novità rispetto al passato è la continuità della band che segue Monroe, oggi: Yaffa, Conte, Jones e Rockfist. Seconda è che la scrittura dei brani, non necessariamente in maniera corale, coinvolge sempre direttamente i membri del gruppo.

Se questo aspetto ha cementato il feeling musicale, traducendosi in un vero e proprio marchio di fabbrica, la formula comincia a perdere il suo mordente. I “Monroes” rimangono sicuramente una delle band più rodate e spettacolari dal vivo. Detto questo “I Live Too Fast To Die Young” gioca un po’ troppo in difesa per tradurre la magia anche in studio. 

Nove brani su undici sono firmati da Rich Jones. Vero e proprio veterano, i più attenti potrebbero ricordarlo anche nei Black Halos, negli Amen, nei Dogs D’Amour, in Sorry & The Sinatras, nei Loyalties etc. I suoi brani, confezionati su misura per il biondissimo finlandese, rivisitano tutti i temi cari alla band. Temi già presentati ampiamente durante questo nuovo corso: la nostalgia per tempi e luoghi del rock ormai andati, il self empowerment duro e puro, un filo di malinconia per la perdita di qualche caro durante il cammino.

Ugualmente le coordinate musicali restano note: il glam rock anni settanta più energico, l’onnipresente Bators, sopratutto della sua fase Lords, il punk inglese. Fino a qui tutto benissimo, semplicemente comincia ad essere una formula leggermente abusata dalla band. Probabilmente già sfruttata meglio in alcuni degli episodi precedenti.

Monroe rimane il padre, padrino e padrone di un certo tipo di underground e su questo non ci piove, mentre aspettiamo un disco più ispirato torniamo a gustarcelo dal vivo.

Alice Cooper e Michael Monroe di scena all’Alcatraz

http://www.rockmylife.it/2022/07/01/alice-cooper-e-michael-monroe/

Michael Monroe

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Nuovo lavoro per Amos & the Ruers

Nuovo Lavoro per Amos & The Ruers

Nuovo lavoro per Amos & the Ruers, “Resta il Rock’n’Roll”. Nove tracce ed un brano strumentale completano l’ultimo disco del combo brianzolo. Disco che profuma tanto di primo Vasco e di primo Bennato, quanto di Heartbreakers e Cramps.

Lo spirito D.I.Y. che pervade tutta l’ uscita é sicuramente alla base del forte carattere che percepiamo fin da subito. La passione che converge in questo progetto fa sì che il “Do It Yourself“ di cui sopra non sia mai sinonimo di “amatoriale”, ma piuttosto di “realizzato autonomamente” al fine di trovare le formule più originali e personali per esprimersi.

Un sound sempre sincero, col sorriso sulle labbra, che se fantastica di “New Mexico” o “Oklahoma” lo fa per licenza poetica e non per desiderio di impressionare. Un sound che rivela il suo lato romantico e guascone in “Come Ti Va “ e in “Nessun Confine”, dove, all’ alchimia già citata, si aggiunge una lacrima di Dogs D’Amour e di Herman Brood.   

La scelta dell’ italiano come lingua principale utilizzata nelle composizioni non penalizza minimamente il risultato, anzi ne diventa valore aggiunto contestualizzando ulteriormente quello che sentiamo. Ascoltando questo “Resta il Rock’n’Roll” spesso sembra di intuire echi, nemmeno troppo lontani, di spaghetti western, del Bozzetto di “Vip” e “West And Soda”, di Francesco Nuti e della vita notturna che gli piaceva raccontare.

Trovo che, attraverso tutti questi elementi, questo cambio di panorama, il disco faccia pieno centro proponendo in modo personalissimo una formula spesso inflazionata. Ovviamente deviare da percorsi assodati non sempre risulta gradito a tutti i palati, ma é lo “scotto da pagare” quando si interagisce con chi é cosciente della propria identità ed ha scelto come trasmetterla.

Amos & The Ruers
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Bandcamp: https://amosandtheruers.bandcamp.com/
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Nabat e Klasse Kriminale, la nostra intervista

Nabat e Klasse Kriminale

Dal 16 giugno è disponibile in cinquecento copie numerate a mano “TNT”, sette pollici fuori su Ammonia Records e Tufo Rock Records, collaborazione tra due pilastri dell’ Oi! italiano quali Nabat e Klasse Kriminale.

Sul lato a i Nabat incidono “Lunatici Romantici” dei Klasse Kriminale, mentre i Klasse Kriminale rendono il favore scegliendo “Nabat” dei Nabat. Sul lato b le band duettano riproponendo “Rock’n’Roll Preacher” degli Slade in un infuocato adattamento italiano che ne mantiene il ritornello in lingua originale.

Il comunicato stampa introduce questa uscita raccontando di come il progetto sia nato a seguito della serata suonata assieme il 19 gennaio 2019 al Vecchio Son di Bologna. Mi è capitato recentemente di vedere queste due band condividere il palco, la magia è sempre palpabile, la risposta del pubblico assolutamente calorosa ed entusiasta.

Diventa totalmente comprensibile e doverosa un’ uscita che sancisca questa stupenda amicizia e completa sinergia. Siamo andati a fare una chiacchierata con le due band alla scoperta della loro storia e di questa nuova release.

Ciao ragazzi, grazie mille di aver accettato di dedicarci un po’ del vostro tempo. Vorrei cominciare chiedendovi se potete raccontarci come nasce la vostra amicizia? Dove vi siete conosciuti? Quali sono state le reciproche impressioni?

Marco: ho conosciuto Steno tramite Tiziano Ansaldi, nostro amico in comune, al primo raduno Oi!
nel 1982. In seguito andammo a casa di Steno, dove notai la custodia di un basso, un baracchino
CB e la fascia NAZI PUNKS FUCK OFF regalata con il singolo dei Dead Kennedys, il nostro viaggio era
iniziato.

Nonostante proveniate da due realtà molto diverse come Bologna e Savona, malgrado abbiate cominciato i rispettivi discorsi in due momenti storici vicini ma completamente differenti, come pensate sia possibile che le vostre sensibilità siano così in sintonia?

Steno: in realtà siamo entrambi figli dello stesso periodo, abbiamo in comune la stessa radice.
Come ha detto prima Marco, Tiziano Ansaldi era un grande amico di entrambi, un grande
appassionato di musica ed era poco più grande di noi: i suoi “insegnamenti” hanno formato
entrambi.

Qual’è stato il processo nella scelta dei rispettivi brani da coverizzare? Com’è stato calarsi nei panni musicali l’uno dell’altro? Avete trovato qualche differenza sostanziale rispetto ad incidere una cover di qualcuno con cui non c’è un legame del tipo che vi unisce?

Marco: “NABAT” è un brano a cui sono molto legato e viene da UN ALTRO GIORNO DI GLORIA, che
è il disco che ha definito lo street punk in Italia. Abbiamo testato la cover dal vivo in una data in cui
suonavamo insieme e abbiamo chiamato Steno sul palco a cantare con noi, la cosa ha funzionato e
quindi abbiamo deciso di registrarla. I Nabat sono una band dal suono incredibilmente solido e
“quadrato” e noi abbiamo fatto la nostra versione.

Steno: “LUNATICI ROMANTICI” ci è stata suggerita da Felice, nostro amico in comune. Il brano è
atipico se pensiamo alla musica dei Klasse Kriminale, ci esaltava il ritornello e la struttura del
brano. Il fatto che fosse un pezzo che già conoscevamo bene ha reso tutto più semplice.

Potete spiegare, ai meno avvezzi all’ambiente skinhead, la ragione di duettare il brano di una band come gli Slade che nell’ immaginario collettivo spesso resta legata ad un contesto esclusivamente glam rock?

Steno: gli Slade sono uno dei gruppi che noi consideriamo “proto-Oi!”. Anche loro agli inizi erano
skinhead e hanno sempre avuto un seguito molto importante tra i ragazzi per questo ci è
sembrato normale fare un tributo a questa band che noi stimiamo molto.

Entrambe le band affondano le proprie radici in un sound totalizzante che, spessissimo, non si limita a determinare un mero sottofondo musicale alla propria quotidianità, ma si impone dettando lo stile di vita di chi abbraccia la scelta di suonare Oi! Cosa ha significato per voi questa scelta? Come avete incontrato questa musica?

Steno: proprio con gruppi come gli Slade, Sweet, Angelic Upstarts e Sham 69 abbiamo capito ciò
che volevamo fare. Personalmente sono molto legato agli Sham e al loro brano IF THE KIDS ARE
UNITED che ha tracciato il solco per molti di noi.

Marco: Si! gli Sham 69 sono l’essenza di tutto questo. Noi eravamo li quando questa musica stava
passando, ci ha come investito, ci ha dato energia, ha incanalato la nostra rabbia, ci ha fatto
crescere, ci ha dato speranza, ci ha dato una via, ci ha fatto incontrare.

Rispetto a quando avete cominciato i vostri percorsi, cosa pensate sia cambiato e cosa sia rimasto uguale nei giovani che si avvicinano al mondo skin?

Steno e Marco: come allora, anche adesso chi si avvicina a questo mondo lo fa per un senso di
appartenenza, o semplicemente perché non si ritrova nella musica mainstream di oggi.
Generalmente sono ragazzi molto bene informati che conoscono la storia di questa sottocultura.
Sicuramente noi non avevamo la disponibilità di informazioni dei ragazzi di oggi e quindi era un
tutto un po’ più misterioso e quindi affascinante.

Entrambi siete sempre stati attivissimi non solo musicalmente, ma anche come promotori dei più svariati progetti: fanzine, etichette, associazioni, spazi di aggregazione, recupero e riscoperta di “voci” spesso ignorate dalla maggior parte delle persone. Ad oggi qual’è il vostro punto di vista nei confronti della partecipazione verso questo tipo di discorso? Riscontrate ancora un forte entusiasmo nei confronti di certi temi? Trovate che ci sia un ricambio generazionale?

Steno: da tanti anni gestisco un centro musicale underground, il Vecchio Son, che ha al suo interno
diverse attività fra cui la scuola di musica dedicata al nostro caro amico Angelo Conti, il chitarrista
della Banda Bassotti che è venuto a mancare di recente. La scuola di musica, in cui insegnano
anche Marco chitarrista dei Nabat e JJ batterista dei Klasse Kriminale, raccoglie allievi di tutte le
età: è già da qualche anno che siamo testimoni di un ricambio generazionale importante.

Marco: anche se il Punk e certe cose hanno perso il suo valore dirompente qualcosa mantiene
sempre i ragazzi in movimento, sono stato molto colpito a Genova dall’Adescite Fest! e
dall’iniziativa “Oi! Fatti Un Ambulanza”.

Vi lascio con un ringraziamento personale per tutti questi anni di impegno costante al fine di mantenere vivi spazi e realtà di cui tutti possiamo ancora usufruire, supporti sui quali possiamo documentarci, uno spirito e una coscienza che apre gli occhi ancora a tanti ogni giorno. Vi chiedo se avete voglia di concludere condividendo con noi un ricordo, chi era per voi Tiziano Ansaldi e perché tenerne viva la memoria è tanto importante per chi ha scelto la musica come mezzo d’espressione nel nostro paese?

Steno: con Tiziano Ansaldi sono stati anni fantastici e sono tanti i ricordi legati a lui… Non potrò
mai dimenticare la sua espressione soddisfatta dopo il concerto dei Black Flag a Milano nel 1983.

Grazie mille ragazzi ci vediamo sotto al palco, nel frattempo continuate a seguire Klasse Kriminale e Nabat qui:

Klasse Kriminale
Spotify: https://open.spotify.com/artist/4vHvTif4JA3AQLVEQCuuDa
Instagram: https://www.instagram.com/klassekriminale/?hl=it
Facebook: https://www.facebook.com/klassekriminale
YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCYZOuHF2nr2zipP_PxcRPhg

Nabat
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Youtube: https://www.youtube.com/channel/UCNSdbfjGIonRwpOul5vyjgg
Website: https://nabat.it

ZiggyFest PunkRockWeekend: annunciati i primi nomi del festival

Ziggy Fest

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Fuori i primi nomi dello Ziggy Fest Punk Rock Weekend! Il neonato festival che si terrà a Russi (Ravenna) il 26 e 27 Agosto svela le proprie carte per la due giorni di musica. L’evento vedrà portare sul palco per la sua prima edizione nomi del panorama punk e rock italiano ed internazionale di rilievo.

L’organizzazione precisa che “non mancheranno sorprese”. Cosa che, in aggiunta ai nomi di spessore già in cartellone, fa prevedere un evento musicale da non perdere assolutamente.

Ziggy Fest 26 Agosto:

Discharge.
The Oppressed.
Bull Brigade.
Klasse Kriminale.
Nabat.
Discomostro.
Guerra.
+ TBA

Ziggy Fest Sabato 27 Agosto, il festival ospiterà:

99 Posse.
Talco.
Persiana Jones.
Klaxon.
Raw Power.
Iene.
Tizio.
Heartfall.
Boogie Spiders.
+ TBA

Il tutto nella fantastica cornice di Palazzo San Giacomo a Russi (Ravenna), che per l’evento vedrà anche l’allestimento di: Area Ristoro, Area Chill e Area Bimbi. Il costo del biglietto è di 30 euro al giorno, mentre l’abbonamento per l’intero festival è di 50 euro. Le prevendite sono acquistabili su DIY Ticket a questi link:

ABBONAMENTO: https://www.diyticket.it/events/Musica/A643/abbonamento-punk-rock-weekend
DAY 1: https://www.diyticket.it/events/musica/8321/punk-rock-weekend-ziggyfest-day-1
DAY 2: https://www.diyticket.it/events/Musica/8322/punk-rock-weekend-ziggyfest-day-2

Link evento Facebook:

https://fb.me/e/1xBb8028H

Apertura cancelli ore 15:30, inizio Concerti ore 16:30

Nell’attesa che gli ultimi nomi vengano annunciati, consigliamo caldamente di accaparrarsi la prevendita per quello che si preannuncia essere uno degli appuntamenti estivi da non perdere.

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Marky Ramone, due imperdibili concerti in Italia con Lester Greenowski

Marky Ramone

Marky Ramone in concerto in Italia per due nuove date.

Se pensiamo ad un gruppo che ha segnato per sempre la storia del punk rock, dobbiamo citare senza dubbio i Ramones. Per questo motivo gli eventi da non perdere sono quelli del 26 Maggioa Castelnuovo Rangone (Modena) e del 3 Giugno al Bunker di Torino.

Il protagonista della serata sarà infattiMarky Ramone, storico batterista del gruppo che terrà due concerti nel nostro paese. L’ occasione è doppiamente speciale perchè a condividere il palco con Marky troveremoLester Greenowskiche, per celebrare i suoi 20 anni di attività, riunirà la formazione “classica” di Lester And The Landslide Ladies.

Ecco come Greenowski commenta l’evento attraverso i suoi spazi social:

“Quest’anno a Maggio compio quarant’anni, gli ultimi venti dei quali spesi dietro ad un microfono. Per spegnere le candeline ho ricevuto un regalo stupendo, la possibilità di condividere il palco con una delle ragioni per cui sono quello che sono.

Per l’occasione dettata dalla concomitanza delle due cifre tonde con me ci saranno le persone con cui sono cresciuto musicalmente. Quelle che mi hanno più supportato e sopportato in tutti questi anni. Come i Ramones, una band di fratelli. Poco importa se figli di genitori diversi.

A 10 anni esatti dallo scioglimento di Lester And The Landslide Ladies nel 2012, ci ritroveremo per riportare sul palco il meglio di quello che siamo stati assieme. Non avete scuse per mancare”.

Marky Ramone, opening Lester Greenowski

26 Maggio – piazza Giovanni XXIII – Castelnuovo Rangone
A partire dalle ore 21:00
Ingresso gratuito.

 

03 Giugno – Bunker – Via Paganini 0/200  Torino
A partire dalle ore 21:00
Ingresso 15 euro.

Lester scrive canzoni e sale sul palco da metà degli anni novanta. Ha suonato più di mille concerti in giro per l’ Europa, ha registrato oltre una dozzina di album e non ha alcuna intenzione di smettere.

Ugualmente influenzato dal punk rock newyorkese degli anni settanta (Ramones, Heartbreakers, Dictators) che dall’ hard rock dello stesso decennio (AC/DC, Kiss, Cheap Trick) ha unito le sue due passioni per creare un sound assolutamente personale.

Accanto alla sua band solista è stato componente di The Crybabys (Regno Unito), Honest John Plain (Regno Unito) e Brandy Row (Regno Unito) insieme a membri ed ex membri di Ian Hunter, The Boys, UK Subs, Vibrators, Capt. Sensible, Nikki Sudden, Dogs D’Amour, Lurkers ecc.

Negli anni ha condiviso il palco con Offspring, Backyard Babies, Michael Monroe, Richie Ramone, Faster Pussycat, L.A. Guns, Vibrators, The Dickies, Dictators, Slaughter And The Dogs, Supersuckers, Dogs D’Amour, Enuff Z’Nuff, The Boys, Cockney Rejects, Paul Collins Beat, Bruce Kulick, John Corabi e tanti, tanti, tantissimi altri.

Quest’ anno festeggia i suoi primi 20 anni da frontman, durante i quali non ha mai smesso di registrare o di andare in tournée. Apprezzato da critica e nicchia rimane una presenza costante nell’ underground europeo, solida conferma per chi già lo conosce, interessante  scoperta per chi lo incontra per la prima volta.

Segui Lester Greenowski attraverso gli spazi ufficiali:

Snakecharmer, Disponibile il nuovo album dei punk rockers The Brokendolls

Snakecharmer

In un mondo di band punk rock che ripetono gli stessi vecchi cliché, The Brokendolls osano essere diversi. Il loro nuovo lavoro “Snakecharmer” è qui per testimoniarlo!!

L’album è disponibile da oggi 29 Aprile, su tutte le piattaforme digitali e di streaming online e in copia fisica.

Snakecharmer mescola riff pesanti, voci hardcore e hook orecchiabili. E’ un frenetico otto volante musicale di 26 minuti alimentato dai ritmi fragorosi del loro nuovo batterista. Segna inoltre un enorme passo avanti rispetto a quanto prodotto precedentemente dalla band.

Ecco cosa dichiara David Lee Ross, frontman dei Brokendolls:

Amiamo profondamente la scena punk rock / action rock scandinava della fine degli anni ’90”, ma volevamo amalgamarla con le nostre influenze personali che spaziano dal rock and roll al metal classico. Ovviamente non stiamo reinventando la ruota qui, ma penso che suoniamo, nel bene e nel male, come nessun’altra band sulla scena.

L’album è stato scritto poco prima della pandemia e registrato durante quel famigerato lungo periodo di distanziamento sociale. Quindi, mentre la parte principale delle tracce era già stata scritta, molte nuove idee e arrangiamenti sono state definite poi durante il lockdown con uno scambio di e-mail tra Casey e Nino.

Un modo insolito, ma produttivo di arrangiare canzoni. A differenza degli incantatori di serpenti della vita reale, questo album non è stato creato per attirare le persone con il classico gusto per il rock n’ roll standard e prevedibile.

Volevamo scrivere di cose che viviamo e sentiamo davvero. Nei nostri testi non c’è spazio per ragazze sexy, macchine americane o balli con il diavolo. Ho deciso di parlare delle mie esperienze personali e delle cose che amiamo.

David Lee Ross.

Ascolta Snakecharmer Qui:

https://open.spotify.com/album/7twV1NI2z1eP8gjj9uhXxR?si=pEFj5OmLT0O4iYQ-LfJu2w

Tracklist

1. Snakecharmer
2. No Return
3. I Am Right
4. The Only Casey
5. Death On The Road
6. Teaching The Teachers
7. Weer All Crazee Now
8. You Will Always Walk Alone
9. I Love Myself For Hating You.

Credits Album

Snakecharmer – Luxnoise Records and Tornado Ride Records.

Testi: David Lee Ross tranne “Weer All Crezee Now” di IlMetius

Musica: Casey tranne “You Will Alwais Walk Alone di Nino / No Returns di Casey e Lester Greenowski / Weer All Crezee Now di Casey e IlMetius.

Registrato ai “Casa Strana Studio” (Rovigo) da Bruno Altieri e La Distilleria (Bassano) da Maurizio “Icio” Baggio.
Mix e Master a cura di Maurizio “Icio” Baggio presso La Distilleria.

Artwork: a cura di Error Design (Barcellona – Spain).

The Brokendolls sono:

David Lee Ross : Vocals
Nino: Guitars
Giordy: Bass
Casey: Guitars
So: Drums.

The Brokendolls, Furious punkrockers from Italy!!!

Amplificatori tirati a 11, tatuaggi, alcool e un attitudine Punk Rock. Se incontrate un gruppo di amici con queste caratteristiche, con ogni probabilità si tratta dei The Brokendolls. La loro storia comincia nel 2007 quando una cassa di birra ed una bottiglia di Whisky trasformano David Lee Ross nel frontman della band.

E’ con l’arrivo di Casey (ex Thee S.T.P.) nel 2013 e di So (ex As I Conceit) nel 2017 che i cinque capiscano di avere quella carica esplosiva ed incontenibile che li trasforma in animali da palcoscenico live dopo live.

C’è un unico problema, una volta saliti sul palco nessuno riesce a trattenerli! Dopo il primo album d’esordio “No Ice in My Drink” i Brokendolls sono stati costantemente in giro per l’Italia e in Europa. I loro show sono sempre più coinvolgenti e spettacolari. La loro amicizia diventa più forte ed il palco diventa la loro seconda casa.

L’energia inarrestabile dei Brokendolls lascia il segno anche in concerti al fianco di Backyard Babies. Hardcore Superstar, Valient Thorr, Peter Pan Speedrock, Nashville Pussy etc.

La passione per questo stile di vita e la voglia di non smettere mai di suonare, portano la band di nuovo in studio. Così, ciò che hanno da dire si trasforma in altri due Lp (Two Fiftynine e Wolves Among Sheep) e nell’ Ep Carillon Infernale.

Il Rock’n’Roll continua a scorrere nelle vene e sulla pelle dei Brokendolls ed il loro sound è sempre nuovo ed in continua evoluzione. E’ questo che troveremo nel nuovo disco “Snakecharmer”, un mix perfetto di heavy riff e attitudine punk rock.

Segui la band attraverso gli spazi social:

www.thebrokendolls.com
www.instagram.com/the_brokendolls
www.facebook.com/thefuriousbrokendolls