new era

Vecchio contro nuovo, vintage contro moderno. Negli ultimi tempi stiamo riscoprendo quanto, a livello stilistico, siano in molti a riproporre i vecchi stilemi del passato.

Altri cercano invece di sperimentare quanto più possibile, proponendo sonorità mischiate tra di loro per dare vita a qualcosa di alternativo.

Magari non sempre con risultati positivi ma, mantenendo la mente aperta, lo sforzo è certamente da apprezzare.

Poi certo, qualcuno potrà storcere il naso ascoltando i Falling In Reverse ad esempio, un esempio di crossover multi-genere nel vero senso della parola.

C’è appunto chi esce al giorno d’oggi con generi musicali moderni e al passo con i tempi.

Con suoni studiati e iper ricercati, produzioni che pesano tanto al chilo, batterie triggerate e chi più ne ha più ne metta.

Ma c’è anche chi se ne sbatte dell’anno di produzione scritto su una copertina e mette sul mercato prodotti assimilabili ad altri tempi, dando sfogo solo ed esclusivamente ai propri gusti.

L’attuale epoca musicale, forse ora più che mai, sembra un profondo calderone dove dentro ci sono centinaia di ingredienti. Dove non per forza bisogna usare questo o quello a seconda dell’anno corrente e di ciò che va di moda.

Può quindi capitare di sentire dei veri e propri capolavori figli del 2022, ma che sembrano usciti direttamente dagli anni ’80.

Prendiamo come esempio i talentuosissimi canadesi Riot City, che hanno dato alle stampe un disco di puro speed metal, Electric Elite.

Che, stilisticamente, sembra avere 40 anni sul groppone, ma con suoni di chitarra, basso e batteria comunque al passo con i tempi.

Un disco, per gli amanti del genere, che fa quasi gridare al miracolo, soprattutto perché non è stato scritto negli anni ’80 appunto, ma nel terzo decennio degli anni 2000.

Scadendo nel mainstream, basta ascoltare ciò che i Greta Van Fleet rappresentano. O, per scendere sul suolo italico (ma poi mica tanto) il successo planetario che i Maneskin – che piacciano o no – stanno avendo in termini di ascolti assoluti.
Ascolti che vanno di pari passo, prendendo da esempio una delle piattaforme streaming più usate, con quelli di un mostro sacro del pop come Madonna. Roba da capogiro.

E non c’è bisogno che vi spieghi che tipo di musica suonano i Greta Van Fleet e i Maneskin. Roba non proprio modernissima, ecco.

Dato che, fino a prova contraria, questo è un editoriale, non posso non citare uno di quei gruppi che, a mio parere, meritano tutti i favori della cronaca.

Basta rimanere sullo stivale per apprezzare una band che fa del vintage il suo marchio di fabbrica e con cui ho anche avuto il piacere di dividere il palco.

Si tratta dei Witchwood, di cui vi metterò anche un link per poter ascoltare uno dei loro pezzi migliori (A place for the sun). Band che propone sonorità vicine a quelle di Jethro Tull, Uriah Heep e Deep Purple solo per indicarne qualcuna.

Un vero esempio di come si possa fare al giorno d’oggi della musica eccezionale pur non andando a ricercare ossessivamente il tocco della modernità.

Senza stare poi a nominare i mostri sacri del passato, quello vero, pensando anche a quanto siano tornate di moda le vendite dei vinili come supporto per ascoltare musica.

Tra il vecchio e il nuovo, dicevamo

Potrei andare avanti con tante altre citazioni, sia in campo rock che metal, ma in tutto questo entra a gamba tesa anche la redazione di Rock My Life.

Sì, perché noi che sudiamo passione per la musica non vediamo l’ora che escano nuovi album per ascoltarli e farli nostri, ma godiamo come istrici nell’ascoltare i capolavori che hanno fatto la storia della musica.

E che ci piace raccontare fino allo sfinimento, perché in qualche modo ogni scelta fatta dagli artisti dalla loro nascita sino al momento della loro dipartita (per quelli che non ci sono più) o fino al giorno d’oggi determinano ciò che possiamo assaporare ogni giorno.

Perché un giorno senza musica è un giorno perso. «Se la ignori, la musica ti tira per la giacchetta», dice spesso un mio amico musicista.

E ha pienamente ragione. Proprio per questo, nonostante alcuni cambi di rotta, Rock My Life torna più forte di prima.

In maniera un po’ diversa rispetto al passato, con una nuova veste.

E qua prendo in prestito le parole della nostra “Mamma”. La mamma di Rock My Life, la vera colonna portante di tutto questo, Graziella Ventrone. La mamma più rock che ci sia.

«Saremo più vicini a voi. Speriamo di darvi un’alternativa a tutto quello che anche noi abbiamo fatto fino a questo momento, omologandoci con tutto il resto.

Il rock non è questo, non è un copia e incolla di comunicati stampa: il vero Rock lo si vive uscendo dagli schemi e magari, chissà, invece che in transenna ci troviamo al bar a bere insieme! See you on the road again!».

Cosa è cambiato? Intanto possiamo dirvi cosa è rimasto immutato, sicuramente la nostra passione per la musica con le borchie, la nostra voglia di raccontarvi l’emozione che c’è in un disco e in un concerto e quel sapore di avventura on the road che ci ha contraddistinto fin dall’inizio.

Il resto lo scoprirete presto sulle nostre nuove pagine perché, tra il vecchio e il nuovo, Rock My Life c’è!

We’re back! Siamo di nuovo on line!

www.rockmylife.it